“E' giusto che il Governo, invece che attrarre investimenti produttivi dall'estero, faccia ponti d'oro e sostenga, attraverso la Sace, cioè con una società privata ma totalmente in mano al Ministero dell'Economia, l'esportazione e la delocalizzazione delle nostre fabbriche all'estero?” lo ha chiesto Carlo Monai, capogruppo di IDV in Commissione trasporti alla Camera, intervenendo oggi al question time al ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo Corrado Passera.
“La Fiat, da documenti inoppugnabili in nostro possesso, ha chiesto e ottenuto dalla Sace la garanzia del 100% dei propri investimenti in Serbia, con un impegno assicurativo di ben 230 milioni di euro per ammodernare e ampliare il suo stabilimento. Di fatto, grazie a questa operazione, abbiamo assistito alla chiusura di Termini Imerese e al trasferimento del segmento compact della gamma Fiat di Mirafiori, attività delocalizzata nei Balcani. Quanti casi ancora di eutanasia industriale all'italiana dobbiamo attenderci?” ha detto Monai durante la sua replica.
“Che i soldi della Sace, cioè i soldi pubblici, come sostiene il ministro Passera, siano destinati alla Fiat per operazioni di investimento all'estero attraverso la Bei non cambia la sostanza delle cose: è come fare il gioco delle tre carte. L’Italia ha interesse a iniziative del Governo tese a mantenere e radicare in Italia le nostre fabbriche piuttosto che ad incentivarne, direttamente o indirettamente, l'esportazione” ha replicato Monai a Passera.“Visto che al Governo piacciono i titoli ad effetto, dopo il decreto Salva-Italia, Cresci-Italia e Semplifica-Italia ci attendiamo da subito un'inversione di queste politiche che non portino al suicidio il nostro sistema produttivo. Faccia subito un decreto “Produci in Italia“, ha concluso Monai.



