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Politica

Massimo Donadi

Hanno resuscitato la legge mancia

L’avevamo buttata fuori dalla porta noi nel governo Prodi, ma l’ineffabile legge Mancia è rientrata dalla finestra, con l’ultimo atto del governo Berlusconi, il ddl stabilità. Non che non ci avessero provato durante questi tre anni a resuscitarla. L’ultimo tentativo andò in scena un anno fa, quando le commissioni Cultura e Bilancio della Camera si inventarono una sorta di legge Mancia scolastica, nei confronti della quale ovviamente IDV si mise di traverso: 120 milioni di euro, stanziati in Finanziaria, per ristrutturare edifici scolastici, nobile scopo per carità ma pessimo metodo, che è proprio la follia insita nella legge Mancia: la somma era ripartita tra i singoli parlamentari delle commissioni e ognuno poteva spenderli come voleva: in parole povere, opere che garantiscono un ritorno elettorale.

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Antonio Di Pietro

Non si uccide così il bipolarismo

In democrazia si vara un programma, lo si propone agli elettori e se vinci vai a governare. Il resto sono solo parole nobili che coprono comportamenti ignobili.

Noi dell’Italia dei Valori non sosterremo l’eventuale governo Monti allo stesso modo in cui non abbiamo sostenuto il governo Berlusconi. Sarebbe infatti un governo sostenuto anche dalla maggioranza berlusconiana. Poi, come mi è capitato di votare a favore persino di provvedimenti del governo Berlusconi, ad esempio la legge sul federalismo, così se questo governo proporrà provvedimenti che sono nell’interesse del Paese, potrò votare per quei singoli provvedimenti. Ma non voterò la fiducia e non andrò al governo.
Si dice che questo governo deve essere votato per forza perché non si possono aspettare due mesi per avere un nuovo governo. Io credo che già l’aver chiuso in maniera netta con il governo Berlusconi possa dare alle nostre istituzioni una maggiore credibilità. Credo anche che, come è successo in Spagna, andare alle elezioni non provocherebbe un patatrac ma farebbe chiarezza.
Nei confronti della Ue noi abbiamo un dovere: quello di far quadrare i nostri conti e di non andare in fallimento. Ma come far quadrare i nostri conti dobbiamo deciderlo noi. Lo devono decidere i cittadini.
Allora ci vuole un governo politico che proponga come far quadrare i conti, dove prendere stavolta i soldi invece che, come sempre, dalle solite tasche degli italiani morti di fame, cornuti e mazziati.
Provvedimenti fatti da una maggioranza in cui si mettono insieme quelli chi la pensano in un modo e chi la pensa nell’altro mi sembra un inciucio che nasconde la verità: e cioè che molti parlamentari non vogliono le elezioni perché hanno poche probabilità di essere rieletti. Così non si supera il berlusconismo: si butta il bambino con i panni sporchi e si uccide il bipolarismo.

   
La redazione IDV

Francesco Navarrini referente Idv Danimarca

Niccolò Rinaldi, deputato al Parlamento europeo, vice presidente del Gruppo ADLE - Alleanza dei liberali e democratici per l'Europa, capo delegazione dell'Italia dei Valori, ha nominato Francesco Navarrini nuovo referente nazionale per l'Italia dei VaIori in Danimarca.

Navarrini ha ringraziato "Niccolò di cuore per la nomina. Accetto - ha scritto - con la speranza di continuare l'ottimo lavoro di Federico De Masi in Danimarca e di collaborare con tutti per la crescita di IDV Estero".


(Leggi la lettera)

   
Antonio Di Pietro

Berlusconi alimenta l’incertezza

  L’Unione europea, i mercati, la comunità internazionale non hanno più fiducia nel nostro paese e una delle cause, non dico l’unica, è la mancanza di credibilità delle nostre istituzioni e soprattutto di questo governo e di questo Parlamento, non solo della maggioranza.
E’ una classe politica che dà incertezza e questa incertezza si è tradotta anche ieri nel fare le cose a metà: “Mi dimetto ma anche no”. Invece ad oggi ci devono essere le dimissioni al più presto, perché già questo diventa un fattore di stabilità, di ripresa di fiducia, di maggiore credibilità delle nostre istituzioni. Proprio perché nel corso del tempo questo Parlamento ha pensato a fare leggi che non interessavano gli italiani ma una cerchia molto ristretta di persone, spesso per motivi personali se non addirittura giudiziari.
Anche per quanto riguarda il cosa fare dopo la fine di questo governo, i mille propositi di queste ore rendono tutto incerto. In una democrazia bipolare, se cade questo governo si ritorna alle elezioni e si sceglie tra due opzioni.

   
La redazione IDV

Agricoltura, governo promette ma non mantiene

“Il Governo, per mano del ministro delle Politiche Agricole Romano, ha cancellato le risorse destinate al settore agricolo e ha inferto tagli insostenibili alle Apa, le associazioni provinciali degli allevatori. Dopo aver promesso, nel maggio scorso, 25 milioni di euro, oggi in Commissione, rispondendo alla nostra interrogazione, ha riferito che di quello stanziamento non ce ne è più neanche un euro da destinare ad un comparto importante della nostra economia, già in preda ad enormi difficoltà” lo dichiara l’onorevole Anita Di Giuseppe, capogruppo IDV in Commissione Agricoltura della Camera, che aveva presentato un’interrogazione al ministro per chiedere chiarimenti in merito agli ingiustificati tagli al settore agricoltura e allevamento.

“E’ inaccettabile che un ministro, meno di sei mesi fa, abbia dichiarato ufficialmente che le risorse c’erano e che oggi, invece, sostenga il contrario e non muova un dito per rimediare ad una situazione del genere. Due sono le cose: o il Ministro non conosce le problematiche del settore agricolo e quindi non le affronta, oppure le conosce eccome, promette di risolverle ma poi non lo fa. Se le risorse non erano disponibili perché sono state promesse? Ancora una volta, il governo mostra disattenzione totale nei confronti di un comparto produttivo che non viene riconosciuto come tale” aggiunge il capogruppo IDV in Commissione Agricoltura alla Camera.

“E’ chiaro che questo Governo non ha più autorità, credibilità ed autorevolezza per risolvere la grave crisi economica che l’Italia sta attraversando. Il paese non può restare senza una guida, è in grave sofferenza e merita risposte rapide ed incisive” conclude l’onorevole Anita Di Giuseppe.

   

Congresso Straordinario


Il congresso si aprirà venerdì 28 giugno, dalle ore 14.00 c/o Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna (Via Alibert, 5)  e proseguirà nelle giornate del 29 e 30 giugno.

Le operazioni di voto si svolgeranno on-line dalle ore 8.00 alle ore 13.00 del 30 giugno p.v.

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