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17
Aug
2012

Taranto, l’Italia, la corruzione, il “sistema”

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Gabriele SolaVedete? La corruzione uccide. A uccidere tanti, troppi tarantini, e chissà quanti altri italiani vittime di chissà quante altre Ilva spalmate sullo Stivale, sono stati imprenditori accecati dal dio denaro. E manager diabolici. E politici infami. E dirigenti pubblici infedeli. Accomunati, raggrumati da quel potentissimo collante che è la corruzione, patologia tipica delle democrazie incompiute come la nostra.

Davanti all’orrore di Taranto ci saremmo aspettati la promessa corale di una guerra spietata a questo mostro omicida, la corruzione, da parte di tutti: politica, sindacati, mondo delle imprese. Invece, nulla. Il silenzio. Rotto a fatica dai soliti “anti-sistema” (bel sistema, davvero) dell’IdV.

Dal canto suo, il governo – che sino ad oggi nulla ha fatto per limitare lo spread di legalità che ci costa 60 miliardi l’anno – è puntualmente intervenuto sui magistrati capaci di rivelare lo scandalo. Il ministro della giustizia, Severino, ha acquisito con fare minaccioso (nei confronti dei giudici, ovviamente) il provvedimento del gip che disponevano il sequestro degli stabilimenti. E ritornano alla memoria le parole tra Riva sr. e Riva jr. quando, come testimoniano le intercettazioni, si confrontavano su come “vendere fumo” per diffondere l’idea che andasse “tutto bene”. Lo richiedeva il sistema. Bel sistema, davvero.