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Elezioni

Antonio Di Pietro

Appoggiamo Fava. Lombardo è un Cuffaro senza cannoli

Claudio Fava e' il candidato dei siciliani, del cambiamento, dell'alternativa a Cuffaro e Lombardo e ai loro affari e ai loro guai giudiziari.

Il Governatore siciliano Raffaele Lombardo, invece,  è un Cuffaro senza cannoli.

Fava mette insieme la societa' civile ed è per questo che l'Idv ha deciso di appoggiare la sua candidatura alla Presidenza della Regione siciliana. 
L'Idv, ovviamente, presenterà la propria lista di candidature che rappresentano la societa' civile, ma abbiamo subito dato la disponilita' a un tavolo programmatico con il candidato Fava che ha messo come presupposto l'alternativa secca a quei partiti che hanno appoggiato Cuffaro e Lombardo.
Sono convinto che Fava abbia le qualita' politiche per rappresentare egregiamente tutto il centrosinistra.
Mi spiace che il PD siciliano abbia scelto di uscire dal centrosinistra. Noi non abbiamo riserve mentali o ideologiche rispetto a cio' che dice il PD, ma rispetto a cio' che fa. Non siamo noi che abbiamo rotto con il centrosinistra. In Sicilia il centrosinistra c'e' mentre e' il Pd che se n'e uscito.

 
La redazione IDV

'Ve lo dico anche in aramaico: sarò sindaco'

L'intervista a Leoluca Orlando pubblicata oggi su Il Fatto Quotidiano

Orlando a Palermo è certo: “Rappresento l’antipolitica”
di Enrico Fierro

E adesso parliamone in aramaico. “Come?”. In aramaico, onorevole Leoluca Orlando, visto che pochi mesi fa lei giurò proprio in questa lingua che mai e poi mai si sarebbe candidato a sindaco. Orlando sorride e sta al gioco: “E questa volta ve lo dico in italiano: sarò il sindaco di Palermo”. Punto e a capo.
Comunali di Palermo, 11 candidati a sindaco, 1319 aspiranti consiglieri comunali, ma soprattutto mille giochi sotterranei. Perché qui il gattopardo è vivo e vegeto. E allora le ultime voci che corrono a pochi giorni dalle elezioni, accreditano un Raffaele Lombardo in movimento. Il governatore della Sicilia, rinviato a giudizio per mafia, starebbe dirottando parte dei suoi voti non sul suo candidato, ma su Fabrizio Ferrandelli, l’ex pupillo di Orlando scelto da una parte del centrosinistra per la corsa a Palazzo delle Aquile.

Palermo è una bolgia. Quindi è lecita la domanda: onorevole Orlando, chi gliel’ha fatto fare?
Lo chiami come vuole, senso del dovere, amore per la mia città, scelga lei. Palermo è la quinta città d’Italia, la mia città, non potevo vederla sprofondare e stare con le mani in mano. La verità è che Palermo non è più attraente, non dico per i turisti, ma per gli stessi palermitani. Non esercita più alcun fascino. Le sue bellezze sono coperte dalla spazzatura, quella che si vede e copre la vista dei monumenti, ma anche la munnizza morale che sta nei Palazzi.

I suoi avversari politici dicono che lei sia divorato da una ambizione sfrenata.
Potevo fare il ministro, continuare a fare il parlamentare, bearmi della mia carriera politica. Invece no: ci metto la faccia, mi gioco passato, presente e futuro. Perché questa è la vera politica, mettersi in discussione. La mia candidatura è una risposta forte alla casta, che quando le battaglie sono difficili e devi mettere in conto anche il rischio di perdere, non si candida. Da sindaco guadagnerò 2.300 euro al mese. Quanto guadagna un parlamentare presidente di Commissione lo sapete bene, la mia candidatura è una risposta all’antipolitica, un messaggio morale forte.

Onorevole, lei sa bene che di questi tempi è difficile credere alle buone intenzioni.
E allora le rivelo un piccolo segreto. Mio genero Davide, medico in Canada in un ospedale pubblico dove fa mediamente 300 interventi l’anno compresi ottanta trapianti di cuore, mi ha mandato una mail e mi ha detto che avevo gli occhi felici come non me li vedeva da anni. Ha ragione, non voglio essere un anemico ministro della Repubblica. Farò il sindaco di Palermo.

