Il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, per chiedere se “non ritenga opportuno proporre al Capo dello Stato la revoca immediata dell’onorificenza al Presidente siriano Bashar al-Assad”.“L’11 marzo 2010, infatti - si legge nel testo dell’interrogazione -, il capo dello Stato Giorgio, Napolitano, ha concesso ad Assad la più alta onorificenza del nostro Paese: Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone al merito della Repubblica italiana, apprezzando la laicità del suo governo”. Di Pietro ha poi ricordato di essere già “intervenuto, in data 9 luglio 2012, presentando un atto di sindacato ispettivo n. 4-16896 con il quale denunciava la fornitura di tecnologia da parte della società Selex Elsag, filiale dell’italiana Finmeccanica, al regime di Bashar al Assad, alle cronache per un’atroce politica repressiva che ha trasformato la Siria in un bagno di sangue senza fine. L’uso di artiglieria pesante, nei confronti di manifestanti non violenti che chiedono libertà e democrazia al regime totalitario siriano, è stata fortemente condannata, a livello internazionale, con risoluzioni di censura da parte del Consiglio di sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e con sanzioni economiche da parte di molti Paesi, compresa l’Italia”. Inoltre, “la legge 3 marzo 1951, n. 178, che disciplina il conferimento delle onorificenze prevede, all’art.5, ‘la perdita dell’onorificenza all’insignito che se ne renda indegno’ e la revoca ‘con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dell’Ordine’”. Per questo, il leader IdV si rivolge al capo del governo, Mario Monti, affinché si attivi per una revoca immediata dell’onorificenza concessa al presidente siriano.
Di seguito il testo dell’interrogazione:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Di Pietro. – Al Presidente del Consiglio dei ministri – Per sapere – premesso che:
l’interrogante è intervenuto, in data 9 luglio 2012, presentando un atto di sindacato ispettivo n. 4-16896 con il quale denunciava la fornitura di tecnologia da parte della società Selex Elsag, filiale dell’italiana Finmeccanica, al regime di Bashar al Assad alle cronache per un’atroce politica repressiva che ha trasformato la Siria in un teatro di bagno di sangue senza fine;
l’11 marzo 2010 il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha concesso ad Assad la più alta onorificenza del nostro Paese - Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone al merito della Repubblica italiana - apprezzando la laicità del suo governo;
l’uso di artiglieria pesante nei confronti di manifestanti non violenti che chiedono libertà e democrazia al regime totalitario siriano è stata fortemente condannata a livello internazionale con risoluzioni di censura da parte del Consiglio di sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e con sanzioni economiche da parte di molti Paesi, compresa l’Italia;
la legge 3 marzo 1951, n. 178, che disciplina il conferimento delle onorificenze prevede all’art.5 “la perdita dell’onorificenza all’insignito che se ne renda indegno” e la revoca “con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dell’Ordine” -:
se il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno proporre al Capo dello Stato la revoca immediata dell’onorificenza al Presidente siriano Bashar al-Assad.







