TI TROVI IN: Home In Parlamento Finmeccanica fa affari in Siria? Governo chiarisca
06
Jul
2012

Finmeccanica fa affari in Siria? Governo chiarisca

Email Stampa PDF
La redazione IDV
“Il governo faccia luce sulla gravissima vicenda che coinvolge Finmeccanica, azzeri i suoi vertici e blocchi qualunque rapporto dell’azienda con la Siria. Inoltre, ci spieghi quali iniziative intenda adottare per fermare la cessione degli asset industriali civili”.

Lo chiede il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, in merito alle notizie riportate da alcuni organi di stampa, dopo le indiscrezioni diffuse da Wikileaks, che vedrebbero Finmeccanica al centro di uno scandalo.
“Infatti, la filiale di Finmeccanica – la Selex Elsag - avrebbe fornito un sofisticato sistema di comunicazione ‘Tetra’ all’impresa del regime Syrian Wireless Organization, anche durante le sanguinose repressioni portate avanti dal governo di Bashar al-Assad, violando così le sanzioni imposte dall’Unione europea.
Da parecchi messaggi, salterebbe fuori che l’italiana Finmeccanica collaborerebbe, tuttora, con Damasco, sempre tramite l’azienda Selex. Infatti, il contratto iniziale da 40 milioni di euro era di pubblico dominio, ma risale al 2008, molto tempo prima che la situazione in Siria precipitasse e si trasformasse nel teatro di un bagno di sangue senza fine.
I file di Wikileaks – si legge nel testo - dimostrerebbero però che i rapporti con il regime di Assad sono proseguiti intensamente anche negli ultimi mesi. Infatti, in una mail datata 7 maggio 2011 la Intracom Syria avrebbe inviato un ordine per la fornitura di radiomobili VS3000, prodotte dalla Selex, al deposito della Polizia di Mouadamia. Sono proprio i giorni in cui nella città si svolgono violentissimi scontri. Ci sarebbe, inoltre, anche un inventario dell’ottobre scorso, da cui risulta che, in appena tre anni, la compagnia italiana ha venduto a Damasco 11.170 radio Puma T3, oltre 1600 terminali fissi FC3000 e altri 30 AS3000, destinati ad essere montati su elicotteri. Un messaggio del 2 febbraio scorso annuncerebbe l’arrivo nella capitale siriana degli ingegneri della Selex, per istruire i tecnici della Intracom-Syria sull’uso di varie componenti della tecnologia Tetra, tra cui i terminali degli elicotteri. Nella mail non si specifica se si tratti di elicotteri della polizia o anche militari. I velivoli di entrambi i corpi stanno avendo un ruolo chiave nella repressione: i mitragliamenti dal cielo contro ribelli e popolazione sono segnalati da tutti gli osservatori. Sono numerosi, quindi, i messaggi da cui risulta che la strumentazione radio e i ripetitori di Tetra sono finiti in gran numero nelle istallazioni militari e di polizia delle località, in cui sono avvenuti i più gravi massacri.
Dall’inizio del 2012 l’Ue ha imposto una raffica di sanzioni al regime siriano. L’ultima dichiarazione del capo della diplomazia comunitaria Catherine Ashton risale ad appena 10 giorni fa e in quella occasione è stata definita nei dettagli la portata delle sanzioni a Damasco, che prevedono il divieto di esportare “materiale ed equipaggiamento che possa essere utilizzato per la repressione interna” comprese restrizioni di carattere “tecnologico”.
Le autorità degli stati membri dovrebbero vigilare sull’applicazione delle sanzioni, come precisato da Micheal Mann portavoce dell’alto rappresentante Ue per la politica estera. La nostra diplomazia condanna le massicce violazioni dei diritti umani, che continuano senza sosta, esortando le autorità siriane a porre immediatamente fine alla violenza brutale contro i civili e, invece, sembrerebbe che proprio l’Italia venderebbe alla Syria alta tecnologia che serve per coordinare la repressione.
L’Italia dei Valori è da tempo intervenuta sulle vicende che hanno coinvolto Finmeccanica in questi ultimi mesi: dal tema della spartizione politica delle nomine nel suo consiglio d’amministrazione, alle vicende giudiziarie che coinvolgono, in prima persona, l’attuale Presidente e Amministratore delegato Giuseppe Orsi. Su di lui gravano ipotesi di reato che vanno dalla corruzione internazionale al riciclaggio, in relazione agli appalti internazionali, come la vendita di elicotteri al Governo indiano, le commesse in Africa, i finanziamenti illeciti a partiti politici e manager. Abbiamo già denunciato al ministro Passera la grave decisione dei vertici della multinazionale di “svendere” ai concorrenti internazionali tutto il settore civile, in particolare gli asset industriali leader nel mondo, come Ansaldo STS e Ansaldo Energia, che comporterebbe lo smantellamento di un patrimonio industriale strategico di primaria importanza per il Paese. Inoltre, avrebbe conseguenze nefaste sulle prospettive occupazionali dei lavoratori e sulla tenuta industriale del Paese.
Il fatto che gli attuali vertici di Finmeccanica potrebbero essere coinvolti nella sopracitata vicenda rafforza ancora di più la convinzione degli interroganti che le immediate dimissioni del Presidente Orsi e dell’intero vertice di Finmeccanica siano indispensabili per ridare credibilità ad una delle più importanti realtà industriali del Paese.
Pertanto, chiediamo ai ministri competenti quali iniziative intendano mettere in campo per bloccare immediatamente qualsiasi rapporto con la Siria, in osservanza delle sanzioni messe in atto dall’Unione europea e se intendano verificare di chi siano le responsabilità in relazione ai fatti sopra citati, tenendo conto che sono le autorità degli stati membri che devono vigilare sull’applicazione delle sanzioni.
Infine, quali iniziative intendano intraprendere per azzerare il vertice della società anche alla luce di quanto emerso dalle denunce di Wikileaks e nelle inchieste aperte dalle Procure italiane e quali iniziative urgenti vogliano adottare per fermare la cessione degli asset industriali civili di Finmeccanica”.

Scarica l'interrogazione IdV