Lunedi, 21 Maggio 2012

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Sprechi sedi scuola Magistratura. Di Pietro: Severino intervenga

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La redazione IDV
“Il ministro Severino risolva al più presto l’annosa questione della sede della Scuola di magistratura che, in questi anni, a causa dei diversi provvedimenti sulla sua dislocazione, ha prodotto solo spreco di risorse pubbliche”. E’ quanto chiede il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’interrogazione al ministro della Giustizia.
“La Scuola superiore della magistratura – spiega il leader IdV -, è stata istituita nel 2006 con un decreto legislativo che indicava anche le tre sedi: Latina per il centro, Catanzaro per il sud e una città in provincia di Bergamo per il nord Italia. La sede di Latina era stata poi sostituita con Firenze e quella di Catanzaro con Benevento. Dopo le politiche del 2008, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, inaugurò personalmente la sede di Bergamo per la quale il comune ha pagato un canone di locazione, nonostante non sia mai stata avviata alcuna attività. Il 15 febbraio scorso il Presidente della Repubblica ha comunicato al CSM che, nella fase di avvio, il Ministro avrebbe potuto decidere per una sola offerta formativa, valida per tutto il territorio nazionale, in modo da conciliare la necessità di avviare rapidamente la Scuola con le difficili condizioni della finanza pubblica. Il ministro Severino, il 9 maggio, ha quindi indicato al CSM come sede unica nazionale Villa di Castelpulci, di proprietà pubblica, nel Comune di Scandicci, provincia di Firenze e ha stabilito che i vincitori del concorso in magistratura saranno assunti a partire dal mese di giugno. Nel frattempo, però – aggiunge Di Pietro -, sono stati spesi circa 22 milioni di euro per gli affitti e le ristrutturazioni delle sedi precedentemente indicate. A questi si aggiungono i 240mila euro che, in base a un contratto d’affitto di sei anni con la Curia, dall’anno scorso il Ministero paga per quella che sarebbe dovuta essere la sede di Bergamo”.

Il testo completo dell’interrogazione

Soppressione prefetture e comandi VVFF: Cancellieri chiarisca

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La redazione IDV
“Il ministro Cancellieri chiarisca le sue affermazioni rilasciate ad alcuni organi di stampa in merito sulla soppressione di Prefetture, Questure e Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco”. Lo chiedono in un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno il leader dell’IdV, Antonio Di Pietro, e il responsabile sicurezza del partito, Giovanni Paladini. “Le dichiarazioni del ministro – scrivono i due esponenti IdV – riguardavano la soppressione di un numero indefinito di Prefetture, Questure e Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco e, come riportate dai giornali, non facevano cenno alcuno ai criteri di razionalizzazione. In merito a tale decisione, le rappresentanze sindacali dei circa 200.000 lavoratori coinvolti si sono dette all’oscuro della vicenda. Alla Cancellieri è certamente nota la situazione drammatica in cui versano le forze dell’ordine, della sicurezza e della prevenzione, presidi sui quali si sono riversati continui tagli che, già da diverso tempo, ne minacciano l’operatività e la tempestività sui territori del Paese”. Nell’interrogazione Di Pietro e Paladini chiedono al ministro “quali siano i suoi orientamenti in merito al futuro della sicurezza per il nostro territorio, per i cittadini e per coloro che vi prestano la loro opera, con quali strumenti intenda eventualmente darvi corso e con quali tempi intenda farne partecipi le rappresentanze sindacali”.

Leggi l'interrogazione

G8. Di Pietro: governo chiarisca ruolo Blandini

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La redazione IDV

“L’Italia dei Valori ha presentato un’interpellanza al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, per chiedere al governo se ritenga opportuno che Gaetano Blandini, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per concorso in corruzione, continui a ricoprire il ruolo di direttore generale della Siae”. Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, firmatario dell’interpellanza insieme al deputato Pierfelice Zazzera. “Blandini - si legge nel testo dell’interpellanza - è accusato di concorso in corruzione nell’ambito dell’inchiesta sui Grandi Eventi, per avere, in qualità di dirigente del Ministero dei Beni culturali, ‘concesso o fatto concedere, in virtù della carica ricoperta, ripetuti finanziamenti pubblici per 1,8 milioni di euro in favore di società di produzione cinematografica per la realizzazione di film interpretati da Lorenzo Balducci, figlio di Angelo. Il tutto in cambio di alcuni lavori di ristrutturazione, svolti su richiesta di Balducci da imprese di fiducia di Diego Anemone presso la sua abitazione, e della cessione a prezzo di favore di un’autovettura alla propria consorte’”. “Alla luce di questi fatti gravi – sottolinea Di Pietro - il governo, nell’ambito del potere di vigilanza previsto dalla legge 09/01/2008, deve chiarire se intenda o meno mantenere Blandini nel ruolo di direttore generale dell’ente pubblico dei diritti d’autore”.

