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La redazione IDV

Spese militari, prima vittoria IdV

Sono stati votati oggi pomeriggio, in commissione Difesa della Camera, i cinque programmi di acquisto per armamenti militari per un valore di 500 milioni di euro. Una spesa che porta a 20,5 miliardi di euro i costi militari del 2011. Una montagna di denaro che grida vendetta al cospetto dei sacrifici che gli italiani sono chiamati a sostenere per risollevare le sorti della nostra economia.

Tuttavia c'è da registrare una nota positiva, perchè l'Italia dei Valori ha ottenuto una piccola, grande 'vittoria' nella 'guerrra' contro le folli spese militari.

Lo spiega meglio il capogruppo IdV Augusto Di Stanislao, che ha presentato una mozione per chiedere di fermare lo shopping bellico del governo. “Oggi durante l’esame e l’approvazione dei 5 programmi d’arma è stata votata e recepita interamente la mia proposta di parere con specifiche condizioni. Ogni programma d’arma è stato approvato a condizione che si rivaluti completamente il quadro delle spese militari ridimensionando i programmi di acquisto in essere e si attivi un virtuoso investimento in termini di riqualificazione, addestramento e formazione del personale del comparto, e che si avvii un percorso che punti a finanziamenti selettivi attraverso i quali si definiscano le priorità e le reali necessità del comparto.
Investire minori risorse e meglio - sottolinea l'esponente dipietrista - mirate al fine di portare l’Italia in linea con gli altri Paesi europei e non solo. Oggi - spiega Di Stanislao - l’iter dei Programmi d’acquisizione dei sistemi d’arma diventa nel concreto quasi una semplice presa d’atto da parte del Parlamento e delle commissioni. Occorre invece avviare un ampio dibattito in materia e avere maggiore controllo e trasparenza. I tanti sacrifici chiesti ai cittadini e altrettanti ne verranno chiesti a breve, meritano almeno che si facciano i conti in tasca ad un settore che ci rende ottavo paese al mondo per spese militari con oltre 20 miliardi e secondo esportatore mondiale di armamenti dopo la Russia, record di cui non bisogna certo andare fieri. Continuerò costantemente ad occuparmi di questo, presenterò - annuncia Di Stanislao - una ulteriore Mozione in relazione agli sviluppi a livello internazionale e nell’ambito del mercato europeo della difesa, e agli intrecci che spesso si celano dietro questo settore"

 
La redazione IDV

Berlusconi raddoppia... le dormite

Nel suo discorso d'addio trasmesso da tutte le Tv, l'ex presidente del Consiglio Berlusconi prometteva: "A quanti hanno esultato per quella che definiscono la mia uscita di scena, voglio dire con grande chiarezza che da domani raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle istituzioni per rinnovare l'Italia". E siccome mantenere le promesse per il Cavaliere è imperativo, per il momento ha già iniziato a... raddoppiare le dormite in Aula.
 
La redazione IDV

Fiducia si, ma non in bianco

  Il governo Monti ha ottenuto la fiducia anche alla Camera ed ora può iniziare la sua 'corsa'. I voti a favore sono stati 556 i no 61 (59 della Lega nord, più quelli di Domenico Scilipoti e Alessandra Mussolini). Il primo Consiglio dei ministri si terrà lunedì a mezzogiorno e dovrebbe avere all'ordine del giorno il decreto su Roma Capitale.

Anche l'Italia dei Valori ha detto sì al professore. Ma non è una fiducia a scatola chiusa. Lo ha chiarito Antonio Di Pietro nel suo intervento in Aula. L'Idv, ha detto, sarà "la sentinella per la società civile" in Parlamento.

"E' meglio che ci siete voi al governo piuttosto che quelli che ci sedevano prima - ha dichiarato il leader Idv -. Hanno fatto un mare di leggi ad personam invece di occuparsi dei problemi del Paese. A voi tocca riscattare agli occhi dell'opinione pubblica internazionale la credibilità del nostro paese, il compito di ridare la fiducia alle nostre istituzioni e prendere quei seri provvedimenti d'urgenza che i mercati ci richiedono. Ci riuscirete? Non lo sappiamo, ma ci speriamo. I vostri curricula sono tali che, se davvero potete e volete, ce la potete fare. Per questo anticipo da subito che Idv darà la fiducia al vostro governo e lo facciamo per il bene del nostro Paese, perché i cittadini non siano ancora una volta presi in giro.

