Sabato, 4 Febbraio 2012

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Elezioni

De Magistris: sarò il sindaco di tutti, Napoli è pronta per ripartire

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La redazione IDV

Quelle che seguono sono le prime dichiarazioni di Luigi de Magistri, come nuovo sindaco di Napoli. 

"Sono particolarmente commosso di dover commentare un risultato al di sopra di ogni aspettativa, che mi ha profondamente commosso e che ha contribuito a far scrivere una pagina senza precedenti sul modo di fare politica. Il mio ringraziamento in questo momento va soprattutto ai cittadini napoletani, che hanno dimostrato cuore e cervello in questa campagna elettorale, hanno dimostrato che non è questa antipolitica un voto di protesta, ma è  un voto sicuramente di protesta verso un sistema, e di proposta verso chi ha voluto dare un segnale per come si può cambiare la politica facendo politica.

Ovviamente il ringraziamento per un risultato così importante va anche ad altri: ai partiti che mi hanno sostenuto sin dall’inizio, come l’Italia dei valori e il presidente Di Pietro, insieme alla federazione della sinistra, al Partito del Sud. Segno che, come dire, anche dal Sud si può fare politica finalmente in segno molto positivo. Poi voglio ringraziare la lista ‘Napoli è tua’ che in pochi giorni è stata costituita e ha raggiunto un risultato di quasi il 5%.

Poi vedo un segnale straordinario: che finalmente l’Italia è unita, e penso a Milano e Napoli, ma non solo,  non più solo nel malaffare, cioè nel dover discutere sulla ‘ndrangheta calabrese e quella di Milano, ma unita sui temi dell’uguaglianza , della solidarietà e della libertà. Quindi credo che questa sia una pagina fondamentale per la politica dei prossimi anni.

Io sarò il sindaco di tutti, anche di quegli elettori che al primo e al secondo turno hanno votato per Gianni Lettieri e per gli altri candidati. Mi auguro che i consiglieri eletti dell’opposizione lavorino per un’opposizione concreta e abbandonino definitivamente ogni tentativo di metodo Boffo che non appartiene alla cultura democratica  di questa città, e quindi l’invito è a lavorare per la sua rinascita, ognuno nel proprio ambito. 

Napoli è stata liberata e questa secondo me è la cosa più bella di questa campagna elettorale. Napoli tornerà ad essere finalmente libera, perché io e l’amministrazione che mi accompagnerà in questi cinque anni, non dovrà dare conto a nessuno, se non alle proprie idealità, alle proprie competenze e alla propria voglia di far nascere un nuovo modo di fare politica.

Da questo punto di vista io mi sento fortemente carico di responsabilità perché ovviamente questo è un mandato elettorale fortissimo, che va molto al di là dei partiti che mi hanno appoggiato. Però è una responsabilità che avverto, diciamo, con molta leggerezza; perché ho percepito in questa campagna elettorale che tutte le forze sane e democratiche di questa città non vedono l’ora di ripartire.  

Ovviamente ringrazio anche chi si è unito a noi nella fase successiva: il Partito democratico che ci ha sostenuto, ringrazio Sinistra ecologia e libertà, ringrazio il professor Pasquino che ha dimostrato serietà e che darà un ottimo contributo nello scrivere questa ulteriore pagina politica della nostra città, ringrazio tutti quelli che con coraggio mi sono stati a fianco. Questa, infatti, era anche una campagna elettorale in cui bisognava avere coraggio, perché chiudeva una pagina politica durata vent’anni, quella del bassolinismo, ma avevamo di fronte anche chi voleva portare a palazzo San Giacomo un certo modo di fare politica dal quale noi siamo distanti anni luce."

A Napoli il trionfo di de Magistris. A Milano vince Pisapia

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La redazione IDV

E alla fine il sogno di Luigi de Magistris è diventato realtà. Oltre ogni più rosea aspettativa, il candidato di Italia dei valori, Federazione della sinistra, Partito del Sud e della lista civica "Napoli è tua" ha conquistato Palazzo San Giacomo ed è diventato, più che sindaco di Napoli, "sindaco dei napoletani", come ha più volte sottolineato. Con il 65,3% dei consensi ha distaccato di oltre il 30% lo sfidante del centrodestra Gianni Lettieri (34,7% dei voti).

