Giovedi, 17 Maggio 2012

Tu sei in Equoogle Manovra Stop ad auto e voli "blu"
12
Dec
2011

Stop ad auto e voli "blu"

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La redazione IDV
auto blu e voli blu
auto blu e voli blu

A pesare come un macigno sulle spalle e le casse dello Stato, non sono solo gli stipendi e le pensioni dei parlamentari, ma anche e soprattutto la lista privilegi che ruota attorno alla casta: le auto, i voli blu e tutte le spese accessorie che questi comportano nella pubblica amministrazione.
L’Italia dei valori, a riguardo, ha presentato una serie di emendamenti alla manovra cosiddetta “Salva Italia” del governo Monti. Tra le proposte, quella di stabilire un limite massimo di vetture in circolazione. L’“auto blu” è da sempre vista come un simbolo della casta e, se in qualche caso il suo uso potrebbe anche essere giustificato da ragioni oggettive, spesso si risolve in un vero e proprio spreco di denaro pubblico.
Il tema delle autovetture in dotazione delle pubbliche amministrazioni è stato affrontato nell'ultimo ventennio in diverse occasioni attraverso con lo scopo di razionalizzarne il regime giuridico, le modalità di utilizzo e di ridurre i costi di gestione. Ad oggi, però siamo ancora lontani dal parlare di cifre ragionevoli.
Secondo le rilevazioni del sito www.contribuenti.it si apprende che nel 2009 il parco delle “auto blu” sarebbe cresciuto del 3,1 per cento, passando da 607.918 a 626.760 unità. E nel primo trimestre del 2010 il trend positivo non si sarebbe fermato: +0,6 punti percentuali,il che significa ben 629.120 “auto blu”. Anche solo ipotizzando che siano un quarto del numero citato ed il loro costo unitario sia calcolato in circa 30.000 euro l’anno per ciascuna di essa, ne risulterebbe comunque un costo complessivo di circa 5 miliardi di euro, senza escludere che dopo alcuni anni le vetture vanno anche sostituite, riparate e comunque dotate anche di autista. È dunque necessario intervenire in quest'ambito per ridurre le spese inutili.
Discorso analogo per i “voli blu”, cioè i voli di Stato. La proposta dell’Italia dei valori è quella di limitarne l’uso soltanto al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Corte costituzionale. Per le possibili eccezioni, l’Idv propone che queste siano rese pubbliche sul sito della  Presidenza del Consiglio dei Ministri, con aggiornamento mensile ed indicazione analitica di tutti i soggetti che hanno partecipato al volo e dei motivi che hanno giustificato l'eccezione e la partecipazione, salvi i casi di segreto per ragioni di Stato.
Nell’ultimo governo Berlusconi, le ore di volo per le sole “esigenze di Stato” sono arrivate a 5.931, valori che, considerati quelli raggiunti in passato, vengono polverizzati anno dopo anno. Ignoti, ovviamente, i costi. Ma non è difficile ipotizzarli.