Lunedi, 21 Maggio 2012

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02
Feb
2012

Dalla casta vendetta contro i giudici

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La redazione IDV

“Mentre il Paese brucia, dentro la Camera si è commesso l’ennesimo delitto. Infatti è stato approvata una legge che, al tempo stesso, è una vendetta e un ammonimento nei confronti dei magistrati”. E’ durissimo il giudizio del leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, al via libera della Camera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati.

L'emendamento della vergogna, al quale la Camera ha detto sì, era stato presentato dal deputato leghista, Gianluca Pini, e introduce la responsabilità civile dei magistrati allargandola anche alla "violazione manfesta" del diritto. Il ministro agli Affari Ue Enzo Moavero Milanesi aveva espresso parere contrario, ma l'Aula a scrutinio segreto ha dato l'ok con 264 voti a favore, 211 contro e un astenuto.

“Sembra proprio di tornare a vent’anni fa – sottolinea Di Pietro - quando nel lontano febbraio del ’92, i magistrati stavano scoprendo le malefatte del Palazzo e in Parlamento, tutti si volevano nascondere dietro l’immunità parlamentare, tacciando per semplici mariuoli quelli che erano anelli terminali della catena. Anche oggi, mentre i cittadini assistono allibiti alle ruberie della casta e i magistrati stanno scoprendo reati gravissimi, le Camere, invece di prendere provvedimenti contro coloro che violano la legge, prendono provvedimenti contro i magistrati. “Ho paura – conclude il leader IdV - che questa volta, dopo vent’anni, non ci sarà solo una Mani Pulite giudiziaria, ma una nuova Mani Pulite del popolo che alzerà i forconi”.

Incredula L'Anm. Luca Palamara e Giuseppe Cascini, rispettivamente Presidente e segretario dell'Associazione nazionale magistrati parlano di una misura "intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice".
Secondo Cascini la norma è "incostituzionale e in contrasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia europea". Inoltre "rischia di condizionare l'indipendenza del giudice e la libertà di decidere in autonomia. Ci auguriamo - insiste il segretario dell'Anm - che questa disposizione venga cancellata dal Senato e che si ristabilisca un clima di confronto su questioni effettive che servono alla giustizia in Italia".