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18
Aug
2012

Ilva. Da ministri passerella, da giudici atto di coraggio

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La redazione IDV
“La passerella di ieri dei ministri del governo a Taranto è stata una melina che ha avuto solo come effetto quello di riconsegnare ai lavoratori dell’Ilva e ai cittadini una situazione ingestibile”.
Lo affermano in una nota congiunta il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il responsabile lavoro e welfare del partito, Maurizio Zipponi.
“La vicenda dell’Ilva, come al solito, è stata buttata in politica e le cifre sbandierate fanno parte della serie: ‘vendere fumo’, la pratica tanto nota ai vertici dell’acciaieria. Non si può più giocare sulla pelle dei lavoratori, né tantomeno barattare il diritto alla salute con quello al lavoro. La legge va applicata, i magistrati devono lavorare serenamente, eventuali corrotti devono essere colpiti e l’intero ciclo siderurgico necessita di un radicale intervento tecnologico. Aspetti che non sono stati minimamente affrontati dai ministri, perché al tavolo del confronto mancavano i veri esperti: gli ingegneri, gli impiantisti e le società specializzate per la bonifica e la messa in sicurezza”.
Di Pietro e Zipponi concludono: “L’Italia deve restare il secondo produttore d’acciaio d’Europa e l’Ilva di Taranto deve produrre con il ciclo completo, ma servono massicci investimenti in tecnologia, tempi certi per la realizzazione di nuovi impianti e la messa a disposizione, da parte della famiglia Riva, di una parte dei profitti realizzati in questi anni.
L’azione dei giudici, sostitutiva all’inefficienza e all’inettitudine delle istituzioni, non è solo un atto di coraggio, ma indica anche una lungimirante politica industriale e mai, come questa volta, giudici e lavoratori sono dalla stessa parte”.

 

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