La legge 194 non si tocca. E' arrivata poco fa la decisione della Corte Costituzionale che dichiara "manifestamente inammissibile" il ricorso contro la legge del 1978 sull'interruzione di gravidanza. Nelle scorse settimane la rete si era mobilitata in difesa della legge, con le proteste arrivate oggi al culmine con centinaia di tweet "#save194", tra cui quello del presidente IdV Antonio Di Pietro.
"La 194 non si tocca! La decisione della Consulta, che ha respinto l'ennesimo attacco a una legge che tutela la salute delle donne, sancisce un principio di libertà e giustizia. Ora è importante fare in modo che venga applicata in tutte le strutture sanitarie".
Lo afferma Giuliana Carlino, senatrice Idv, a proposito della sentenza di inammissibilità della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità dell'art. 4 della legge 194 sollevata dal Giudice Tutelare del Tribunale di Spoleto.
"E' evidente che nessuna donna assume con serenità la decisone di abortire, ma deve avere il diritto di poter scegliere. La 194 è una conquista di civiltà e non si deve retrocedere. Da quando esiste la legge del 1978, gli aborti sono drasticamente diminuiti. Ciò dimostra che si tratta di uno strumento legislativo prezioso. Dovremmo lavorare per un'informazione più completa per fare in modo che la 194 trovi la sua piena applicazione e che la salvaguardia del diritto all'obiezione di coscienza non impedisca l'esercizio del diritto delle donne".
“La decisione della Consulta è saggia ed equilibrata. Ancora una volta i giudici ristabiliscono un principio inviolabile, ovvero quello della laicità dello Stato”. Lo dichiara Antonio Palagiano, responsabile nazionale sanità dell’Italia dei Valori, commentando la decisione della Consulta sull’articolo 4 della legge italiana sull’interruzione volontaria di gravidanza.“La legge 194 è una legge giusta, imprescindibile e irrinunciabile, degna di un paese civile e laico, perché tutela e rispetta la salute delle donne, specie in un momento delicato e difficile come quello di una gravidanza impossibile o non desiderata. Quanti in Parlamento si adoperano per cercare di smontare l’impianto di questa legge, si adoperino invece, come fa l’Italia dei Valori, per una piena applicazione della 194 – conclude Palagiano - mirata a tutelare la salute delle donne e il diritto dei medici all’obiezione di coscienza”.







