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12
Jul
2012

Spending review. L’Università di profumo rifiuta il ricatto

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La redazione IDV

“L’assurdo provvedimento che liberalizza di fatto le tasse universitarie, previsto dalla spending review, sta suscitando una reazione compatta da parte del mondo dell’Università, proprio a partire dall’ex Ateneo del Ministro Profumo. Se dopo aver paventato un taglio lineare di 200 milioni, il governo pensava di indurre alla rassegnazione gli Atenei, costringendoli a chiedere un sacrificio insostenibile a studenti e famiglie, allora si è sbagliato di grosso. Proprio dall’Università di Torino, dove è stato rettore l’attuale ministro Profumo, è partita una reazione compatta di studenti e docenti, che si sta estendendo a Bari, Pisa e ad altri atenei, con l'approvazione in Senato accademico di una mozione di assoluta contrarietà al provvedimento contenuto nell’art 7 comma 42 del decreto. Questo dimostra che gli studenti non sono soli e che le Università non cedono a quello che è un vero e proprio ricatto. La loro sopravvivenza, infatti, dipenderebbe solo dalla possibilità di aumentare le tasse universitarie fino al 60% per gli studenti italiani in corso e in maniera illimitata per studenti stranieri e fuori corso”. Lo dichiarano in una nota congiunta Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione dell’Italia dei Valori, e Rosario Coco, responsabile Università Giovani dell’IdV. “L’IdV darà battaglia, dentro e fuori il Parlamento, contro questo scempio, che certifica, nei fatti, la trasformazione dell’Università pubblica in Università di classe” conclude la nota.


 

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