Giovedi, 17 Maggio 2012

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Scuola. Positivo incontro con Ugolini

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La redazione IDV
“Questa mattina presso il Ministero dell’istruzione, università e ricerca, si svolto un incontro tra il Sottosegretario Elena Ugolini, la sottoscritta e la nostra delegazione del dipartimento scuola IdV composta da Letizia Bosco e Ilaria Persi, responsabili dell'Area dipartimentale”. Cosi l’On. Anita Di Giuseppe che prosegue: "Abbiamo affrontato l’argomento della riorganizzazione delle classi di concorso delle scuole superiori, tema seguito con attenzione dall'Italia dei Valori nel corso degli ultimi due anni. In particolare, il Sottosegretario ha riconosciuto la forte penalizzazione in termini di possibilità lavorative di cui sono stati vittime i docenti di latino e greco della classe di concorso A052 e ha dimostrato disponibilità ad individuare soluzioni a loro salvaguardia”.
“Valutiamo positivamente l'atteggiamento di apertura del Sottosegretario Ugolini e il clima palesemente più disteso che ha contraddistinto l'appuntamento odierno rispetto agli incontri avuti con il precedente Governo che non ha mai voluto riconoscere i danni prodotti dalla Riforma Gelmini alla didattica delle materie letterarie, né ha mai mostrato sensibilità nei confronti del baratro in cui sono stati precipitati i docenti, soprattutto precari, per effetto dei tagli agli organici, ormai operativi nella scuola da più di tre anni. Attendiamo fiduciosi di vedere tradotte in atti concreti le rassicuranti dichiarazioni d’intenti che abbiamo ricevuto”, conclude la Di Giuseppe.

Scuola. Da IdV interpellanza contro legge regionale lombarda

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La redazione IDV

"Oggi, con un’Interpellanza urgente avente per primo firmatario il presidente Antonio di Pietro, l’Italia dei Valori ha sollecitato ufficialmente il ministro dell’Istruzione Profumo a intervenire in merito alla legge regionale 7/2012 della Lombardia, che all’articolo 8 introduce nuove norme in materia di reclutamento del personale docente, istituendo i concorsi a livello di singola scuola. Come abbiamo denunciato tempestivamente, ormai da mesi, si tratta di una norma che contravviene al principio del merito, garantito in questa circostanza dalla presenza di graduatorie provinciali che valutano i docenti su parametri oggettivi. Il metodo della chiamata diretta del dirigente della singola scuola, che questa legge vorrebbe introdurre in Lombardia, espone invece gli insegnanti a meccanismi clientelari iniqui, illegittimi e dannosi”.
Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori.  “Questa normativa si iscrive a pieno titolo alla scia della Proposta di legge Aprea, la quale pone i presupposti concreti per un’autonomia scolastica che rischia di distruggere il tessuto di professionalità e di efficienza dell’istruzione pubblica, già minato alle fondamenta dalle riforme regressive del triennio Gelmini” continua Rodano. “Per questo, come Italia dei Valori chiediamo al ministro Profumo di rinviare la legge regionale della Lombardia alla Corte Costituzionale per la valutazione definitiva di legittimità costituzionale e di non stipulare alcuna forma di intesa con la Regione per attuare la legge in questione. E al titolare del dicastero del MIUR chiediamo poi anche di individuare delle strategie volte a garantire la massima occupazione dei docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e di  ridefinire gli organici della scuola, rimuovendo quel blocco che di fatto sbarra la strada d’accesso all’insegnamento a migliaia di giovani”.

Fiat. Azienda non scarichi colpe su lavoratori, governo batta un colpo

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La redazione IDV

“Su Termini Imerese la Fiat non può nascondersi dietro un dito, cercando di scaricare le responsabilità sui lavoratori, come avvenuto per la soluzione industriale della Dr Motor di Di Risio, ma deve assumersi i propri oneri”. Lo afferma in una nota il candidato a sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. “La chiusura dello stabilimento di Termini Imerese - prosegue Orlando - ha colpito oltre duemila famiglie creando una situazione che è giunta ormai a un punto di non ritorno. Senza pensare, poi, che la disperazione che stanno vivendo i lavoratori sta generando tensioni sociali altissime. L’Italia dei Valori ha sostenuto, sin dal primo momento, le istanze dei lavoratori. Dopo averli incontrati, infatti, ha portato il problema all’attenzione dei ministri competenti e dello stesso Governo, anche attraverso numerosi atti parlamentari ed ha indicato una soluzione davanti alla quale, però, questo esecutivo è rimasto sordo e che per questa ragione intendiamo ribadire. Noi abbiamo proposto la cessione della Fiat di Termini Imerese al costo di un euro, con tutti i beni mobili e immobili, un bando internazionale di gara verso produttori d'auto e l'infrastrutturazione del porto e delle vie di accesso. La sinergia ed il coordinamento tra governo e Regione, sono fondamentali e deve essere garantita ai lavoratori una copertura salariale, attraverso gli strumenti di protezione sociale. “Su Termini Imerese il Governo batta un colpo perché parliamo di politiche industriali che rappresentano una delle leve principali per la ripresa economica”, conclude.

