Lunedi, 21 Maggio 2012

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08
Feb
2012

Fiducia sullo ‘svuotacarceri’. Amnistia mascherata

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La redazione IDV

Come deciso nel Consiglio dei ministri di ieri, il governo ha posto in Aula alla Camera la questione di fiducia per la conversione in legge del decreto cosiddetto 'svuotacarceri'. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, in un'Aula animatissima.

Una decisione fortemente criticata dall'Italia dei Valori che ha già annunciato voto contrario.
Per Antonio Di Pietro, "si tratta dell'ennesima amnistia mascherata. Siamo molto amareggiati - dichiara il leader IdV -, perché di fatto si tratta di una sconfitta dello Stato".

"Gli interventi da fare sono quelli sulle strutture e sulla politica di riabilitazione per chi è dietro le sbarre, per creare condizioni migliori di vita. Non quella di metterli fuori solo perché non c'è posto. Cosi facendo il problema si ripresenterà. E' solo questione di tempo". I gravi problemi del nostro sistema carcerario, sottolinea Di Pietro, "non si risolvono a colpi di fiducia". In questo modo "si svuota il Parlamento delle sue funzioni".

Parla di "schiaffo al Parlamento" anche il capogruppo IdV in commissione Giustizia, Federico Palomba. "Italia dei valori - dice - é contraria ad un provvedimento che si illude di risolvere i problemi carcerari intaccando il principio della certezza della pena. La soluzione è diversa: servono interventi strutturali sull'edilizia penitenziaria, organizzativi con l'aumento di personale e di risorse e normativi con modifiche sulle disposizioni penali riservando il carcere ai casi che lo meritano".

Per palomba "la certezza della pena è un principio cardine che va salvaguardato, altrimenti si scaricano su altri le inadempienze dello Stato.  Se si tiene la coperta  corta é ovvio che ciò succeda; bisogna allargare la coperta, dando la giusta considerazione alla sicurezza come essenziale funzione sovrana dello Stato, che non può essere soggetta a tagli lineari che la mortificano".

La Lega ed il PDL, che hanno governato per dieci degli ultimi dodici anni - ricorda il deputato IdV -, sono responsabili della situazione avendo pensato solo alle leggi ad personam in favore del capo del governo e non a quelle nell’interesse generale.  Ora non possono tentare di rifarsi una verginità. Parimenti grave è l'allungamento a diciotto mesi del termine per la detenzione domiciliare senza nessuna esclusione dei reati gravi e dei recidivi, che prefigura un chiaro scivolamento verso un condono di fatto senza la maggioranza qualificata prevista dalla Costituzione e ne prenota uno più ampio, come dicono i radicali e come è nell’intenzione del partito dell'indulto presente nel Parlamento.  Chi lo vuole - sottolinea Palomba - abbia il coraggio di proporlo e di sostenerlo dinanzi all'opinione pubblica, senza trincerarsi dietro provvedimenti strumentali”.