
Sul falso in bilancio, arrivato nell'aula della Camera, insieme al Ddl corruzione, gia' approvato, l'Italia dei Valori, con il suo leader Antonio Di Pietro insiste: bisogna ripristinarlo cosi' com'era prima della riforma del '95. "Finalmente siamo alla prova dei fatti", osserva Di Pietro con chi lo interpella in Transatlantico. "Vedremo chi fa sul serio e chi mistifica la realta' con le parole. Con la corruzione abbiamo avuto la prova che la si vuol combattere solo a parole, nei fatti si e' reso piu' difficile il suo contrasto, non essendoci la concussione per induzione e mantenendo il nebuloso ricorso agli arbitrati per la Pubblica Amministrazione". L'Italia dei Valori, dice ancora Di Pietro - fa una proposta secca: si torni all'art.2621 ante Governo Berlusconi. Una norma, quella, che dava la possibilita' di scoprire la formazione illecita delle provviste per pagare le tangenti. A quella formula bisogna tornare, senza succedanei ne' surrogati come gia' il Pd sta proponendo. Del Pdl non parlo perche' vuole garantire l'impunita'" a chi commette questo reato.







