Tra i provvedimenti contenuti nella manovra cosiddetta “Salva Italia” del governo Monti, per raggiungere il pareggio di bilancio entro 2013 c’è anche la questione e la regolamentazione delle forze armate e delle missioni militari. L’Italia dei valori, in aggiunta alle proposte contenute nella manovra finanziaria, ha presentato alcuni emendamenti con i quali propone ulteriori tagli, più decisivi e sicuramente importanti. Primo fra tutti, la riduzione del 20 per cento, per l’anno 2012, del finanziamento previsto per gli interventi a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di Polizia. Inoltre, tagli sostanziali anche ai costi effettivi che lo Stato sostiene materialmente: negli ultimi anni sono stati finanziati programmi inutili e costosi volti all'acquisto di mezzi e armamenti che nella grande maggioranza dei casi vengono utilizzati poco o nulla. È il caso di 95 caccia Euro Fighter, ordinati per la difesa aerea, per i quali il costo preventivato è di 18 miliardi di euro, oppure il caso dei 131 cacciabombardieri Jsf, il cui costo ipotizzato è ormai di 15 miliardi di euro. Ad essi, poi, si aggiungono 600 milioni di euro per l'acquisto di missili terra aria Meads, programma successivamente cancellato, i 464 milioni spesi per 70 mezzi semoventi Pzh 2000 e i 304 milioni pagati per 540 autoblindo Puma, rivelatisi inadatti ad un potenziale impiego nelle missioni. Ultima proposta, il riordino delle stesse Forze armate. Infatti, il Rapporto Difesa 2010 evidenzia la necessità di porre fine agli squilibri strutturali esistenti a livello di personale. Tali squilibri sono prodotti dalla sovrabbondante presenza di alti gradi, che rendono il sistema molto costoso ma non sempre efficiente. Basti pensare che, secondo quanto riportato sia nel rapporto che in articoli di stampa di autorevoli periodici, il sistema Difesa italiano è caratterizzato dalla presenza di ben 500 generali, uno ogni 356 militari in servizio, e ben 57.000 marescialli, uno ogni 3 militari in servizio. La situazione è talmente grave da far pensare alla presenza di una pianta organica fortemente disequilibrata, quasi una "piramide" rovesciata, che va necessariamente riorganizzata.





