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13
Nov
2011

Ok Monti, ma poi elezioni

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L’Italia è in una situazione di gravissima emergenza. Stiamo rischiando la più grave crisi della nostra storia repubblicana. La disoccupazione è in crescita. Milioni di giovani sono senza lavoro e senza prospettive. Quote importanti della popolazione sono in condizioni di disagio e di povertà. E lo Stato Italiano è vicino al fallimento. Sarebbe questo un evento drammatico. Una crisi di default sul nostro debito significherebbe almeno dieci anni di miseria di massa.

L’Italia è al primo posto nelle notizie dei giornali e dei telegiornali di tutto il mondo da settimane perché è ritenuta una sorta di “bomba atomica” sull’orlo dell’esplosione.

E’ questa condizione di emergenza assoluta che spiega perché il centrosinistra mette da parte i propri interessi immediati e si dichiara disposto a discutere con Mario Monti per trovare possibili soluzioni ai problemi dell’Italia.

Monti non è un liberista.  Monti è sempre stato un sostenitore dell’economia sociale di mercato di stampo europeo. Ha spesso chiesto più equità, tutele e protezioni per i giovani. Monti è uno dei pochi economisti  che da anni critica, sulle pagine del Corriere,  Berlusconi. Monti è stato uno dei migliori difensori dei consumatori da Commissario europeo per la concorrenza. Non ha sudditanza nei confronti dei grandi monopoli: ha saputo dire no a Microsoft, attirandosi critiche feroci dagli Stati Uniti.

Un elemento importante è che in queste settimane ha ripetutamente sostenuto la necessità che l’Unione Europea emetta Eurobond come strumento per risolvere definitivamente la crisi di fiducia sui debiti sovrani in Europa. Monti facesse una battaglia in Europa sugli Eurobond sarebbe di grande valore.

Vedremo quale sarà il programma del nuovo governo. IDV ha già dichiarato che serve una ripartizione equa dei sacrifici. Non si può pensare di far pagare il riaggiustamento sempre e solo a chi ha sempre pagato. Non si può pensare di far crescere l’economia italiana eliminando l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Servono tagli mirati e non indiscriminati. Servono misure concrete di riduzione dei costi della politica.

Serve, sin da ora, anche un orizzonte temporale alla durata del governo.

Un governo tecnico è una soluzione straordinaria e di emergenza ma bisogna dare ai cittadini la possibilità entro pochi mesi di scegliere un governo politico che possa davvero avviare un programma di riforme strutturali.


 

Congresso Straordinario


Il congresso si aprirà venerdì 28 giugno, dalle ore 14.00 c/o Centro Congressi Roma Eventi – Piazza di Spagna (Via Alibert, 5)  e proseguirà nelle giornate del 29 e 30 giugno.

Le operazioni di voto si svolgeranno on-line dalle ore 8.00 alle ore 13.00 del 30 giugno p.v.

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