La scorsa settimana ho ricevuto con piacere da Irene Nicotra, responsabile al Programma Trasporti della Provincia di Livorno, una e-mail su alcuni progetti finanziati dall'Unione europea, già realizzati o in corso di realizzazione: tutti esempi positivi di quanto l'impegno e la buona volontà siano ancora presenti in Italia e permettano di raggiungere risultati tangibili.
Sono rimasto felicemente sorpreso in particolare, dalle 'best practices' della provincia di Livorno che si è guadagnata il posto di capofila di svariati progetti.
Questo territorio ha saputo impiegare in modo virtuoso i fondi europei messi a disposizione nell'ambito del Programma Operativo Italia – Francia Marittimo 2007–2013, divenendo un esempio nazionale di efficienza.
Innanzitutto voglio citare PERLA (acronimo per 'accessibilità, fruibilità e sicurezza della fascia costiera delle regioni transfrontaliere') che ha coinvolto la Toscana, la Liguria, la Sardegna e la Corsica. Il progetto coniuga il bisogno di spostarsi con la sicurezza e il rispetto del paesaggio, puntando alla valorizzazione del patrimonio costiero.
A Livorno PERLA ha avuto diversi obiettivi, tutti peraltro conseguiti: migliorare l'accessibilità delle spiagge e la fruibilità dei servizi al territorio; aumentare l'utilizzo di mezzi pubblici (in particolare incentivando l'utilizzo di bus navetta e trenini turistici); garantire la sicurezza della balneazione.
Tutte soluzioni sostenibili sotto il profilo sociale, economico, ambientale e perfettamente in linea con le esigenze di turisti, operatori economici, residenti.
Altro progetto transfrontaliero è il "3i Plus" che pur avendo come capofila la provincia di Livorno, ha coinvolto anche la Liguria e la Corsica nello sviluppo di una piattaforma per l'infomobilità intermodale interregionale.
Tra gli altri progetti presentati e approvati dal settore 'Trasporti e Logistica' della provincia voglio ricordare "PIMEX". Esso riguarda la predisposizione di piattaforme logistiche integrate per lo sviluppo delle relazioni commerciali import-export nello spazio transfrontaliero. Avviato nel 2009, ha avuto come principale effetto la riduzione delle barriere all'import-export.
Focalizzato sull'accessibilità delle aree, é invece "No far access" il cui fine é ottimizzare i sistemi di trasporto nelle aree disagiate e/o periferiche e rimuovere le barriere all'accesso ai servizi per i cittadini, in particolare i disabili.
Sono stati approvati di recente, infine, il Progetto SIC, il Progetto LOSE e il Progetto PORTI che si occupano degli aspetti dell'intermodalità e della sicurezza.
Mi auguro davvero che questi esempi siano di incoraggiamento e facciano ricredere quanti credono che il nostro Paese sia inefficiente.