Giovedi, 17 Maggio 2012

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09
Feb
2012

Crisi. Interrogazione a Monti, Italia quanto esposta a rischio swap?

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La redazione IDV

“Quale è la reale esposizione italiana al rischio swap? Come potrebbe incidere sulla tenuta dei nostri conti pubblici? Quanti derivati possiede il Tesoro italiano nel suo portafoglio?” sono queste le domande che il vicepresidente del gruppo Idv alla Camera, Antonio Borghesi, rivolge al presidente del Consiglio e ministro dell’Economia Mario Monti, in un’interrogazione a risposta scritta. “Secondo alcuni articoli apparsi sulla stampa internazionale, il nostro Paese, dal 1996, avrebbe truccato i propri conti, utilizzando derivati grazie all’aiuto di Jp Morgan  la questione è tutt'altro che irrilevante. In particolare, l'articolo apparso sul’autorevole rivista Internationale Financing Review prende l'esempio di Morgan Stanley, che ha recentemente ridotto la sua esposizione in swap verso l'Italia di circa 3,4 miliardi di dollari. Se questo interest rate swap fosse stato ristrutturato e assegnato a un'altra banca, allora l'Italia non sarebbe stata particolarmente toccata dalla vicenda. Ma se lo swap fosse stato chiuso allora l'Italia avrebbe dovuto pagare almeno 2 miliardi di euro”si legge nell’interrogazione. “Secondo l’European Bank Authority, l'Italia è esposta per 5,1 miliardi di euro in swap verso le banche europee. Ciò significa che, se gli investitori decidessero di chiudere queste posizioni, più costose con il nuovo regime regolatorio, l'Italia si troverebbe d'improvviso a dover pagare svariati miliardi di euro. Chiediamo, dunque, al governo, di fare chiarezza sulla reale esposizione italiana ai rischi sopra-esposti” conclude il vicepresidente IDV alla Camera, Antonio Borghesi.