Adriano Celentano devolverà in beneficenza il suo compenso per Sanremo. Percepirà 350 mila euro in una serata, il doppio se ne facesse due e 750 mila se si esibisse in quattro date o per l'intero Festival. L'artista destinerà il cachet a ospedali di Emergency e a una ventina di famiglie povere indicate dai sindaci di Milano, Roma, Firenze, Napoli, Verona, Cagliari e Bari, che riceveranno assegni da 20 mila euro. Gianmarco Mazzi, direttore artistico dell'evento, ha precisato che Celentano pagherà gli oneri fiscali e il proprio soggiorno.
Il "Molleggiato" ha voluto dare un esempio. Tanti i commenti a riguardo, in rete e sugli altri media. Il fatto è avvenuto in concomitanza con il taglio di 1.300 euro lordi dal mensile dei deputati. Diversi addetti, però, hanno considerato furba questa misura del palazzo: nella crisi economica, non sarebbe incisiva.
Celentano si schierò contro il nucleare in Italia. Come altri personaggi dello spettacolo, prese una posizione pubblica: netta, chiara, forte. La sua, in particolare, ebbe grosso peso e sèguito. Fu un gesto importante, che contribuì ad alimentare l'attenzione e il fermento sulla scelta degli italiani in materia di energia. Il referendum sulle centrali atomiche trascinò gli altri tre: due sulla gestione dell'acqua, uno sul legittimo impedimento.
Quella straordinaria partecipazione popolare, di là da appartenenze e simpatie politiche, dimostrò una coesione nazionale sul futuro. Al governo c'era Berlusconi, che osteggiò preoccupato i quesiti al voto. Il risultato delle urne preparò il terreno per il cambiamento, come dedotto dalla stampa francese e tedesca. Un cambiamento in potenza e in fieri, da non confondere con l'incarico di presidente del Consiglio dato a Mario Monti in un contesto problematico, prodotto dalla creazione di moneta, dalla corruzione, dalle mafie, dagli sperperi e dall'inadeguatezza dell'esecutivo di centrodestra.
La voce dei cantanti, dei calciatori e degli intellettuali conta molto. Insieme è catalizzatore e veicolo per l'attivazione della politica e della società. Ugualmente, alcuni comportamenti dei vip lasciano tracce significative, quando lontani da interessi personali.
Sarebbe utile se, volendo aiutare dei bisognosi, Celentano e colleghi pensassero anche agli aquilani, o agli alluvionati siciliani e calabresi. A volte, e senza polemica, certe tragedie si dimenticano. Colpa della velocità del mondo e dell'informazione, dell'impossibilità di seguire tutto, di selezionare appelli e contenuti in rete. Forse è già un segno scrivere per ricordare. Per muovere alla concretezza.
Sanremo: Celentano aiuti L'Aquila




