Giovedi, 17 Maggio 2012

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02
Feb
2012

Protesi PIP: serve la tracciabilità dei prodotti sanitari

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La redazione IDV

"Quanto accaduto in merito allo scandalo delle protesi PIP, seguito da quello delle anche e del sangue infetto, dimostra quanto sia urgente la necessità di tracciare i prodotti sanitari e metterli in rete. Questo consentirebbe di avere subito i dati a portata di mano" E' quanto ha dichiarato l'On. Pierfelice Zazzera intervenendo sull'interrogazione parlamentare riguardante l'uso delle protesi PIP. "La vicenda delle protesi PIP e' emblematica. Già nel 2000 la FDA americana aveva segnalato le irregolarità nella produzione delle protesi PIP prodotte. I francesi nel 2005 avevano segnalato le protesi PIP ai nostri organi sanitari. Eppure siamo arrivati al 2010 prima di invitare i medici a non impiantarle. Sono passati dieci anni, in cui migliaia di donne hanno impiantato protesi a rischio di cancerogenicità e comunque dannose per i pazienti. Noi dell'IDV - dichiarano gli On. IDV Palagiano e Zazzera firmatari di una legge sul registro delle protesi - riteniamo urgente garantire tracciabilità dei prodotti e sistemi di controllo efficienti."

Interrogazione a risposta in Commissione

ZAZZERA e PALAGIANO. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

la compagnia francese Poly Implant Prothese (PIP) è al centro di un gigantesco scandalo per aver messo in commercio protesi per il seno contenenti silicone industriale non autorizzato;

già nel 2000 la Food and Drug Administration (FdA) aveva rilevato nella produzione delle protesi in materiale salino diverse irregolarità rispetto a quanto previsto dal Code Federale Regulation americano, e le aveva comunicate direttamente al fondatore della PIP, Jean Claude Mas. Ciononostante la PIP ha continuato la sua attività, mettendo in circolazioni protesi in tutto il mondo;

recentemente le autorità francesi hanno reso noto che la PIP avrebbe utilizzato materiale potenzialmente cancerogeno contenente silicone ad uso agricolo e una sostanza petrolchimica mai utilizzata sull'essere umano, conseguentemente il 24 dicembre 2011 l'Interpool ha chiesto l'arresto di Jean Claude Mas, emettendo un avviso di ricerca internazionale;

mentre i Governi dei Paesi ove il prodotto è stato commercializzato hanno consigliato l'espianto preventivo delle protesi, ed in Inghilterra in particolare, tale operazione avviene a costi ridotti, il Ministro della salute italiano non ha imposto il divieto di commercializzazione e con la circolare del 4 gennaio 2012 non ha adottato alcun provvedimento in merito, limitandosi a frenare «inutili allarmismi»;

in Italia le donne che hanno utilizzato le protesi della PIP sono circa 4.300, e molte di loro desidererebbero espiantarle per tutelare la propria salute -:

se il Ministro intenda introdurre il divieto di commercializzazione ed il contestuale ritiro delle protesi di cui in premessa nel nostro Paese, e quali iniziative ritenga opportuno assumere al fine tutelare il diritto alla salute delle donne italiane alle quali sono state impiantate le protesi della Poly Implant Prothese, anche riducendo i costi dell'operazione di espianto. (5-05960)