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Gabriele Sola

Gabriele Sola

Lavoriamo insieme ad un progetto di centro-sinistra che innovi davvero, senza tradire? Io ci sto

Qualche spunto per una mozione congressuale IDV che provi a trasformare il coraggio in visione, e la visione in innovazione. Una mozione che guardi oltre il nostro ombelico e – lo dico per inciso – a cui sarei disponibile a contribuire. Primo. Partire da una consapevolezza: nell’area di centro-sinistra si è aperto un cantiere che non lavorerà alla semplice ristrutturazione, ma ad un’autentica ricostruzione di quella che fu la nostra casa comune. Secondo. Assumere una posizione attendista permetterebbe all’IDV, una volta ricostruito (da altri) il palazzo, di contrattare un monolocale con chi ne sarà il proprietario: l’ideale per garantire 4-5 poltrone al cucuzzaro. Molto meglio – pur consapevoli dei nostri limiti attuali – entrare direttamente in gioco, individuando la squadra di cantiere con cui integrarci e condividendone da protagonisti il progetto. Terzo. Comporre la nostra “cassetta degli attrezzi”, ed elaborare la nostra idea di ricostruzione, uscendo dalle ipocrisie politicistiche di chi è disposto a rinunciare a parte dei nostri valori e del nostro posizionamento pur di assecondare il “capomastro” (ad oggi) più potente. Certi rendering dalle linee fortemente liberiste disegnano volumetrie sontuose all’interno di scenari patinati. Roba da Milano Due che non dovrebbe appartenere alla nostra cultura. Quarto. Parlar chiaro. E per dare il buon esempio, esco di metafora per precisare: 1) Ebbene sì, nel capoverso precedente mi riferivo a Renzi: valide le sue idee sulle riforme istituzionali (che peraltro IDV ha sostenuto per lungo tempo), non altrettanto – a mio avviso – la sua architettura socio-economica. Vorrei continuare a guardare al Sel piuttosto che a Scelta Civica o a pezzi del Pdl, a proposito di coerenza… 2) Innovare il partito significa modificarne i linguaggi ed il modo di rappresentare noi stessi. Rendere le dinamiche interne “ascendenti” anziché “discendenti”, attraverso gli strumenti di partecipazione diretta forniti dal web e l’indispensabile rivitalizzazione dei territori. 3) Con chi condividerei l’appartenenza alla “squadra di cantiere” in cui operare la ricostruzione del centro-sinistra? Avete presente il gioco della torre? Ecco: Barca più di Renzi, Vendola più di Casini (c’è chi la pensa diversamente, credetemi…), Puppato più di Bindi, Civati più di Boccia, de Magistris più di Donadi. Mi sono spiegato, forse fin troppo… Dicono non si debba fare, prima di un congresso. Dicono sia da imprudenti. Io penso, invece, che si tratti proprio del momento migliore.
 
Gabriele Sola

Ma l'Italia dei Valori da che parte sta?

Ora, però, piantiamola con la "foto di Vasto".

Non è iconoclastia ma l'onesta constatazione che quello scatto appartiene alla preistoria, ogni sua proiezione un'illusione ottica. Non esiste più quell'Idv né quel Pd, ed anche Sel ha cambiato faccia e itinerario. E' trascorsa un'era, ci piaccia o no.

Domandiamoci, semmai: qual è il pezzo del fu-Pd con cui pensiamo – dal basso del nostro attuale 1% – di dialogare? Quali le idee da condividere e con chi? E' soprattutto su questo che il congresso nazionale dovrà fare chiarezza: sulle terapie economiche e sociali che pensiamo di proporre al malato Italia. Perché l'ossessiva ripetizione dei mantra sulla legalità non basta più: la gente pretende anzitutto risposte chiare su lavoro, impresa, welfare, diritti.

Perderemmo l'ultimo treno se l'appuntamento di fine giugno non proponesse un confronto aperto e severo tra i moderati d'ispirazione liberista e l'area più progressista dell'Idv: anime che per lungo tempo hanno convissuto grazie al collante comune delle battaglie legalitarie. Un lusso che non possiamo più concederci.

Da che parte stiamo? Che cosa rappresentiamo oggi e come siamo disposti a trasformarci in futuro? Quali gli interlocutori con cui condividere un progetto di rinascita del paese, magari contribuendo a costruire una casa comune nuova di zecca?

Per chiarire, semplificando un po': ci ritroviamo più nelle suggestioni di Barca o in quelle di Renzi? Guardiamo ancora con simpatia a Vendola o, in fondo, preferiremmo flirtare con la famiglia Letta? Ecco alcune fondamentali risposte che siamo chiamati a dare a noi stessi, prima ancora che agli elettori. Senza sterili tatticismi ma con l'onestà e la chiarezza a cui amiamo tanto richiamarci.