Abbiamo voluto presentare una nostra distinta mozione di fiducia - ha sottolineato Di Pietro -, perché non ci siamo limitati a darla in bianco ma abbiamo fatto delle richieste chiare e trasparenti. Abbiamo messo per iscritto ciò che riteniamo opportuno che si faccia. Noi vogliamo che ci sia un patto chiaro, perché dobbiamo sapere in concreto cosa volete fare per rendere operative quelle buone intenzione che avete detto".

Di Pietro ha chiesto chiarimenti anche sulle dichiarazioni fatte ieri da alcuni neo ministri: "Lei, Presidente, avrà pochi soldi: ci farà il ponte sullo stretto di Messina o verranno utilizzati per il territorio italiano che sta cadendo a pezzi? Al ministro dello Sviluppo Economico, Passera ha domandato: "Farà pagare le concessioni tv a tutti o esonererà i soliti noti?" E a quello dell'Ambiente, Clini: "non trovava niente di meglio che andare a 'Un giorno da pecora' a dire che ci vogliono le centrali nucleari? E' una questione di rispetto della volontà popolare".

L’obiettivo per Di Pietro è tornare il prima possibile alle Urne: “Non s'indigni quando diciamo, non che stacchiamo la spina, ma che dopo l'approvazione di una legge elettorale si torni alle urne e non si rimanga a un Governo sempre dell'emergenza. Altrimenti - ha concluso il leader Idv - il presidente della Repubblica non avrebbe dovuto nominarla senatore a vita, ma presidente a vita".

   
La redazione IDV

Agricoltura, governo promette ma non mantiene

“Il Governo, per mano del ministro delle Politiche Agricole Romano, ha cancellato le risorse destinate al settore agricolo e ha inferto tagli insostenibili alle Apa, le associazioni provinciali degli allevatori. Dopo aver promesso, nel maggio scorso, 25 milioni di euro, oggi in Commissione, rispondendo alla nostra interrogazione, ha riferito che di quello stanziamento non ce ne è più neanche un euro da destinare ad un comparto importante della nostra economia, già in preda ad enormi difficoltà” lo dichiara l’onorevole Anita Di Giuseppe, capogruppo IDV in Commissione Agricoltura della Camera, che aveva presentato un’interrogazione al ministro per chiedere chiarimenti in merito agli ingiustificati tagli al settore agricoltura e allevamento.

“E’ inaccettabile che un ministro, meno di sei mesi fa, abbia dichiarato ufficialmente che le risorse c’erano e che oggi, invece, sostenga il contrario e non muova un dito per rimediare ad una situazione del genere. Due sono le cose: o il Ministro non conosce le problematiche del settore agricolo e quindi non le affronta, oppure le conosce eccome, promette di risolverle ma poi non lo fa. Se le risorse non erano disponibili perché sono state promesse? Ancora una volta, il governo mostra disattenzione totale nei confronti di un comparto produttivo che non viene riconosciuto come tale” aggiunge il capogruppo IDV in Commissione Agricoltura alla Camera.

“E’ chiaro che questo Governo non ha più autorità, credibilità ed autorevolezza per risolvere la grave crisi economica che l’Italia sta attraversando. Il paese non può restare senza una guida, è in grave sofferenza e merita risposte rapide ed incisive” conclude l’onorevole Anita Di Giuseppe.

 
Maurizio Zipponi

Accordo sull'Irisbus

L’accordo firmato ieri della Irisbus di Avellino evita il dramma immediato della disoccupazione per centinaia di lavoratori campani.

Questo risultato è dovuto alla determinazione e alla mobilitazione di questi operai e impiegati che non si sono rassegnati ad accettare l’imposizione della Fiat.

Questo parziale risultato è anche dovuto all'azione che l’Italia dei Valori, con primo firmatario Antonio Di Pietro, ha svolto in parlamento, sino a mettere in minoranza il governo proprio sulla Irisbus. 

Va dato atto ai lavoratori di aver opposto resistenza alla chiusura dell’azienda, così come va riconosciuto l’irresponsabile comportamento del governo e della Fiat che, giorno dopo giorno, stanno abbandonando gli stabilimenti italiani per concentrare la propria attività negli Usa o nelle aree low cost.

Ora si tratta, da parte del governo, di rispettare gli impegni presi per la reindustrializzazione dell’area cercando nuovi soggetti imprenditoriali al fine di riassorbire l’occupazione.