


Non è iconoclastia ma l'onesta constatazione che quello scatto appartiene alla preistoria, ogni sua proiezione un'illusione ottica. Non esiste più quell'Idv né quel Pd, ed anche Sel ha cambiato faccia e itinerario. E' trascorsa un'era, ci piaccia o no.
Domandiamoci, semmai: qual è il pezzo del fu-Pd con cui pensiamo – dal basso del nostro attuale 1% – di dialogare? Quali le idee da condividere e con chi? E' soprattutto su questo che il congresso nazionale dovrà fare chiarezza: sulle terapie economiche e sociali che pensiamo di proporre al malato Italia. Perché l'ossessiva ripetizione dei mantra sulla legalità non basta più: la gente pretende anzitutto risposte chiare su lavoro, impresa, welfare, diritti.
Perderemmo l'ultimo treno se l'appuntamento di fine giugno non proponesse un confronto aperto e severo tra i moderati d'ispirazione liberista e l'area più progressista dell'Idv: anime che per lungo tempo hanno convissuto grazie al collante comune delle battaglie legalitarie. Un lusso che non possiamo più concederci.
Da che parte stiamo? Che cosa rappresentiamo oggi e come siamo disposti a trasformarci in futuro? Quali gli interlocutori con cui condividere un progetto di rinascita del paese, magari contribuendo a costruire una casa comune nuova di zecca?
Per chiarire, semplificando un po': ci ritroviamo più nelle suggestioni di Barca o in quelle di Renzi? Guardiamo ancora con simpatia a Vendola o, in fondo, preferiremmo flirtare con la famiglia Letta? Ecco alcune fondamentali risposte che siamo chiamati a dare a noi stessi, prima ancora che agli elettori. Senza sterili tatticismi ma con l'onestà e la chiarezza a cui amiamo tanto richiamarci.


Un’email avente per oggetto “Deliberazioni Ufficio di Presidenza” ha azzerato ogni prospettiva di riforma del vecchio gabbiano: “L’Ufficio di Presidenza considera conclusa l’esperienza politica dell’attuale soggetto politico-giuridico IDV di cui al codice fiscale n. 90024590128”. Sipario.
Un Esecutivo nazionale allargato, convocato il 6 aprile, fornirà al medesimo Ufficio di Presidenza un “parere in ordine all’opportunità di sostituire la fase congressuale avviata con la promozione di una nuova proposta politica, ispirata all’Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) mediante primarie aperte da svolgere al più presto”. Un parere.
La strada segnata apre ad una serie di scenari possibili, molto vari e molto eventuali, partendo (questo l’unico dato certo) dalla fine dell’IDV. Che ancora ieri mattina parecchi tra gli stessi membri dell’Ufficio di Presidenza garantivano di voler/poter rilanciare… Magari con l’ausilio di un bel tesseramento massivo, del quale già si percepivano con chiarezza le avvisaglie. Quei medesimi dirigenti in poche ore hanno resettato il GPS politico che proprio loro avevano precedentemente programmato. Destinazione: qualcosa di nuovo. Novità che non è certo il riferimento all’ALDE, da sempre casa europea dell’Italia dei Valori.
Le modalità adottate mi paiono quelle di un gioco da tavolo da due a sei persone per ragazzi tra i 6 e i 90 anni. Resta qualche interrogativo di troppo sulla destinazione del “tesoretto” presente nelle casse del partito. Ed anche il sospetto che l’azzeramento dell’IDV per la costituzione di un nuovo soggetto politico possa favorire il ritorno in auge dei tanti “liberaldemocratici” che si erano fatti intortare, liberamente e democraticamente, dai Donadi e dai Tabacci di turno.
Poi magari ne uscirà un progetto affascinante, innovativo, rivoluzionario: lo spero. Ma lo stile nel celebrare le esequie dell’IDV (codice fiscale n. 90024590128) e la nascita di quel “qualcosa di nuovo” lascia un retrogusto amaro.

Non servono commenti, e non ne farò. Mi limito a condividere con voi ‘sto schifo, a cui sta seguendo il prevedibile rimpallo di responsabilità fra i “dirigenti sportivi” delle due società. Gente che, per come la vedo, dovrebbero fare una cosa sola: scusarsi e sostituire i prossimi allenamenti con un bel corso di educazione civica a cui sottoporsi essi stessi.
A proposito, perché non reinserirla tra le materie di scuola, l’educazione civica? Mi pare possa servire…
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Il congresso si aprirà venerdì 28 giugno, dalle ore 14.00 c/o Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna (Via Alibert, 5) e proseguirà nelle giornate del 29 e 30 giugno.
Le operazioni di voto si svolgeranno on-line dalle ore 8.00 alle ore 13.00 del 30 giugno p.v.