Dottoressa violentata, Messina: stop concezione proprietaria dell’uomo sulla donna

Ai quasi quotidiani femminicidi si stanno aggiungendo altrettanto frequenti stupri. Gli autori sono per lo più bianchi ai danni di donne bianche: almeno su questo cessino le strumentalizzazioni. Se non si capisce che bisogna andare alle radici della violenza il problema sarà destinato a crescere ed il numero delle vittime a salire.IdV ha già presentato una proposta di legge organica e forse risolutiva di contrasto al fenomeno dei femminicidi, purtroppo non presa in considerazione.Ora bisogna fronteggiare anche gli stupri. Alla certezza di una severa pena bisogna che segua quella della sua espiazione fino in fondo.Ma soprattutto bisogna immediatamente dare corpo ad una stringente campagna educativa che miri a sradicare lo stereotipo dell’uomo padrone e della donna sottomessa, presente in entrambi i fenomeni, soprattutto volta ad educare alla risoluzione non violenta dei conflitti. Il piano anti violenza del 2010 è rimasto lettera morta: e non ci sono ancora state leggi nazionali e regionali di integrale applicazione della convenzione europea di Istanbul contro la violenza sulle donne del 2011 ratificata dall’Italia nel 2013. Lì c’è tutto scritto e spiegato: basta dare attuazione con sistematicità. Occorre anche una stretta sull’istigazione all’odio ed alla violenza sui social; così come bisogna ripristinare il rispetto delle fasce orarie protette della televisione che tranquillamente durante le stesse trasmettono episodi di violenza, anche sessuale.  Ma c’è da essere pessimisti dinanzi ad una politica centrata sull’avere e assai poco propensa ad occuparsi dei problemi dell’essere”.

 

Così in una nota Ignazio Messina, segretario nazionale dell’idv.