Il Celeste governatùr, sinora, se l'è cavata col solito sorriso vaselineggiante e quel vecchio ritornello: "Responsabilità individuali, gente a me politicamente lontana; ammirate piuttosto i risultati mirabolanti della mia mirabolantissima azione di governo e lasciatemi in pace". Ecco, dopo la notizia dell'ordine di arresto a carico di Massimo Ponzoni, il Formiga dovrà inventarsi qualcosa di diverso. Perché il Ponzoni (ex assessore all'ambiente ed oggi membro dell'ufficio di presidenza del Consiglio) è da sempre uno degli uomini a lui... pardon, a Lui, con la doverosa maiuscola, più vicini. Perché il Ponzoni è un architrave del terribilmente maestoso tempio del potere ciellino. Perché il Ponzoni è un braccio, forse pure destro, del Formigoni. Amen.
Già me li sento, gli avvocati dei bellieforti, provare a intortarci che "si tratterebbe di bancarotta fraudolenta, di reati commessi con la cravatta da imprenditore, mica con quella da politico" e via arringando. La verità vera è un'altra. È che Formigoni - eletto per la quarta volta in spregio delle leggi e delle firme farlocche - dovrebbe finalmente rispondere di una colpa gravissima: aver riempito un'istituzione-chiave di loschi figuri (loschi ma svegli e, probabilmente, utili). Aver travestito il malcostume e la gestione puttananiera del potere con l'abito di scena dell'efficienza e di valori alti, altissimi, santi e santissimi.
La soluzione? Una sola che scrivo così, come si scrivono i tormentoni che inondano twitter, il "social" più rivoluzionario: #Formigonidimissioni.
Arresto per il consigliere lombardo Ponzoni: #Formigonidimissioni (Video)