E per questo ha spaccato il centrosinistra?
Ma quale centrosinistra, quell’insieme di partiti e gruppi di potere subalterni a Lombardo? No, con Raffaele Lombardo mai.

Massimo D’Alema la giudica un viceré...
D’Alema è venuto a Palermo a dire no a Orlando, lo fece anche Giulio Andreotti nel 1980 e finì male. Lo ripeto: giù le mani da Palermo, D’Alema si occupi della questione morale in Puglia. Dopo le primarie-scandalo, un dirigente nazionale del Pd al quale cercavo di spiegare come erano andate le cose allargò le braccia e mi disse: cosa ci vuoi fare, siamo a Palermo. Devono vergognarsi. Il Primo maggio a Portella della Ginestra non ho sentito una sola parola critica su Lombardo e sulle sue frequentazioni mafiose già accertate e documentate dai magistrati, insomma si chiede verità e giustizia sulla strage e non si parla dei rapporti mafia-politica oggi, e poi si meravigliano se il segretario del loro partito viene fischiato.

Orlando è vecchio, ha fatto il suo tempo, questo dicono i suoi avversari.
Il mio slogan è Orlando il sindaco lo sa fare. Ci vuole competenza, il primo dovere di un sindaco è far funzionare la macchina comunale , per questo terrò per me la delega al personale. Ci metto la faccia, voglio creare fiducia nei dipendenti. In questi anni è prevalsa la logica dell’appartenenza, al funzionario non si chiedeva cosa sai fare, ma con chi stai. Ora si capisce quello che stiamo facendo? Stiamo scrivendo una pagina di storia.

Chi è Fabrizio Ferrandelli, suo ex pupillo ma in queste elezioni suo nemico giurato?
Un personaggio che ha avuto un percorso virtuoso e oggi ha amicizie viziose. La vecchia politica, i camaleonti di sempre sono con lui, altro che nuovo.

Il nuovo è Orlando?
Io sono l’antipolitica, nel senso che mi batto per sconfiggere questa politica. Farò il sindaco e non tirerò a campare, affronteremo le emergenze della città e penseremo al progetto, Palermo sarà capitale europea della cultura nel 2019.

 
La redazione IDV

Vota Italia dei Valori, vota il cambiamento

I cittadini si aspettano dalla politica risposte, soluzione ai loro bisogni, ai loro crucci, alle loro aspettative. Di fronte a questa esigenza della società civile i partiti hanno l’obbligo di assumersi le loro responsabilità. Il disinteresse della malapolitica alimenta l’antipolitica che io rispetto perché non è altro che l’espressione dell’indignazione dei cittadini. Il prossimo fine settimana, più di 7 milioni di elettori sono chiamati a una scelta importante, sono chiamati a premiare i progetti politici presentati per amministrare Comuni e capoluoghi di Provincia.

Attenzione: non andare alle urne significa premiare proprio coloro che vorreste mandare a casa! Vi invito, perciò, a recarvi alle urne e a convincere tutti coloro che sono sfiduciati ad andare a votare. Italia dei Valori è presente nei comuni sopra i 15 mila abitanti con il proprio simbolo, con programmi di coalizione condivisi e con persone credibili, in grado di dare risposte ai vostri bisogni.

Usate la matita come un’arma pacifica per portare una rivoluzione e un cambiamento.

   
La redazione IDV

Un voto per cambiare la politica

L'Italia dei valori è impegnata a ridare slancio all'Italia. A cambiare il Paese con una  politica attenta ai diritti, alla legalità, al lavoro, alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione. E vuole farlo con le forze del centrosinistra.
Per questo "sta lavorando per ricostruire la foto di Vasto". Lo ha detto Antonio Di Pietro ieri dall'Emilia Romagna dove si trovava per un tour elettorale a sostegno dei candidati del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative.

La foto di Vasto, con Bersani e Vendola, ha rimarcato il leader IdV, "è un modello culturale, ideologico e programmatico affinché si superi definitivamente il modello berlusconiano che ha portato in politica persone che dovevano sistemare i propri affari o i propri problemi giudiziari o quello dell'attuale governo che si sta preoccupando ragionieristicamente di far quadrare i conti senza rendersi conto che a pagare sono le fasce sociali più deboli ed oneste. Serve un governo politico che metta al primo posto una maggiore uguaglianza, legalità, taglio alle spese ed equità su chi deve pagare le tasse. Il voto all'Idv rilancia un modello di centrosinistra", ha sottolineato Di Pietro che ha anche messo in guardia dal pericolo astensionismo: "Chi rinuncia al voto - ha detto - fa solo l'interesse proprio di quei politici che vuole mandare a casa".

