Elezioni 2011: chi ha vinto? Chi ha perso?

Nei comuni dove il voto è stato più politico che amministrativo hanno perso Berlusconi e la Lega Nord su tutta la linea. Ha vinto il Pd, ma non a Napoli. Ha vinto Idv a Napoli, ma non ha vinto altrove. Sel non ha vinto da nessuna parte. Grillo ha vinto e perso nello stesso tempo. Vi spiego perché.

Tutti diranno che hanno vinto le elezioni, magari dicendo che sono andati meglio nel comune di Montefiascone o in quello di Roccasecca. La verità è che per la pervicace volontà di Berlusconi di dare a questo voto amministrativo un significato politico le elezioni simbolo erano quelle di quattro grandi città: Milano, Torino, Bologna e Napoli. E’ su questi risultati che, a mio avviso, vanno espresse le valutazioni politiche del voto di oggi.
Berlusconi ci ha messo la faccia e le solite promesse da piazzista e forse per la prima volta gli elettori gli hanno fatto uno sberleffo ed gli hanno votato contro (aveva chiesto almeno 50 mila preferenze e ne ha ottenute la metà). A Milano la Moratti con solo il 41% dei voti è stata duramente bastonata dagli elettori che hanno voluto in realtà colpire, attraverso di lei, Berlusconi e le sue vicende tragicomiche dell’ultimo anno: i suoi processi per corruzione, la sua frequentazione con prostitute minorenni e l’assenza di un vero governo di un Paese in grave crisi. Il Pdl passa a Milano dal 41% del 2006 al 28%, del 2011 (37% alle Politiche del 2008 e 36% alle Regionali del 2010). A Torino dal 23% al 18% (32% e 22%). A Bologna dal 15% al 16% (27% e 25%). A Napoli dal 26% al 23% (45% e 34%).
Ha perso la Lega Nord che passa a Milano dal 4% al 10% (ma 12% alle Politiche 2008 e 14% alle Regionali del 2010). A Torino dal 2,5% al 7% (ma 6,5% e 10%). A Bologna (dove esprime il candidato sindaco) dal 3% all’11% (ma 4% e9%).
Vince il Pd che passa a Milano dal 22% del 2006 (ma con l’Ulivo) al 29% (ma 34% nel 2008 e 26% nel 2010). A Torino il suo candidato è eletto sindaco al primo turno e passa dal 39% (con Ulivo) al 34% (ma 39% e 25%). A Bologna il suo candidato è eletto sindaco al primo turno e passa dal 39% al 38% (ma 49% e 40%). A Napoli perde nettamente e passa dal 30% al 17% (ma 35% nel 2008 e 25% nel 2010).
Vince l’Idv a Napoli dove De Magistris va al ballottaggio battendo il candidato del Pd. L’Idv passa dal 4% all’8% (ma 5,5% e 8%). Non vince invece a Milano dove passa da 1,5% a 2,5% (ma 5% nel 2008 e 8% nel 2010). A Torino passa da 2% al 5% (ma 6,5% e 10%). A Bologna dal 4,4% al 3,7% (ma 6% e 8%).
Vince e perde Grillo perché ottiene percentuali importanti ma dichiaratamente inutili, anzi utili a far sperare al Centro destra per i ballottaggi. Grillo consegue a Milano il 3,4% (aveva il 3,2% nel 2010), a Torino il 5,2% ( 3,7% nel 2010), a Bologna il 9,4% (8,1 nel 2010).
Non vince Sel, che ottiene molto meno delle sue attese. A Milano dove esprimeva il candidato sindaco ottiene solo il 4,7%, a Torino il 5,6%, a Napoli il 3,9%.
Concludo con la seguente riflessione: centro destra o centro sinistra vincono o perdono per lo spostamento del voto moderato da una parte o dall’altra. I dati, ed in particolare quello di Milano, ci dicono che Idv non intercettato nulla di questo spostamento, mentre ha visto il suo risultato sicuramente eroso da Sel e da Grillo. Su questo fatto dovrebbe aprirsi il dibattito al prossimo Esecutivo Nazionale.