
La meglio gioventù scende in piazza: il prossimo 26 maggio ci saremo anche noi per condividere ancora una volta l'appello del comitato "9 Aprile-il nostrotempoadesso". I giovani IDV stanno partecipando all'organizzazione e vogliono dimostrare che esiste un mondo di giovani in questo Paese con speranze, energie, idee e risorse che deve e può essere protagonista di un cambiamento radicale.
Siamo di fronte ad una riforma del lavoro che poco o nulla ha da dire ai giovani e ai precari. Noi siamo convinti che la precarietà che contraddistingue la nostra generazione non deve portarci a gettare la spugna, rassegnarci ad un futuro grigio o alla fuga all'estero.
Questo Paese, deve essere chiaro, non ha il "fardello" della precarietà e della disoccupazione, nè tantomeno quello dell'articolo 18 e delle tutele.
Sono i giovani, il lavoro e il merito le chiavi per uscire davvero dalla crisi, passando per una vera rivoluzione del mondo dell'imprenditoria e del lavoro che colpisca realmente la corruzione, il sommerso, i capitali all'estero, il cuneo fiscale sul lavoro, e punti su una nuova politica industriale e di sviluppo in grado di valorizzare le risorse strategiche del Paese e del terzo millennio, risorse che si concentrano in parole semplici come arte, cultura, turismo, artigianato, made in Italy, banda larga, energie rinnovabili, economia verde.
Parole, queste sì, su cui è doveroso compiere investimenti ventennali di miliardi di euro, investimenti di cui purtroppo abbiamo sentito parlare solo a proposito di cacciabombardieri e grandi opere di dubbia utilità.
Per questo noi saremo in piazza, per dimostrare che i giovani sono LA risorsa del Paese.
Giovani IDV
Dipartimento Giovani IDV


“Oggi i giovani dell’Italia dei Valori saranno in piazza con gli studenti e parteciperanno al presidio di fronte al Miur e al corteo di Torino per ribadire la propria contrarietà alle politiche del governo sull'Università e la Ricerca”. Lo afferma in una nota Rosario Coco, responsabile nazionale Scuola e Università dei Giovani dell’IdV, che aggiunge: “Questo esecutivo è ostaggio del centrodestra e sta combinando solo disastri: dall'assurdo sondaggio sul valore della laurea, all'aumento delle tasse sul diritto allo studio, dagli studenti idonei senza borsa, ai vincoli sul reclutamento, alla strage dei precari”. Prosegue Coco: “Ribadiremo al ministro che l'idea di università che si nasconde dietro la discussione sul valore legale è sbagliata, poiché difende baroni, privilegiati e raccomandati, penalizza il merito e le pari opportunità, togliendo al Paese risorse, ricchezza e intelligenze. Per far ripartire l’istruzione e la cultura in Italia, l’IdV ha tracciato da tempo la strada da seguire attraverso la mozione depositata in Parlamento e le 15mila firme raccolte per chiedere la riduzione delle spese militari in favore del diritto allo studio”.
Giovedì è apparso in prima pagina su Repubblica un
“Facciamo lavorare la testa” è stata una grande giornata di contenuti, riflessioni, condivisione di esperienze e proposte politiche. Il mondo della cultura, dell'arte, della musica, dello spettacolo, dei beni culturali, dell'università, della scuola, della ricerca: tutti insieme per denunciare il dramma di chi pretende la dignità di lavorare e vivere a testa alta nel mondo della conoscenza e insieme il dramma di un Paese che sta svendendo la propria risorsa principale, ovvero ancor più, quasi la propria ragion d'essere... 