Il vento sembra essere cambiato in tutta la penisola: anche Giuliano Pisapia, candidato a Milano per il centrosinistra, ha conquistato la poltrona di primo cittadino con il 55,1% dei voti, contro il 44,9% del sindaco uscente Letizia Moratti. Si volta pagina anche nel capoluogo lombardo, dunque, dove la sinistra non governava da 18 anni a questa parte. Le due piazze più importanti di queste elezioni amministrative, per il significato politico che la competizione aveva assunto, sono state conquistate dal centrosinistra.

Tripudio di consensi anche per Massimo Zedda (centrosinistra) che è diventato sindaco di Cagliari con il 59,3% delle preferenze, contro il 40,6% di Fantola. Ottimo risultato per la coalizione di centrosinistra anche a Trieste, dove Roberto Cosolini è stato scelto 57,5% dell'elettorato (contro il 42,5% di Antonione). A Novara diventa sindaco Ballarè (centrosinistra) con il 52,9%, superando Franzinelli (centrodestra); a Grosseto il nuovo sindaco è Bonifazi (centrosinistra) che ha conquistato il 57,4% dei voti contro 42,6% di Lolini (centrodestra). Gnassi, candidato sindaco del centrosinistra per Rimini, ha staccato il suo avversario, Renzi (centrodestra), di 7 punti percentuali e a Crotone il primo cittadino è Vallone (centrosinistra) con il 59,4% di preferenze. A Pordenone, Pedrotti (centrosinistra) ha conquistato il 59,6% delle preferenze, contro le 40,4% di Pedicini. I candidati del centrodestra si affermano a Varese (con Fontana), Cosenza (con Occhiuto), Rovigo (con Pira), Iglesias (con Perseu).

Il centrosinistra conquista anche la Provincia di Trieste (con Poropat), Macerata (con Pettinari), Mantova (con Pastacci), Pavia (con Bosone). Va al centrodestra la Provincia di Reggio Calabria (con Morabito) e Vercelli (con Vercellotti).

Ballottaggi, tutti i risultati in diretta streaming sul web

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La redazione IDV

L'Italia dei Valori seguirà i risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative con una diretta streaming da Napoli, dove per la portona a sindaco della città corre Luigi de Magistris.
Oggi, dalle 15:15 gli utenti della Rete potranno seguire in tempo reale l'andamento di questa importante giornata elettorale, con commenti, collegmenti e interviste su www.webdv.it, la web tv dell'Italia dei valori; il blog di Antonio Di Pietro, www.antoniodipietro.it e il sito www.italiadeivalori.it.

Sono sei milioni e mezzo gli italiani chiamati alle urne per il secondo turno delle elezioni amministrative. La possibilità di dare una svolta al Paese è nelle loro mani. Nonostante Silvio Berlusconi abbia escluso una crisi di governo in caso di sconfitta, soprattutto nelle due sfide più rilevanti, a Milano e Napoli, di certo se le città passassero a Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris si profilerebbero nuovi scenari politici.

Oltre al capoluogo lombardo e campano, altri 88 comuni, di cui 13 capoluoghi di provincia, sono impegnati nei ballottaggi: Novara, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Per eleggere i presidenti di sei amministrazioni provinciali si torna al voto nelle province di Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria. Si vota invece al primo turno in Sicilia per eleggere i sindaci in 27 comuni; unico capoluogo coinvolto è Ragusa.

Alle 22 di domenica, la percentuale dei votanti, secondo i dati del Viminale, è stata del 43,51% per cento, contro il 49,67% del primo turno: un calo di quasi sei punti. Per quanto roguarda le elezioni Provinciali, sempre alle 22 di ieri, nelle sei province chiamate al ballottaggio si sono recati al voto solo il 30,95% degli elettori, contro il 42,74% di due settimane fa.

Anche le rilevazioni delle 12 e delle 17 avevano evidenziato un trend negativo nell'affluenza ai seggi. Solo il dato di Milano, alla prima rilevazione, era in controtendenza, con una crescita del 2,58% rispetto al primo turno. Nel pomeriggio e in serata, però, anche il capoluogo meneghino si è allineato al dato generale e alle 22 la percentuale deivotanti si è attestata al 53.19%, contro il 53,56 del primo turno, con una variazione di meno di mezzo punto.

