Giovedi, 17 Maggio 2012

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10
Mar
2011

Giustizia, sì del Cdm a riforma. Di Pietro: "Inutile e dannosa"

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La redazione IDV

Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge costituzionale contenente la riforma della giustizia. Il governo all’unanimità ha approvato il testo messo a punto dal ministro Angelino Alfano. Il Ddl costituzionale contiene, fra i punti principali, l'estensione della responsabilità civile del giudice, la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri e due Csm distinti, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica. Alfano ha sottolineato che il cardine della riforma è l’aver posto "al centro la parità tra accusa e difesa”.

Ma per il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, la riforma serve soltanto a “difendere il delinquente e a punire la parte lesa”. “Hanno detto che intendono modificare l'obbligatorietà dell'azione penale – ha commentato Di Pietro - limitare l'indipendenza della magistratura, affidare al Parlamento l'individuazione dei reati da perseguire annualmente, intervenire finanziariamente per togliere mezzi e strumenti ai magistrati. Vogliono poi intervenire sui tempi processuali, togliere gli strumenti, a cominciare dalle intercettazioni, modificare il modello di nomina della Corte costituzionale per condizionarla con la maggioranza del momento. Tutte queste cosiddette riforme non solo sono inutili ma sono dannose”.

Per questo motivo, il presidente Idv invita tutti i cittadini a “mettere la parola fine a questa vicenda, triste e tragicomica, di questo gruppo piduista che è andato al potere e che sta travolgendo le regole del gioco” e, dato che “sono riforme costituzionali e non potendo avere i sue terzi in Parlamento, saranno sottoposte a referendum”, spera che gli italiani non si rendano complici di “questo scempio” e boccino il ddl costituzionale.

Di seguito i punti critici della politica di Governo sulla giustizia:

  • Il Governo non ha avviato alcuna riforma strutturale corrispondente ad un impianto complessivo e strategico di rilancio della giustizia;
  • Mancato rilancio del comprato giustizia sia in termini di investimenti che di personale determinato anche dai costanti ed irragionevoli tagli lineari;
  • Inefficienza della giustizia: sono pendenti oltre cinque milioni di cause civili e oltre tre milioni e mezzo di processi penali che determinano il mancato rispetto della ragionevole durata del processo, con conseguente condanne per l’Italia per i ritardi nelle decisioni;
  • Allarmante scopertura dell’organico dei magistrati: l’ultima legge di stabilità ha previsto il blocco delle assunzioni fino al 2013;
  • Governo disinteressato ad adottare provvedimenti a tutela dei cittadini ma molto impegnato nell’ostacolare ed impedire, mediante l’adozione di provvedimenti legislativi, la presenza in udienza del Premier (legittimo impedimento, lodo Alfano, lodo Schifani etc…);
  • Fenomeno della corruzione: l’applicabilità dell’istituto della prescrizione processuale rischia di impedire del tutto l’accertamento giudiziario in ambito penale;
  • Allarmante situazione del sistema carcerario italiano: surplus di detenuti con, deficienza organica della Polizia penitenziaria, deficienza delle strutture carcerarie;
  • Ritardo nella riforma della magistratura onoraria;
  • Tagli drastici anche al settore della giustizia minorile;
  • Annunci di interventi inquietanti sull’ordinamento giudiziario e separazione delle carriere;
  • Destinazione di somme infinitesimali al fondo unico per la Giustizia;
  • Ritardo nel processo di digitalizzazione e informatizzazione del sistema giudiziario;
  • Recenti tagli al servizio di assistenza informatica agli uffici giudiziari per l’anno 2011.

Le proposte Idv:

  • reperimento di risorse finanziarie, organizzative e di personale adeguate per assicurare l’efficiente e celere amministrazione della giustizia;
  • riforma organica del processo sia civile che penale, in modo da consentire agli uffici giudiziari di gestire il carico degli adempimenti e di superare i ritardi nella trattazione dei processi determinati spesso da soli meri problemi procedurali e meramente formali;
  • semplificazione del processo civile  ad ammodernamento del processo del lavoro;
  • riaffermazione del diritto-dovere del pubblico ministero di promozione dell’azione penale;
  • Interventi nel sistema di diritto penale sostanziale: voto di scambio; falso in bilancio; i reati economico-finanziari; contrasto all’evasione fiscale; auto riciclaggio; i reati di concussione, corruzione e peculato;
  • Misure per risolvere l’emergenza carceraria;
  • Riforma  della magistratura onoraria;
  • Riforma dell’ordinamento forense ;
  • Destinare risorse al processo telematico;
  • Eliminare processi di esternalizzazione dei servizi informatici;
  • Incremento di personale sia giudicante che amministrativo;
  • Riorganizzazione della giustizia minorile.

Leggi la risoluzione presentata il 19 genn. 2011.pdf  dall'Italia dei Valori