Non cadere nella trappola. "Questo polverone del 'tutti uguali' - ha aggiunto il presidente dell'Italia dei Valori - lo stanno alzando non i Di Pietro e i Grillo, ma proprio quella politica blasonata che ha paura del contatto con i cittadini. Non bisogna buttare via il voto".

 
La redazione IDV

De Magistris: sarò il sindaco di tutti, Napoli è pronta per ripartire

Quelle che seguono sono le prime dichiarazioni di Luigi de Magistri, come nuovo sindaco di Napoli. 

"Sono particolarmente commosso di dover commentare un risultato al di sopra di ogni aspettativa, che mi ha profondamente commosso e che ha contribuito a far scrivere una pagina senza precedenti sul modo di fare politica. Il mio ringraziamento in questo momento va soprattutto ai cittadini napoletani, che hanno dimostrato cuore e cervello in questa campagna elettorale, hanno dimostrato che non è questa antipolitica un voto di protesta, ma è  un voto sicuramente di protesta verso un sistema, e di proposta verso chi ha voluto dare un segnale per come si può cambiare la politica facendo politica.

Ovviamente il ringraziamento per un risultato così importante va anche ad altri: ai partiti che mi hanno sostenuto sin dall’inizio, come l’Italia dei valori e il presidente Di Pietro, insieme alla federazione della sinistra, al Partito del Sud. Segno che, come dire, anche dal Sud si può fare politica finalmente in segno molto positivo. Poi voglio ringraziare la lista ‘Napoli è tua’ che in pochi giorni è stata costituita e ha raggiunto un risultato di quasi il 5%.

Poi vedo un segnale straordinario: che finalmente l’Italia è unita, e penso a Milano e Napoli, ma non solo,  non più solo nel malaffare, cioè nel dover discutere sulla ‘ndrangheta calabrese e quella di Milano, ma unita sui temi dell’uguaglianza , della solidarietà e della libertà. Quindi credo che questa sia una pagina fondamentale per la politica dei prossimi anni.

Io sarò il sindaco di tutti, anche di quegli elettori che al primo e al secondo turno hanno votato per Gianni Lettieri e per gli altri candidati. Mi auguro che i consiglieri eletti dell’opposizione lavorino per un’opposizione concreta e abbandonino definitivamente ogni tentativo di metodo Boffo che non appartiene alla cultura democratica  di questa città, e quindi l’invito è a lavorare per la sua rinascita, ognuno nel proprio ambito. 

Napoli è stata liberata e questa secondo me è la cosa più bella di questa campagna elettorale. Napoli tornerà ad essere finalmente libera, perché io e l’amministrazione che mi accompagnerà in questi cinque anni, non dovrà dare conto a nessuno, se non alle proprie idealità, alle proprie competenze e alla propria voglia di far nascere un nuovo modo di fare politica.

Da questo punto di vista io mi sento fortemente carico di responsabilità perché ovviamente questo è un mandato elettorale fortissimo, che va molto al di là dei partiti che mi hanno appoggiato. Però è una responsabilità che avverto, diciamo, con molta leggerezza; perché ho percepito in questa campagna elettorale che tutte le forze sane e democratiche di questa città non vedono l’ora di ripartire.  

Ovviamente ringrazio anche chi si è unito a noi nella fase successiva: il Partito democratico che ci ha sostenuto, ringrazio Sinistra ecologia e libertà, ringrazio il professor Pasquino che ha dimostrato serietà e che darà un ottimo contributo nello scrivere questa ulteriore pagina politica della nostra città, ringrazio tutti quelli che con coraggio mi sono stati a fianco. Questa, infatti, era anche una campagna elettorale in cui bisognava avere coraggio, perché chiudeva una pagina politica durata vent’anni, quella del bassolinismo, ma avevamo di fronte anche chi voleva portare a palazzo San Giacomo un certo modo di fare politica dal quale noi siamo distanti anni luce."