Oggi pomeriggio l'aula del Senato ha autorizzato la richiesta di autorizzazione all'arresto del Senatore Luigi Lusi. Nelle parole dei senatori Belisario e Li Gotti la posizione dell'Italia dei Valori, favorevole alla richiesta di arresto.
"L'IdV voterà a favore della richiesta di arresto, ma sarebbe troppo comodo limitare al caso Lusi la questione morale, ormai diventata una vera e propria emergenza. La politica deve trarre le conseguenze di questa vicenda, perché altrimenti le istituzioni subiranno un contraccolpo insostenibile". Lo ha dichiarato in Aula il Capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario. "Non ci può essere - ha aggiunto - alcuna ingerenza della funzione legislativa nelle prerogative dell'ordine giudiziario. I partiti devono fare molti passi indietro, perché se la situazione è in un tale stato di degrado è per colpa di chi si è allontanato dal Paese reale. E' evidente allora che serve una rapida e seria riforma, è necessario azzerare il finanziamento pubblico ai partiti ed approvare subito una legge che dia attuazione all'articolo 49 della Costituzione. Chi sbaglia deve pagare, la politica - conclude Belisario - con questo voto deve diventare buona politica e non malapolitica".
“Condividiamo l’inesistenza di prova di fumus persecutionis, perciò il voto dell’Italia dei Valori sarà di adesione della proposta della Giunta di autorizzazione all’applicazione della misura cautelare per il senatore Lusi, così come richiesta dal giudice”. Lo ha detto il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Giustizia, annunciando in Aula il sì dell’IdV alla richiesta d'arresto dell'ex tesoriere della Margherita. “La cosa che più deve chiamare la nostra attenzione – ha aggiunto - è che il denaro dato solennemente ai partiti per svolgere una funzione costituzionale era destinato alla spartizione. Non esistendo più un partito, questo denaro se lo sono divisi. E’ il popolo italiano che è parte offesa, non il partito che non c’è più”. Per Li Gotti “sui fatti specifici deciderà la magistratura ma sui fatti ancora più imponenti che sono da presupposto e cornice a questi fatti dobbiamo decidere noi come politica, assumendoci la responsabilità su qualcosa che di sbagliato è stato fatto nel passato. La speranza – ha concluso– è che la politica tragga da questo passaggio delicato gli insegnamenti giusti e che sia giudice di se stessa e non di uno soltanto”.




