L’Italia dei valori, tra gli emendamenti presentati alla manovra finanziaria cosiddetta “Salva Italia” del governo Monti, ha proposto al vaglio del Parlamento una sostanziale e necessaria modifica all’attuale regolamentazione dell’8 per mille, la quota che i contribuenti devono destinare ogni anno, alla Chiesa o altri Enti o Associazioni, in occasione della dichiarazioni dei redditi.
La proposta dell’Idv prevede di indirizzare alla riduzione del debito pubblico del nostro Paese l'intera quota dell'otto per mille del gettito dell'IRPEF, quando i contribuenti non effettuino una scelta espressa. Attualmente, in caso di mancata indicazione da parte del contribuente, la quota viene invece riassegnata automaticamente tra le varie confessioni religiose, accrescendo il patrimonio ecclesiastico.
Negli ultimi periodi, a fare una scelta esplicita per la destinazione dell'otto per mille è stato, mediamente, poco più del 40 per cento dei contribuenti, mentre sono in maggioranza coloro che optano per una “non scelta”. Nello specifico, l'ammontare dell'otto per mille dell'IRPEF corrispondente alle scelte non espresse è stimabile tra i 600 e i 700 milioni di euro annui. Una somma, questa, che potrebbe finire nelle casse dello Stato per contribuire al risanamento delle spese e a sorpassare l’attuale crisi economica.