Leggi il testo dell'interpellanza

Banche. Governo suddito, da IdV no a decreto (video)

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La redazione IDV
"Governo dei tecnici o delle banche? Ad oggi è un governo delle banche, per questo votiamo contro questo decreto legge. L'interrogativo, infatti, è legittimo dato che si tratta di un provvedimento che dimostra un atteggiamento di sudditanza nei confronti del sistema bancario". Così Antonio Borghesi nel suo inervento nell'Aula della Camera su dichiarazione di voto finale sul decreto legge in materia di commissioni bancarie.

"Da quando è iniziata questa crisi - ha spiegato - molti interventi del precedente, e di questo governo, sono stati a favore del sistema bancario. Posso anche accettare che, in un sistema di economia liberale, la fissazione delle commissioni sia una delle variabili che dovrebbe essere lasciata alla trattativa tra banca e cliente. Ciò è giusto in un sistema sano ma non in una sorta di mercato oligopolistico, dove i primi tre gruppi bancari controllano il 60% del mercato. E il nostro sistema bancario - ha proseguito - é tutto fuorché sano. Negli ultimi anni le banche italiane hanno subito perdite rilevantissime, anche per effetto dei titoli tossici che hanno commercializzato facendo utili apparenti a carico dei clienti.

Nonostante i signori di queste banche abbiano contribuito all'attuale drammatica situazione, sono stati foraggiati da milioni di euro sotto forma di indennità fisse e variabili, le cosiddette stock option. Per non parlare dell'annuale classifica dei manager più pagati: amministratori e dirigenti delle banche sono sempre ai primi posti. Accosto queste cifre al fatto che in Italia abbiamo una disoccupazione che veleggia attorno al 10%. E che dire delle pensioni, anche a basso importo, che non ottengono più l'adeguamento all'inflazione? E' giusto allora favorire queste banche che, pur in difficoltà economico-finanziarie, elargiscono simili indennità? Come potremmo votare a favore?".

Governo di professori scollato da realtà. Salva banche punisce cittadini (Video)

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La redazione IDV
“Italia dei Valori voterà no a questa ennesima fiducia, per oggettive ed evidenti ragioni di metodo e di merito. Nel metodo: è offensivo il ricorso alla 17esima fiducia. Pensavamo che questa pratica arrogante fosse prerogativa del precedente Governo, ma il vostro club di professori sta facendo di peggio". Lo ha detto in aula  Montecitorio il deputato dell'Idv Ivan Rota, durante le discussioni sul voto di fiducia sul decreto Commissioni bancarie.

“Nel merito: che senso ha imbavagliare ancora una volta il parlamento, che senso ha non cercare almeno di rilanciare l’economia reale, imponendo alle banche, che hanno preso fior di miliardi all’1%, di rimettere denaro nel ciclo produttivo? Perché non imporre alle banche di riaprire i rubinetti del credito, di sostenere le aziende e le famiglie? Perché non imporre loro tassi di interesse equi?” ha detto Rota nel suo intervento.

“La verità è che siete un governo di professori, scollegati dalla realtà della gente normale. L’inconsistenza, l’incapacità, l’inettitudine di chi vi ha preceduto vi hanno fatto apparire dei giganti. Ma è bastato poco per capire che premesse e promesse sono stati sostituiti da slogan subdoli quali: Salva Italia, Cresci Italia, Semplifica Italia. Dietro le belle parole, si scopre la pubblicità ingannevole. Avete detto agli italiani “agiremo con rigore”. Pensavamo sui ladri, furbi, caste e poteri forti. Si siete accaniti invece con i cittadini onesti, lavoratori, pensionati, le partite IVA alle prese con le difficoltà del mercato e della recessione. Questo è il motivo per cui vi rimandiamo a settembre, non per un esame di riparazione ma per mandarvi a casa per manifesta incapacità” ha concluso il deputato IDV.

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