
Una decisione fortemente criticata dall'Italia dei Valori che ha già annunciato voto contrario.
Per Antonio Di Pietro, "si tratta dell'ennesima amnistia mascherata. Siamo molto amareggiati - dichiara il leader IdV -, perché di fatto si tratta di una sconfitta dello Stato".
"Gli interventi da fare sono quelli sulle strutture e sulla politica di riabilitazione per chi è dietro le sbarre, per creare condizioni migliori di vita. Non quella di metterli fuori solo perché non c'è posto. Cosi facendo il problema si ripresenterà. E' solo questione di tempo". I gravi problemi del nostro sistema carcerario, sottolinea Di Pietro, "non si risolvono a colpi di fiducia". In questo modo "si svuota il Parlamento delle sue funzioni".
Parla di "schiaffo al Parlamento" anche il capogruppo IdV in commissione Giustizia, Federico Palomba. "Italia dei valori - dice - é contraria ad un provvedimento che si illude di risolvere i problemi carcerari intaccando il principio della certezza della pena. La soluzione è diversa: servono interventi strutturali sull'edilizia penitenziaria, organizzativi con l'aumento di personale e di risorse e normativi con modifiche sulle disposizioni penali riservando il carcere ai casi che lo meritano".
Per palomba "la certezza della pena è un principio cardine che va salvaguardato, altrimenti si scaricano su altri le inadempienze dello Stato. Se si tiene la coperta corta é ovvio che ciò succeda; bisogna allargare la coperta, dando la giusta considerazione alla sicurezza come essenziale funzione sovrana dello Stato, che non può essere soggetta a tagli lineari che la mortificano".
La Lega ed il PDL, che hanno governato per dieci degli ultimi dodici anni - ricorda il deputato IdV -, sono responsabili della situazione avendo pensato solo alle leggi ad personam in favore del capo del governo e non a quelle nell’interesse generale. Ora non possono tentare di rifarsi una verginità. Parimenti grave è l'allungamento a diciotto mesi del termine per la detenzione domiciliare senza nessuna esclusione dei reati gravi e dei recidivi, che prefigura un chiaro scivolamento verso un condono di fatto senza la maggioranza qualificata prevista dalla Costituzione e ne prenota uno più ampio, come dicono i radicali e come è nell’intenzione del partito dell'indulto presente nel Parlamento. Chi lo vuole - sottolinea Palomba - abbia il coraggio di proporlo e di sostenerlo dinanzi all'opinione pubblica, senza trincerarsi dietro provvedimenti strumentali”.
Fiducia sullo ‘svuotacarceri’. Amnistia mascherata




