Uno dei punti più dibattuti della manovra “Salva Italia” del governo Monti è stato quello delle pensioni. Il fronte della previdenza è stato da subito oggetto di alzate di scudi da una parte e dall'altra. Da un lato, la necessità del governo di “fare cassa” e al tempo stesso di riformulare un sistema pensionistico pensato in altri tempi, dall'altra la giusta pretesa delle persone del rispetto di diritti acquisiti, il riconoscimento di una vita di sacrifici, e l'aspirazione all'equità. Soprattutto questo punto è stato molto discusso: se da un lato si chiedono tempi sempre più lunghi ai cittadini per andare in pensione, vengono invece lasciati intatti i privilegi e i vitalizi dei parlamentari e della cosiddetta “casta della politica”. Un punto importante è quello dell'indicizzazione delle pensioni, che secondo noi devono seguire l'andamento dell'inflazione per evitare che i cittadini perdano potere d'acquisto: un nostro emendamento chiede che sia prevista l'indicizzazione delle pensioni fino a 5 volte il minimo Inps (che è di 467 euro → X 5= 2335€). La norma attuale della manovra prevede la copertura del 100% solo per le pensioni doppie rispetto al minimo, ovvero neanche 1000 euro, per 2 anni.Sempre nell'ottica dell'equità va il nostro emendamento per i lavoratori precoci: chi ha iniziato molto presto a lavorare deve poter andare in pensione appena raggiunti i limiti di contribuzione, anche se non ha raggiunto i limiti di età.
Dove trovare i soldi per sostenere un sistema pensionistico più equo? Nelle imposte sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari. Con una tassazione progressiva per i patrimoni dai 1.500.000 € in su, dallo 0,5% al 2%, è possibile trovare le risorse, per esempio, per permettere a chi ha raggiunto 42 e un mese o 41 e un mese di contributi di andare in pensione a qualunque età senza penalizzazione.Altro punto da toccare, nella direzione dell'equità, sono le pensioni d'oro. Un nostro emendamento propone che il contributo di solidarietà per le pensioni sopra i 90mila euro annui venga alzato dal 5 al 10%, mentre quello per le pensioni sopra ai 150mila euro raddoppi dal 10 al 20%. Ma l'ostacolo più grosso alla parola “equità” rimangono i vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Con l'abolizione di questo privilegio insensato, si potrebbe eliminare la differenza degli anni di contribuzione (42 e 41) tra uomini e donne per l’accesso alla pensione anticipata, portando per tutti il requisito a 41.Sempre abolendo i vitalizi, un altro nostro emendamento introduce un meccanismo di maggiore gradualità nell’accesso alla pensione anticipata per chi al 31 dicembre 2011 abbia già maturato 35 anni di contributi. L’emendamento è illustrato nella seguente tabella:
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Anni contributivi versati al 31 dicembre 2011 |
tra 35 anni e 35 anni e 11 mesi |
tra 36 anni e 36 anni e 11 mesi |
tra 37 anni e 37 anni e 11 mesi |
tra 38 anni e 38 anni e 11 mesi |
tra 39 anni e 39 anni e 11 mesi |
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Anni contributi necessari per andare in pensione dal 1° gennaio 2012 |
Uomini |
42 anni |
41 anni e 9 mesi |
41 anni e 2 mesi |
40 anni e 8 mesi |
40 anni e 3 mesi |
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Donne |
41 anni |
40 anni e 9 mesi |
40 anni e 2 mesi |
39 anni e 8 mesi |
39 anni e 3 mesi |
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Tramite l'introduzione dell'Ici anche sugli edifici con finalità commerciale di proprietà della Chiesa, inoltre, sarebbe possibile, secondo la seguente tabella, graduare maggiormente il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di anzianità per le lavoratrici dipendenti.
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lavoratrici dipendenti |
Situazione attuale |
01/01/2012 |
01/01/2014 |
01/01/2016 |
01/01/2018 |
01/01/2020 |
01/01/2021 |
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anni |
anni |
anni |
anni |
anni |
anni |
anni |
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Proposta Governo |
60 |
62 |
63 e 6 mesi |
65 |
66 |
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67 |
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Proposta IDV |
60 |
62 |
62 e 6 mesi |
63, 6 mesi |
65 |
66 |
67 |
Crediamo che un'uscita dal mondo del lavoro flessibile sia la giusta dimensione per la riforma del sistema pensionistico, per 4 motivi:1) assicura libertà in scelte esistenziali per i lavoratori;2) consente a quei lavoratori che non hanno bisogno di un importo elevato di pensione di smettere prima di lavorare3) libera posti di lavoro che possono essere occupati da persone maggiormente motivate, con incremento della produttività
Altro aspetto importante, quello della mobilità: un nostro emendamento mira a eliminare il limite di 50mila persone per accedere al pensionamento, sostituendolo con un più giusto parametro di maturazione dei requisiti entro il 31 dicembre 2017 per tutti i lavoratori in mobilità, mobilità lunga, in esodo e titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solitarietà. La qualità della vita va di pari passo con una riforma pensionistica più equa. E quindi, sempre recuperando l'Ici dai patrimoni della Chiesa adibiti ad uso commerciale, è possibile associare l'aumento dell'età pensionabile delle donne a un fondo per le politiche per la famiglia per meglio conciliare tempi di vita, di cura e di lavoro.



