Femminicidio, restano gravi carenze sul piano preventivo

images_nuova_generica_violenza-donne

Di apprezzabile, nella legge contro il femminicidio, approvata oggi, c’è finalmente l’interessamento delle istituzioni alle vittime. Per il resto, non possiamo non denunciare, da un lato, le gravi carenze sul piano preventivo, come per esempio la mancanza di strutture volte ad accogliere le donne che si vogliono sottrarre ai pericoli delle minacce e, dall’altro, l’assenza di un capillare sistema di vigilanza e controllo. Vorrei la schizofrenia dei governanti che, invece di risolvere il problema della capienza carceraria, per esempio con la costruzione di nuove strutture, affrontano il sovraffollamento con assurdi provvedimenti indulgenziali. Ricorrendo a questi espedienti potrebbero essere messi in libertà proprio gli stalker o gli autori di violenza sulle donne. Inoltre, mentre si ricorre all’indulto per svuotare le carceri, vanificando così processi, si continua a generare l’ipertrofia del sistema penale, aggravando e aggiungendo pene detentive, che rischieranno di non poter mai essere applicate. Un Governo serio non si crogiola in annunci-manifesto ma forma un piano coerente di adeguamento del sistema carcerario e processuale, in modo da poter garantire il perseguimento di chi ha commesso gravi delitti.