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03
Aug
2012

Dl sviluppo. Almeno tre ragioni per non votare fiducia

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La redazione IDV"Sono almeno tre le buone ragioni per non votare l'ennesima fiducia al governo Monti: la prima, è perché non abbiamo ancora visto traccia del piano energetico nazionale, promesso dal ministro Passera fin dal suo insediamento; la seconda, perché nel decreto Sviluppo ci sono norme  manifesto, prive di copertura, come l' art 27 sui progetti di riconversione e riqualificazione delle aree industriali in crisi, così come denunciato dalla Corte dei Conti; la terza, è la norma filtro sull' appello, un provvedimento che nelle sue intenzioni poteva anche essere condivisibile, perché consente di  accelerare i tempi della giustizia,  ma porterà a risultati assolutamente opposti, perché non farà altro che ingolfare la Corte di Cassazione, quindi non certo una misura per favorire le imprese". Lo ha detto in Aula la senatrice Patrizia Bugnano, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione industria durante le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo sul dl sviluppo.  "Tra l'altro, questo decreto contiene anche una norma, che l'Italia dei Valori ha provato ad emendare, che consente agli impianti combustibili diversi dal gas di tornare ad operare con normative meno restrittive, con la gioia dei grandi gruppi che posseggono le centrali a petrolio. Il governo Monti - ha concludo Bugnano - continua ad adottare provvedimenti fallimentari che sono la prova provata del totale disinteresse per la green economy, con buona pace per la crescita e lo sviluppo del Paese".
 

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