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Politica

Gianfranco Mascia

Una scelta condivisa

Il governo Berlusconi sembra essere arrivato al capolinea. Serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutto il centrosinistra. Il presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro è stato chiaro: "Sappiamo che da molte parti e direttamente dal Capo dello Stato ci si chiede se intendiamo assumerci le nostre responsabilità o vogliamo sottrarci: noi non intendiamo dare alcun consenso a un salto nel buio".

Di Pietro è stato chiaro anche sui tempi: "Prima dobbiamo avere i numeri e poi presentare la mozione di sfiducia. In questo momento non è tanto in discussione la mozione di sfiducia del centrosinistra ma la presa d'atto dello sfaldamento del centrodestra."

L'esigenza più grande è capire come poter rispondere alle sollecitazioni dell'Unione Europea senza però toccare le fasce più deboli. Come far quadrare i conti senza che la manovra economica si trasformi in una macelleria sociale.

"Non ci devono più essere scelte che fanno solo i partiti. I cittadini devono avere modo di metterci bocca, di avere voce in capitolo e di decidere." - ha spiegato oggi Di Pietro sul suo blog "Per iniziare a percorrere questa strada, noi chiediamo ai cittadini, ai blogger e a tutti coloro che vogliono essere coinvolti, di visionare e rispondere a un questionario online per dirci cosa pensano delle nostre proposte." ha concluso il leader dell'IDV.

La interazione con i cittadini è fondamentale, ricevere feedback, per un partito, è la maniera giusta per capire se si è sulla buona strada. Del resto, i temi proposti, sono già stati scelti rispondendo alle sollecitazioni della società civile. Per questo l'Idv è sempre all'avanguardia rispetto agli altri partiti.

Ecco allora il questionario proposto

"Ridurre i costi senza fare macelleria sociale. Queste sono le nostre proposte, quali sono per voi le prioritá?"

E queste le opzioni che si possono scegliere (fino a max tre) e commentare:

  • lotta dura all'evasione fiscale e contributiva
  • tassare adeguatamente i capitali scudati e le rendite finanziarie
  • abolizione dei vitalizi
  • dimezzamento dei parlamentari
  • eliminare le province
  • taglio netto delle spese militari
  • taglio netto delle auto blu e del loro utilizzo.

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La redazione IDV

Idv, Sel e PD per costruire un'alternativa

Anche Antonio Di Pietro era presente in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione del Pd. "Sono qui per dire che c'e' una classe politica in grado di interpretare i bisogni degli italiani", ha spiegato il presidente dell'italia dei Valori, "dall'impegno preso a Vasto con Vendola e Bersani, noi siamo disposti ad assumerci le nostre responsabilita'".
Rispetto alla situazione politica attuale e alla scenario  futuro ha aggiunto che  "le elezioni sono la via maestra, un governo istituzionale e' possibile ma solo con una maggioranza larga e se dura tre mesi, il tempo di cambiare la legge elettorale e di prendere le misure economiche necessarie.

Di Pietro ha poi spiegato che per arrivare a un governo istituzionale 'dobbiamo capire chi ne fa parte e soprattutto per fare cosa'. E ha ribadito che 'Idv, Sel, Pd e tutte quelle forze politiche e quelle associazioni che vogliono costruire un'alternativa sono disposte a farlo con senso di responsabilita', proprio nel momento in cui finalmente la casa del potere sta crollando'. Il leader dell'IDV ha inoltre evidenziato: 'Noi vogliamo dire al Paese che abbiamo le forze e la responsabilita' di risollevare l'Italia'.

   
La redazione IDV

Le tre carte di Berlusconi

Alla vigilia di quella che sarà probabilmente l'ultima settimana del governo Berlusconi gli scenari possibili si riducono a 3.

1.Berlusconi, dopo aver cercato invano di ricomprare i voti che gli mancano per la maggioranza, prende atto del fallimento e si dimette prima del voto di sfiducia passando la mano a un governo Letta allargato all'Udc e aprendo le porte a un nuovo centrodestra de-berlusconizzato il cui leader naturale sarebbe Pier Casini.
Se la Lega non accettasse di suonare il nuovo spartito o se Napolitano battesse i pugni sul tavolo potrebbe  invece insediarsi un governo dell'emergenza, presieduto da un tecnico (probabilmente Monti). Un governo simile nascerebbe per arrivare solo alla primavera varando nuova legge elettorale e provvedimenti economici per fronteggiare l'emergenza, ma si sa come vanno queste cose...

2.Berlusconi riesce nel suo intento, compra qualche deputato dell'opposizione o ricompra quelli che vorrebbero lasciare la sua maggioranza. E la giostra riparte con un governo che formalmente ha la maggioranza ma che di fatto non esiste.
Per l'Italia  sarebbe una tragedia ma Berlusconi, una volta superata la strettoia di fine anno, potrebbe scegliere tra l'arrivare alle elezioni in primavera con questa legge elettorale e provare a tirare a campare sino alla scadenza della legislatura rischiando però di dover cambiare la legge elettorale. In questo caso però sarebbe probabilmente la Lega a staccare la spina pur di andare alle urne con il convenientissimo “Porcellum”.

