Grosseto. Bencini: ennesimo femminicidio, inasprire pene

L’omicidio, per mano del marito, di una signora di 68 anni avvenuto oggi a Porto Santo Stefano dimostra che il femminicidio è trasversale e non conosce età, etnia e stato sociale. Mi stupisce il fatto che, probabilmente, i coniugi fossero insieme da tempo e, data la loro età, ci si poteva aspettare, di fronte a problemi di coppia o a difficoltà contingenti, un atteggiamento più riflessivo e una maggior capacità di dialogo e, perché no, di sopportazione. Non si conosce ancora il movente, ma non ci sono comunque giustificazioni per un crimine tanto efferato, a meno che l’assassino non abbia deficit cognitivi”. Lo dichiara la senatrice dell’Idv, Alessandra Bencini commentando l’uxoricidio avvenuto questa mattina in provincia di Grosseto. La parlamentare ricorda che “è stata da poco istituita una Commissione d’inchiesta sul fenomeno del femminicidio. Negli ultimi quattro anni circa 400 donne sono morte perché assassinate per mano di chi le ‘amava’ o le ‘aveva amate’. La commissione sara’ utile per capire meglio questo terribile fenomeno e cio’ che verra’ fuori potra’ essere utilizzato come guida per un percorso che spero possa continuare anche nella prossima legislatura. Resto dell’idea – aggiunge Bencini – che per contrastare il femminicidio in tutte le sue forme sia necessaria come punto di partenza una buona educazione sentimentale nelle scuole unita a un corretto atteggiamento nei rapporti affettivi nelle proprie mura domestiche e al coinvolgimento immediato delle autorità competenti dove si verifichino atteggiamenti irregolari/illegali. Non ultimo occorre purtroppo inasprire le pene sanzionatorie verso chi commette violenza contro soggetti deboli tra cui le donne”. “Il ddl 2464 da me presentato nel luglio 2016 – conclude la senatrice – prevede la non possibilità di ricorrere a riti alternativi di natura premiale. In tal modo chi commette reati violenti verso le donne (e non solo) non potrà usufruire di sconti di pena”