 
Gabriele Sola

La mia mozione presentata all’esecutivo nazionale IdV

È in corso l’esecutivo nazionale dell’IDV, un passaggio molto delicato in una fase di grande tensione. Ho presentato una  mozione partendo dal documento elaborato da Ignazio Messina e modificandolo in vari punti (le aggiunte sono in grassetto). Eccola... Continua a leggere
   
Gabriele Sola

IDV (codice fiscale n. 90024590128): punto. E a capo?

Quando è arrivata l’email dalla sede nazionale dell’Italia dei Valori mi trovavo, a più di 100 chilometri da casa, con due giovani dell’IDV di quelli in gamba. Si parlava del preannunciato congresso straordinario di fine giugno e dell’idea di creare una piattaforma web aperta. Che avrebbe portato prima all’elaborazione di un programma (e di un nuovo modello organizzativo) condivisi dall’area più movimentista ed innovativa del partito. Poi alla scelta, aperta e democratica, di un candidato alla segreteria nazionale che si sarebbe fatto portatore di quel programma e di quel modello organizzativo. Le idee prima delle candidature in una dinamica collettiva e trasparente: ci pareva, di per sé, una piccola rivoluzione. Immaginavamo un simbolo che non rottamasse il brand ma lo aggiornasse: “NUOVA IDV” eccetera eccetera.

Un’email avente per oggetto “Deliberazioni Ufficio di Presidenza” ha azzerato ogni prospettiva di riforma del vecchio gabbiano: “L’Ufficio di Presidenza considera conclusa l’esperienza politica dell’attuale soggetto politico-giuridico IDV di cui al codice fiscale n. 90024590128”. Sipario.

Un Esecutivo nazionale allargato, convocato il 6 aprile, fornirà al medesimo Ufficio di Presidenza un “parere in ordine all’opportunità di sostituire la fase congressuale avviata con la promozione di una nuova proposta politica, ispirata all’Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) mediante primarie aperte da svolgere al più presto”. Un parere.

La strada segnata apre ad una serie di scenari possibili, molto vari e molto eventuali, partendo (questo l’unico dato certo) dalla fine dell’IDV. Che ancora ieri mattina parecchi tra gli stessi membri dell’Ufficio di Presidenza garantivano di voler/poter rilanciare… Magari con l’ausilio di un bel tesseramento massivo, del quale già si percepivano con chiarezza le avvisaglie. Quei medesimi dirigenti in poche ore hanno resettato il GPS politico che proprio loro avevano precedentemente programmato. Destinazione: qualcosa di nuovo. Novità che non è certo il riferimento all’ALDE, da sempre casa europea dell’Italia dei Valori.

Le modalità adottate mi paiono quelle di un gioco da tavolo da due a sei persone per ragazzi tra i 6 e i 90 anni. Resta qualche interrogativo di troppo sulla destinazione del “tesoretto” presente nelle casse del partito. Ed anche il sospetto che l’azzeramento dell’IDV per la costituzione di un nuovo soggetto politico possa favorire il ritorno in auge dei tanti “liberaldemocratici” che si erano fatti intortare, liberamente e democraticamente, dai Donadi e dai Tabacci di turno.

Poi magari ne uscirà un progetto affascinante, innovativo, rivoluzionario: lo spero. Ma lo stile nel celebrare le esequie dell’IDV (codice fiscale n. 90024590128) e la nascita di quel “qualcosa di nuovo” lascia un retrogusto amaro.

 
Gabriele Sola

Società incivile

Partita di calcio tra ragazzini, categoria Allievi, sedici anni o giù di lì: Darfo Boario – Grumellese. Sugli spalti papà, mamme e zii. Qualche scintilla in campo si fa ben presto incendio. Prima gli insulti, pare anche a sfondo razzista contro tre giocatori di colore della squadra ospite. Poi, a fine partita, le botte. Una rissa finita con l’arrivo della polizia.

Non servono commenti, e non ne farò. Mi limito a condividere con voi ‘sto schifo, a cui sta seguendo il prevedibile rimpallo di responsabilità fra i “dirigenti sportivi” delle due società. Gente che, per come la vedo, dovrebbero fare una cosa sola: scusarsi e sostituire i prossimi allenamenti con un bel corso di educazione civica a cui sottoporsi essi stessi.

A proposito, perché non reinserirla tra le materie di scuola, l’educazione civica? Mi pare possa servire…

   

Congresso Straordinario


Il congresso si aprirà venerdì 28 giugno, dalle ore 14.00 c/o Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna (Via Alibert, 5)  e proseguirà nelle giornate del 29 e 30 giugno.

Le operazioni di voto si svolgeranno on-line dalle ore 8.00 alle ore 13.00 del 30 giugno p.v.

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