3.Berlusconi viene sfiduciato. A quel punto l'idea di un governo dell'emergenza, con alle spalle una maggioranza parlamentare risicata, opposta a quella che aveva vinto le elezioni e condizionata dall'IdV, che non è disposta ad accettare misure inique e di macelleria sociali sarebbe improponibile. Non potendo però il Paese sopportare un vuoto di potere di qui alla primavera le elezioni verrebbero convocate il prima possibile, cioè in gennaio.

Ma tutto sommato potrebbe potrebbe anche accadere che: una volta sfiduciato Berlusconi, il suo esercito si sfalda e si creano le condizioni per un governo di larghe intese nel quale però il Cavaliere non avrebbe più voce in capitolo, neppure indirettamente.

   
La redazione IDV

La farsa di Berlusconi

E' stata tutta una farsa. Un tragico balletto delle parti che non ha prodotto nulla, se non l'ennesimo passo falso che ci avvicina al baratro in cui ci sta spingendo Berlusconi.

Il concitato Consiglio dei ministri che si è concluso ieri sera tardi ha dimostrato per l'ennesima volta l'incapacità di questo governo di risolvere i problemi del Paese.

Dilettanti allo sbaraglio. Mentre l'Italia rischia il fallimento, i nostri ministri litigano su tutto, preoccupati soltanto di mantenere al caldo le loro "flaccide" terga. Nemmeno nel bel mezzo di un'emergenza come questa, con l'Europa che ci chiede misure urgenti e i mercati che tengono sotto scacco il nostro debito pubblico, questi personaggi da commedia riescono a mostrare un po' di dignità. Quel minimo di buon senso che dia almeno l'impressione di un'inversione di tendenza.

Niente, la montagna ha partorito il classico topolino. E la dimostrazione (ma ce n'era bisogno?) è arrivata questa mattina, con la Commissione Bilancio costretta a valutare un testo che non esiste.

"Abbiamo chiesto al Sottosegretario all'Economia Luigi Casero di illustrare le misure per affrontare la crisi - ha dichiarato il Capogruppo Idv in Commissione Bilancio al Senato, Alfonso Mascitelli -, ma non è stato in grado di farlo perché, come temevamo, il Cdm non ha deciso nulla ed è paralizzato dalle divisioni interne"

Per l'ennesima volta questo governo di arruffoni è stato smascherato: nessun maxiemendamento, come sbandierato nei comunicati ufficiali. Niente di niente, figurarsi!

Per la cronaca, in Commissione Bilancio, "l'IdV - spiega Mascitelli - ha chiesto di proseguire i lavori anche sabato e domenica al fine di evitare l'ennesimo lunedì nero, ma il Governo sembra intenzionato a rimandare alla prossima settimana la presentazione di un emendamento ancora allo stato virtuale".

Che fretta c'è? Tanto a pagare per questa situazione non sarà l'allegra "banda Bassotti" che ci governa da quasi 20 anni, ma saranno gli italiani, soprattutto i giovani, i lavoratori, i pensionati, costretti a ripianare i debiti di una classe politica colpevolmente incapace, in combutta con le lobby finanziarie e i grandi evasori fiscali che hanno vergognosamente lucrato sui sacrifici dei cittadini onesti.

   
Maurizio Zipponi

Accordo sull'Irisbus

L’accordo firmato ieri della Irisbus di Avellino evita il dramma immediato della disoccupazione per centinaia di lavoratori campani.

Questo risultato è dovuto alla determinazione e alla mobilitazione di questi operai e impiegati che non si sono rassegnati ad accettare l’imposizione della Fiat.

Questo parziale risultato è anche dovuto all'azione che l’Italia dei Valori, con primo firmatario Antonio Di Pietro, ha svolto in parlamento, sino a mettere in minoranza il governo proprio sulla Irisbus. 

Va dato atto ai lavoratori di aver opposto resistenza alla chiusura dell’azienda, così come va riconosciuto l’irresponsabile comportamento del governo e della Fiat che, giorno dopo giorno, stanno abbandonando gli stabilimenti italiani per concentrare la propria attività negli Usa o nelle aree low cost.

Ora si tratta, da parte del governo, di rispettare gli impegni presi per la reindustrializzazione dell’area cercando nuovi soggetti imprenditoriali al fine di riassorbire l’occupazione.

 


   

Congresso Straordinario


Il congresso si aprirà venerdì 28 giugno, dalle ore 14.00 c/o Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna (Via Alibert, 5)  e proseguirà nelle giornate del 29 e 30 giugno.

Le operazioni di voto si svolgeranno on-line dalle ore 8.00 alle ore 13.00 del 30 giugno p.v.

Clicca per maggiori informazioni

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