A dati cig governo risponde con controriforme e meno diritti

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La redazione IDV
"I dati sulla cassa integrazione diffusi oggi dalla Cgil sono l'ennesima conferma di un allarme sociale e occupazionale gigantesco, a cui questo governo sta rispondendo con l'attacco all'articolo 18 e con le controriforme su pensioni e lavoro".

Lo afferma in una nota il responsabile lavoro e welfare dell'Italia dei Valori, Maurizio Zipponi, che aggiunge: "Con la manomissione del sistema pensionistico, Monti e la Fornero hanno trafugato miliardi dalle tasche di pensionati e lavoratori, usandoli come un bancomat e impedendo l'assunzione di 800mila giovani nei prossimi tre anni. Il ddl lavoro, invece, è inutile e dannoso sia per le imprese sia per i lavoratori. Quella proposta dal governo, infatti, non è altro che una legge sui licenziamenti facili che smantella lo stato sociale, non risolve in nessun modo il precariato e non crea un solo posto di lavoro in più. Questo esecutivo evidentemente non ha ancora capito che il punto è creare lavoro e non tagliare i diritti".

Spiega Zipponi: "L'IdV chiede al governo di assumersi le proprie responsabilità e di occuparsi finalmente della vera emergenza del Paese: il lavoro. Da tempo, insistiamo affinché il Parlamento discuta un piano nazionale per rilanciare l'occupazione e la crescita. Se questi professori non sono in grado di attuare subito misure anti-cicliche contro la recessione è meglio che vadano a casa".

La povertà nella disabilità in tempi di crisi

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Mario Dany De Luca

A distanza di cinque mesi dall’approvazione della manovra Monti sono molte le preoccupazioni riguardo l’aumento del costo della vita, prima tra tutti la reintroduzione dell’IMU l’imposta municipale unica. A questa imposta vanno aggiunti l’aumento del costo dei servizi e dei beni di prima necessità che uniti alla scarsa occupazione lavorativa e alla precarietà salariale generano per le  famiglie che hanno con se una persona disabile un ulteriore fattore di impoverimento. Un dato conclamato rivela infatti che la disabilità sia una delle principali cause dell’impoverimento delle persone e delle famiglie italiane, soprattutto per la sempre minore incidenza di interventi di supporto. Sulla base di questo dato erano stati presentati e approvati due ordini del giorno alla Camera per un’esenzione parziale dall’Imu per tutte quelle  famiglie che avevano in carico una persona disabile, a tutt’ora sono stati completamente ignorati ed è stata dimenticata anche la disposizione del 2000 (legge 328) che consentiva ai Comuni  di deliberare ulteriori riduzioni dell’aliquota dell’imposta comunale sugli immobili (Ici) per la prima casa. Ci troviamo ora a fare i conti con una situazione che aggrava pesantemente le condizioni di vita delle persone disabili e delle loro famiglie, che riduce ulteriormente l’integrazione e affossa l’autonomia. Se è vero che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro come fonte di ricchezza , l’occupazione lavorativa per le persone disabili è ridotta da molti anni  ai minimi termini,  solo pochi riescono ad ottenere un lavoro e nella maggior parte dei casi si tratta di lavori precari e sottopagati.  Questo impoverimento e questa solitudine diventano ogni giorno più severe e drammatiche gettando nella disperazione coloro che si prendono cura delle persone disabili che devono sopperire alla quasi totale mancanza di servizi alla persona, così è per la disabilità psichica, motoria e sensoriale senza parlare degli anziani che come per disabilità senza il sostegno familiare vivrebbero in stato di abbandono. Sta diventando sempre più frequente l’immagine di persone disabili  che elemosinano qualche spicciolo, mentre la disabilità “sommersa” relega le persone nelle quattro mura domestiche. Sono sotto gli occhi di tutti le tante persone che per problemi economici ricorrono a gesti estremi, nella disabilità il pagamento di quest’ imposta può fare la differenza  tra il sopravvivere e il soccombere. I disabili  hanno  bisogno prima di tutto del rispetto della propria dignità e per questo chiediamo un gesto tangibile e concreto nei confronti di quei cittadini che tutti i giorni organizzano la propria esistenza per continuare ad esistere.

