TI TROVI IN: Home Economia e Finanze Evasione fiscale, fuori dalle associazioni imprenditoriali chi evade
05
Sep
2011

Evasione fiscale, fuori dalle associazioni imprenditoriali chi evade

Email Stampa PDF
La Guardia di Finanza ha scoperto pochi giorni fa ad Arzignano (Vicenza) nella valle del Chiampo, distretto della concia, un’impresa che evadeva totalmente il fisco e i contributi previdenziali.

Si tratta della Mastrotto Group che non è un'azienda qualunque: una società che detiene l'uno per cento della produzione mondiale di pelle e che ha 800 (dicasi 800) dipendenti irregolari. La Mastrotto ha un giro d'affari intorno al mezzo miliardo di euro e fornisce Tod's e Ikea. La Mastrotto è globale perché sta anche in Brasile e Indonesia. Ma soprattutto nel Granducato del Lussemburgo e nell'isola di Man. Paradisi fiscali, si sa.

Il sistema era di quelli sperimentati, quasi perfetto: una rete di società europee, per sfuggire ai controlli del fisco italiano. Una società "madre" italiana che si appoggiava su due trust costituiti nell'isola britannica che a loro volta transitavano attraverso quattro società in Lussemburgo. Due tangenti, però, hanno bloccato gli ingranaggi. Tangenti (da 300 mila e 60 mila euro) a funzionari dell'Agenzia delle entrate per tentare di impedire gli accertamenti.

La Guardia di Finanza ha scoperto: 106 milioni di euro evasi, 1,3 miliardi di redditi occultati, un milione e mezzo di versamenti Irpef e di contributi Inps non pagati per gli 800 dipendenti irregolari, tonnellate di pellame vendute in nero, per un valore intorno ai 10 milioni, Iva evasa per due milioni. I fratelli Bruno e Santo Mastrotto, che mezzo secolo fa hanno fondato il gruppo partendo da un capannone, dovranno rispondere di corruzione, evasione fiscale totale e lavoro nero. Vedremo poi come finirà questa vicenda.

Siamo sgomenti. Come è possibile che un’impresa così grande risulti per anni sconosciuta al fisco? Siamo nel cuore dell'Italia laboriosa, ma che non vuole pagare le tasse e che magari ha votato Lega e Berlusconi. L'Italia delle società fantasma, delle scatole cinesi, dei capitali all'estero. Del lavoro nero.

La storia della Mastrotto scoperchiata da un'indagine della Guardia di Finanza è una storia tutta italiana. Del paese dall'evasione immensa da oltre 250 miliardi di euro l'anno, dove chi evade è un furbo e non un mascalzone. E allora niente scontrini, niente fatture, niente dichiarazioni Iva. Niente tasse. Perché a questa Italia lo Stato non piace. Tanto ci sono gli altri che pagano. I fessi.
Il fatto ci segnala come sia diffusa la pratica dell’evasione. Ci segnala anche i limiti di certa cultura imprenditoriale italiana. Le imprese con proprietà e controllo saldamente nelle mani della famiglia, ostili a qualunque apporto dall’esterno. Una cultura antiquata che limita le possibilità di crescita delle imprese e le loro opportunità di finanziamento. Di fronte alla concorrenza mondiale se non si hanno capitali sufficienti dentro la famiglia bisogna aprire il capitale, cercare nuovi soci, allargare la compagine, o magari vendere l’azienda. Non si può pensare che siccome ci sono i concorrenti cinesi allora sia corretto evadere il 100 per cento delle tasse e dei contribuiti. Non è così che si fa impresa. Non ci sono giustificazioni.

Noi crediamo che effettivamente le tasse siano troppo alte in Italia, soprattutto quelle sul lavoro e sulle imprese. Ma se vengono evase allora non ci saranno mai le condizioni per ridurle.

Bisogna cambiare modello economico ecco il punto. Il modello di impresa chiusa verso l’esterno, che usa metodi illeciti per competere, che non ha senso dello Stato e che invece di puntare sull’innovazione tecnologica punta sull’evasione fiscale non ci assicura crescita economica e sviluppo.

Italia dei Valori allora chiede alla Confindustria e a tutte le Associazioni imprenditoriali (Confapi, Confcommercio, Confesercenti etc.) di dichiarare che verrà subito espulso dalla loro associazione, qualunque loro associato scoperto come evasore fiscale e contributivo.

Lo chiediamo alla Marcegaglia innanzitutto ma anche al presidente della Confindustria di Vicenza, Roberto Zuccato. La Mastrotto è una sua associata.

VIA GLI EVASORI DALLE ASSOCIAZIONI D’IMPRESA.