Oggi i seggi saranno aperti dalle 7 alle 15. Subito dopo la lunga diretta streaming con i risultati in tempo reale, i commenti, i collegamenti e le intervisti con i diretti protagonisti.

Siamo a un passo da una svolta storica

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La redazione IDV

Ci siamo, finalmente. Una straordinaria campagna elettorale. Abbiamo trasformato una città: cervello, passione, cuore.

Siamo a un passo da una svolta storica. Per Napoli, per il Mezzogiorno,  per il nostro Paese.

Adottate un astenuto, due astenuti, tre astenuti; mobilitatevi in queste ultime ore, sconfiggiamo il candidato appoggiato da Nicola Cosentino e facciamo sorridere Napoli e splendere il sole per tutti i napoletani.

Io ci credo. Se ci crediamo tutti abbiamo già vinto!

Luigi de Magistris

Luigi, un’alternativa nitida, c’è bisogno di una scelta

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La redazione IDV

Vi proponiamo, di seguito,  l’intervista allo scrittore Erri De Luca pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Repubblica’.

«Può succedere a Napoli qualcosa di completamente nuovo all’improvviso. La vita, da noi, si rinnova alla velocità dell’eruzione. E un’elezione di maggio è ancora meglio, è più capace di far guardare lontano». Erri De Luca, napoletano, scrittore, due condizioni che ha sempre intrecciato con la cura del viaggiatore e la grazia dell’artigiano, si schiera con Luigi de Magistris. «Come ogni faccenda cutanea, il tempo di una scelta si respira con i sensi. C’è l’occasione per suscitare riscatto».

Le è piaciuta questa campagna piena di tesi faccia a faccia?
«A me non dispiace affatto che i toni siano accesi e aspri. Non mi dispiace che questi candidati siano così opposti da tradire la svogliatezza nel gesto di darsi la mano. In fondo, quei due non si incrocerebbero se non fosse per la sfida: non andrebbero nella stessa pizzeria, non si ritroverebbero un amico in comune».

Lei intravede i segni di una nuova primavera. De Magistris ne è la causa o è il segno che una città aspettava?
«È il pretesto intorno al quale l’indifferenza si rovescia nella sua faccia opposta. Si ha voglia di fare una scelta. Un altro indizio dell’inesto nuovo è la provocazione del cardinale Sepe che ha proclamato un Giubileo per Napoli, anno di redenzione e riscatto. È capitato nella storia della Chiesa che suoi esponenti fossero visionari, con la capacità di scippare notizie al futuro ».

A questo proposito. Lei, da rigoroso laico, non è mai stato turbato dalle notizie dell’inchiesta che coinvolge Sepe?
«Sì, su di me non hanno effetto. Intanto mi fido della sua parola, e poi aspetto di vedere l’evoluzione delle indagini».

De Magistris e il rischio degli estremismi agitato dagli altri?
«De Magistris proviene da un’esperienza di pubblica accusa. Siamo in un paese in cui i magistrati fanno carriera politica, come in Israele i generali: lo sappiamo da tempo e questa è una spia del nostro stato febbrile. Ma l’idea di poter piazzare un magistrato affianco e contro a un imprenditore di guadagni privati con denaro pubblico, è un’alternativa nitida, chiara».

Berlusconi avvisa: “Napoli non venga poi a bussare...”.
«I napoletani se ne faranno una ragione».

Cosa suggerirebbe a de Magistris, se diventasse sindaco?
«Avrà dalla sua parte i cittadini. Ho un bel ricordo del primo Bassolino napoletano: so che questa città è in grado di firmare assegni in bianco sulla scia dell’entusiasmo e della voglia, come diciamo noi, di toglierci i “paccheri” (le sberle) dalla faccia».

Ha citato Bassolino. Anche lei pensa che Napoli vada liberata dal bassolinismo e dal cosentinismo?
«Penso che i due a cui ci riferiamo, Bassolino e Cosentino, siano biograficamente separati e incomparabili. E politicamente, non so emettere sentenze».

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