“Ho presentato un’interpellanza urgente al ministro dell’Ambiente per sapere quali azioni il governo intenda mettere in atto per fronteggiare l’emergenza e il disastro ambientale che potrebbe scaturire dalla fuoriuscita delle tonnellate di gasolio presenti nei serbatoi della nave Concordia. Ma soprattutto per sapere di quali mezzi, al momento, l’Italia dispone per far fronte a un’emergenza ambientale come questa. Ho chiesto al ministro – ha proseguito Palagiano - se non ritenga prioritario rivedere i limiti alla navigazione marittima, troppo spesso più attenta alle esigenze turistiche che alla tutela del patrimonio naturale e ambientale del nostro Paese. Altresì ho chiesto se non ritenga opportuno attivarsi affinché siano predisposti, lungo gli otto mila chilometri della nostra costa, dei presidi di disinquinamento con imbarcazioni adatte e barriere di contenimento pronte all’uso. Ancora, ho chiesto al Governo di prevedere un piano che possa escludere le grandi navi, e quelle con carichi pericolosi, dalle rotte considerate più a rischio, tra cui quelle che interessano aree ad altissimo valore naturale, arcipelaghi, o addirittura le stesse ‘aree urbane’ come nel caso della laguna di Venezia”.
“Purtroppo – ha concluso Palagiano - l’errore, il dolo, la stupidità dell’essere umano sono sempre esistiti, esisteranno sempre e sono inevitabili, nostro malgrado. Ma sono le conseguenze che dovevano e che dovrebbero essere, invece, previste ed evitate”.







