
"Forzare la normativa europea in tema di allevamento di galline ovaiole è eticamente insostenibile oltre che gravemente oneroso, soprattutto in tempi di crisi". Così il senatore Nello Di Nardo, capogruppo dell'Italia dei valori in commissione agricoltura ha commentato l'ultimatum dell'Ue all'Italia. "Gli allevatori hanno avuto ben 13 anni di tempo per adeguarsi alla nuova normativa che prevede, a partire dal 1 gennaio 2012, il divieto di allevamento delle galline ovaiole nelle gabbie di batteria convenzionali, ma fino adesso hanno preferito eludere la legge e pagare le multe. Il ministro delle politiche agricole deve pretendere il rispetto della direttiva che consente allevamenti con sistemi alternativi alle gabbie o con gabbie modificate, cosiddette arricchite. E' inammissibile che si prosegua la produzione con impianti inadeguati, perché - conclude Di Nardo - immettere sul mercato uova derivanti da questi allevamenti, che magari arrivano nei supermercati mescolate con quelle 'regolari', è illegale, oltre che una crudeltà nei confronti degli animali e un danno per i consumatori".








