
Per appianare almeno in parte i contrasti sui terreni dell’Expo - proprietari Fiera Milano e famiglia Cabassi - sembra profilarsi la costituzione di una nuova società a capitale pubblico destinata ad acquisire l’intera area. Su questa posizione il sindaco di Milano, Letizia Moratti e il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni avrebbero trovato un accordo. Come condizione necessaria la sindachessa avrebbe preteso (e ottenuto) per il comune, la maggioranza della newco (51%). Il restante capitale sociale sarebbe così ripartito: Fiera Milano 41%, Regione Lombardia 6%, Comune di Rho circa il 3%. Secondo questa ipotesi potrebbero restare fuori sia la Provincia di Milano, sia i Cabassi. Questi ultimi però verrebbero liquidati, per la loro porzione di terreni, con una cifra vicina ai 40 milioni di euro. Cosa andrebbe alla Provincia a ‘titolo risarcitorio’ per il passo indietro non è dato invece sapere.
Sarebbe però interessante approfondire la questione, anche, e soprattutto, alla luce del “pericoloso intreccio societario tra il Presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà e la famiglia Cabassi” denunciato da Luigi Vimercati, Marilena Adamo, Pietro Ichino e altri 8 senatori del Pd, secondo i quali risulta “che la società Generale di Costruzione sia posseduta al 40% da Brioschi Sviluppo Immobiliare, che ha come amministratore delegato Matteo Cabassi, e le restanti quote facciano capo, tramite azioni dirette e indirette, alla famiglia dell’On. Podestà. Ma - spiegano - c'è di più: un dirigente della stessa società è stato nominato amministratore delegato di Pedemontana spa che ha un budget di circa 5 miliardi di euro finalizzata a collegare Malpensa con Bergamo".
"Ce ne è abbastanza – secondo i senatori Pd - per indicare un pericoloso conflitto di interessi del Presidente della Provincia, che crea una grande ombra sulla regolare attuazione delle opere di Expo 2015”.
Niente di nuovo. Come si sa, l’Esposizione universale stimola gli appetiti più diversi e non sempre convergenti, anche quando gli attori protagonisti appartengono alla stessa compagnia di giro. Fuor di metafora, si spiega cosi la lotta fratricida all’interno del Pdl per assicurarsi la fetta più cospicua dell’enorme affare rappresentato dalle opere per la grande manifestazione e per la gestione futura delle stesse.
Allo stato, siamo a una vera e propria resa dei conti tra i due contendenti principali: con la nuova società (ma non solo) si deciderà chi, tra la Moratti e Formigoni, avrà più spazio nella stanza dei bottoni.
Se a tirare la volata alla newco è stato principalmente il governatore della Lombardia, fox-Letizia ora non scherza più. Venerdì si riunisce il consiglio generale di Fondazione Fiera per dare il via libera all’operazione e lei, recuperate in fretta le posizioni e chiamati a raccolta i suoi assessori ha già convocato una giunta straordinaria per sabato. In tempo, forse, per evitare l’ennesima figuraccia davanti ai commissari del Bie - Bureau International des Expositions - di Parigi, ai quali l’Italia dovrà presentarsi martedì della prossima settimana e dare rassicurazione sull’avanzamento dei lavori.
Danilo Sinibaldi



Ancora un ostacolo sul lungo e tortuoso cammino che dovrebbe portare alla realizzazione dell’Expo 2015. Non bastavano i ritardi infrastrutturali, i disguidi per la gestione sorti tra Letizia Moratti, sindaco di Milano e Commissario straordinario del governo per la manifestazione, e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ma anche l’ombra della ‘ndrangheta, che sta mettendo in allarme tutte le istituzioni interessate, ora si sono aggiunte le irregolarità sui territori destinati ad ospitare parte delle strutture dell’Expo. Alcuni giorni fa, la procura di Milano ha sequestrato nel capoluogo lombardo un’area di 300 mila metri quadrati per anomalie nelle bonifiche autorizzate dal Comune e per la presenza di metalli tossici e diossina. La superficie, che si trova in zona Bisceglie, era stata recentemente indicata dall'amministrazione comunale per ospitare un progetto di riqualificazione in vista dell'Expo. Se non fossero intervenute le forze dell’ordine, coordinate dal pubblico ministero Paola Pirotta e non avessero messo i sigilli all'area incriminata - aprendo un fascicolo dove si ipotizzano i reati di avvelenamento di acqua, omessa bonifica e gestione di discarica a carico di una decina di indagati - sarebbero stati realizzati 2600 alloggi, un centro per giovani e anziani, una struttura sanitaria per disabili, un centro polisportivo. Insomma, un vero e proprio “paradiso sull’immondizia”, come lo hanno definito gli stessi inquirenti. È facile immaginare quali sarebbero stati non soltanto i danni ambientali ma anche le tragiche conseguenze per la salute dei futuri abitanti della zona.
E così lo scorso 19 ottobre Milano ha avuto semaforo verde per l'Expo 2015. Il Bie (Ufficio internazionale Expo) ha infatti autorizzato la registrazione della manifestazione all'Assemblea generale del prossimo novembre. 


