Giornata della memoria, Messina: noi non vogliamo dimenticare

Dimenticare non si può e non si deve.Non solo oggi che ricordiamo l’ingresso delle truppe sovietiche nel campo di concentramento di Auschwitz avvenuto il 27 gennaio del 1945 e che portò in salvo pochi e malridotti superstiti e alla luce del mondo intero quanto la follia nazista avesse trovato il culmine della sua esaltazione nell’incomprensibile genocidio inflitto agli ebrei e alle persecuzioni razziali perpetrate anche nei confronti dei cosiddetti “indesiderabili”, i “diversi”.Ebrei, zingari, albini, diversamente abili, omosessuali, nei lager c’era posto per tutte le categorie non corrispondenti nel Dna alla fantomatica “razza ariana”, sui quali si accaniva la pazzia dei medici nazisti con esperimenti assurdi che si concludevano con la morte della “cavia” di turno.Le cavie in questo caso erano uomini, donne e bambini come noi, come i nostri figli, come le nostre mamme, come i nostri genitori. Persone che prima dell’incubo che sono stati costretti a subire, avevano una famiglia, un lavoro, una vita fatta di sogni da realizzare e che si sono spenti miseramente nei campi di deportazione.Ricordare è un dovere morale, alla base di una società civile e democratica, di una società che si è risvegliata dal torpore di quegli anni e che non può ignorare quanto accaduto e che ha l’obbligo di mettere in campo qualsiasi azione per trasmettere alle future generazioni il testimone della memoria.E’ legittimo portare le delegazioni di studenti italiani nei luoghi dello scempio, dove l’umanità si fermava fuori ai cancelli dei lager. E’ necessario studiare la storia e analizzare i fatti, comprendere gli errori, conoscere le vite e il coraggio dei “Giusti tra le nazioni”, uomini e donne, non ebrei, che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvare anche quella di un solo ebreo.Ci risulterà, però, sempre difficile capire il perché degli orrori orientati alla “soluzione finale”, ci risulterà sempre difficile comprendere quanti ancora oggi si affannino nella difesa della parola “razza”.Anche la storia d’Italia ci ricorda di decine di migliaia di deportazioni di nostri connazionali, dei numerosi convogli che trasportarono intere famiglie verso i campi di concentramento. Ci ricorda il rastrellamento del ghetto di Roma e soprattutto ci ricorda che sono trascorsi quasi 80 anni dalla promulgazione delle vergognose leggi razziali.Una brutta pagina di storia nazionale che ci ha segnato per sempre nell’animo, ci ha violentati nel pensiero, ha soffocato i nostri ideali di democrazia.Molti deportati italiani non sono più tornati, altri invece sono stati il faro di luce nell’ignoranza collettiva. Tra di loro Liliana Segre da poco nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Un atto istituzionale con un peso politico enorme, una chiosa su tutte le assurde derive fasciste e razziste che stanno rispuntando negli ultimi periodi.Oggi è il giorno della memoria. Oggi è il giorno di ricordare in tutte le sedi e in tutte le circostanze quanto accaduto. Noi non vogliamo dimenticare.