
“Il ministro Severino risolva al più presto l’annosa questione della sede della Scuola di magistratura che, in questi anni, a causa dei diversi provvedimenti sulla sua dislocazione, ha prodotto solo spreco di risorse pubbliche”. E’ quanto chiede il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’interrogazione al ministro della Giustizia.“La Scuola superiore della magistratura – spiega il leader IdV -, è stata istituita nel 2006 con un decreto legislativo che indicava anche le tre sedi: Latina per il centro, Catanzaro per il sud e una città in provincia di Bergamo per il nord Italia. La sede di Latina era stata poi sostituita con Firenze e quella di Catanzaro con Benevento. Dopo le politiche del 2008, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, inaugurò personalmente la sede di Bergamo per la quale il comune ha pagato un canone di locazione, nonostante non sia mai stata avviata alcuna attività. Il 15 febbraio scorso il Presidente della Repubblica ha comunicato al CSM che, nella fase di avvio, il Ministro avrebbe potuto decidere per una sola offerta formativa, valida per tutto il territorio nazionale, in modo da conciliare la necessità di avviare rapidamente la Scuola con le difficili condizioni della finanza pubblica. Il ministro Severino, il 9 maggio, ha quindi indicato al CSM come sede unica nazionale Villa di Castelpulci, di proprietà pubblica, nel Comune di Scandicci, provincia di Firenze e ha stabilito che i vincitori del concorso in magistratura saranno assunti a partire dal mese di giugno. Nel frattempo, però – aggiunge Di Pietro -, sono stati spesi circa 22 milioni di euro per gli affitti e le ristrutturazioni delle sedi precedentemente indicate. A questi si aggiungono i 240mila euro che, in base a un contratto d’affitto di sei anni con la Curia, dall’anno scorso il Ministero paga per quella che sarebbe dovuta essere la sede di Bergamo”.



“Il ministro Cancellieri chiarisca le sue affermazioni rilasciate ad alcuni organi di stampa in merito sulla soppressione di Prefetture, Questure e Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco”. Lo chiedono in un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno il leader dell’IdV, Antonio Di Pietro, e il responsabile sicurezza del partito, Giovanni Paladini. “Le dichiarazioni del ministro – scrivono i due esponenti IdV – riguardavano la soppressione di un numero indefinito di Prefetture, Questure e Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco e, come riportate dai giornali, non facevano cenno alcuno ai criteri di razionalizzazione. In merito a tale decisione, le rappresentanze sindacali dei circa 200.000 lavoratori coinvolti si sono dette all’oscuro della vicenda. Alla Cancellieri è certamente nota la situazione drammatica in cui versano le forze dell’ordine, della sicurezza e della prevenzione, presidi sui quali si sono riversati continui tagli che, già da diverso tempo, ne minacciano l’operatività e la tempestività sui territori del Paese”. Nell’interrogazione Di Pietro e Paladini chiedono al ministro “quali siano i suoi orientamenti in merito al futuro della sicurezza per il nostro territorio, per i cittadini e per coloro che vi prestano la loro opera, con quali strumenti intenda eventualmente darvi corso e con quali tempi intenda farne partecipi le rappresentanze sindacali”.
“L’Italia dei Valori ha presentato un’interpellanza al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, per chiedere al governo se ritenga opportuno che Gaetano Blandini, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per concorso in corruzione, continui a ricoprire il ruolo di direttore generale della Siae”. Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, firmatario dell’interpellanza insieme al deputato Pierfelice Zazzera. “Blandini - si legge nel testo dell’interpellanza - è accusato di concorso in corruzione nell’ambito dell’inchiesta sui Grandi Eventi, per avere, in qualità di dirigente del Ministero dei Beni culturali, ‘concesso o fatto concedere, in virtù della carica ricoperta, ripetuti finanziamenti pubblici per 1,8 milioni di euro in favore di società di produzione cinematografica per la realizzazione di film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio di Angelo. Il tutto in cambio di alcuni lavori di ristrutturazione, svolti su richiesta di Balducci da imprese di fiducia di Diego Anemone presso la sua abitazione, e della cessione a prezzo di favore di un’autovettura alla propria consorte’”. “Alla luce di questi fatti gravi – sottolinea Di Pietro - il governo, nell’ambito del potere di vigilanza previsto dalla legge 09/01/2008, deve chiarire se intenda o meno mantenere Blandini nel ruolo di direttore generale dell’ente pubblico dei diritti d’autore”.
"Governo dei tecnici o delle banche? Ad oggi è un governo delle banche, per questo votiamo contro questo decreto legge. L'interrogativo, infatti, è legittimo dato che si tratta di un provvedimento che dimostra un atteggiamento di sudditanza nei confronti del sistema bancario". Così Antonio Borghesi nel suo inervento nell'Aula della Camera su dichiarazione di voto finale sul decreto legge in materia di commissioni bancarie.
“Italia dei Valori voterà no a questa ennesima fiducia, per oggettive ed evidenti ragioni di metodo e di merito. Nel metodo: è offensivo il ricorso alla 17esima fiducia. Pensavamo che questa pratica arrogante fosse prerogativa del precedente Governo, ma il vostro club di professori sta facendo di peggio". Lo ha detto in aula Montecitorio il deputato dell'Idv Ivan Rota, durante le discussioni sul voto di fiducia sul decreto Commissioni bancarie.