Mario Dany De Luca
Responsabile Nazionale IDV delle politiche per il superamento dell’handicap

A Milano come a Roma: IdV al fianco dei lavoratori Fastweb (video)

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La redazione IDV
  Si è svolta presso la sede Fastweb di Roma la manifestazione dei lavoratori contro la cessione di ramo d'azienda decisa dalla società controllante, la Swisscom, per un totale di 705 lavoratori (591 coinvolti nel ramo "customer" e 114 nel ramo "field") distribuiti tra le varie sedi d'Italia. Era presente Alessandra Tibaldi, responsabile nazionale della sezione dipartimentale Crisi industriali e formazione.

A fronte dei positivi risultati economici raggiunti nel 2011 dall'azienda, ma soprattutto della genericità delle motivazioni fornite a supporto della procedura di cessione, le OOSS hanno espresso una valutazione negativa rispetto a questa scelta, che rischia di condannare alla dismissione lenta un ulteriore segmento delle telecomunicazioni e all'incertezza centinaia di operatori ed operatrici.

Desta inoltre preoccupazione il fatto che l'eventuale cessionaria del ramo Customer, la Visiant, sia attualmente in amministrazione giudiziaria, e che risultino dunque oggettivamente fragili le garanzie occupazionali per i lavoratori interessati.

IdV ha seguito in queste settimane le mobilitazioni dei lavoratori nelle varie sedi del paese, a cominciare da Milano, e sta predisponendo un'interrogazione parlamentare ai Ministri competenti che verrà perfezionata all'esito dell'incontro con i vertici aziendali presso l'Unione Industriali.

In ogni caso chiediamo al Governo di assumere un'iniziativa immediata perché la vertenza si risolva positivamente: occorre infatti chiarire la sussistenza dei presupposti su cui è stata deliberata la cessione (autonomia funzionale del ramo d'azienda, ecc), garantire concrete prospettive ai lavoratori (non solo quelli del settore customer ma anche quelli che resterebbero in Fastweb), prevedere una clausola sociale che consentisse a questi ultimi il riassorbimento ove le previsioni industriali fatte dal management non si realizzassero, e naturalmente rimettere in campo una politica strategica per il settore delle telecomunicazioni che nei decenni passati ha costituito uno degli assets industriali di maggior pregio del paese.

#26m: la meglio gioventù scende in piazza!

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La redazione IDV

La meglio gioventù scende in piazza: il prossimo 26 maggio ci saremo anche noi per condividere ancora una volta l'appello del comitato "9 Aprile-il nostrotempoadesso". I giovani IDV stanno partecipando all'organizzazione e vogliono dimostrare che esiste un mondo di giovani in questo Paese con speranze, energie, idee e risorse che deve e può essere protagonista di un cambiamento radicale.

Siamo di fronte ad una riforma del lavoro che poco o nulla ha da dire ai giovani e ai precari. Noi siamo convinti che la precarietà che contraddistingue la nostra generazione non deve portarci a gettare la spugna, rassegnarci ad un futuro grigio o alla fuga all'estero.

Questo Paese, deve essere chiaro, non ha il "fardello" della precarietà e della disoccupazione, nè tantomeno quello dell'articolo 18 e delle tutele.

Sono i giovani, il lavoro e il merito le chiavi per uscire davvero dalla crisi, passando per una vera rivoluzione del mondo dell'imprenditoria e del lavoro che colpisca realmente la corruzione, il sommerso, i capitali all'estero, il cuneo fiscale sul lavoro, e punti su una nuova politica industriale e di sviluppo in grado di valorizzare le risorse strategiche del Paese e del terzo millennio, risorse che si concentrano in parole semplici come  arte, cultura, turismo, artigianato, made in Italy, banda larga, energie rinnovabili, economia verde.

Parole, queste sì, su cui è doveroso compiere investimenti ventennali di miliardi di euro, investimenti di cui purtroppo abbiamo sentito parlare solo a proposito di cacciabombardieri e grandi opere di dubbia utilità.


Per questo noi saremo in piazza, per dimostrare che i giovani sono LA  risorsa del Paese.

Giovani dell'Italia dei Valori

EVENTO FB
T
W #lamegliogioventù #26m

Stock. Governo fermi chiusura ennesimo stabilimento italiano

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“Italia dei Valori si associa alla richiesta avanzata dai lavoratori della Stock, la quale ha deciso di chiudere lo storico stabilimento a Trieste per delocalizzare nell’Est Europa”. E’ quanto si legge in una lettera inviata al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, da Carlo Monai, deputato dell’Idv e Maurizio Zipponi, responsabile nazionale Lavoro-Welfare del partito di Di Pietro. “Uno stabilimento, quello di Trieste - sottolineano Monai e Zipponi - che, pur nei progressivi ridimensionamenti, è sempre stato in grado di produrre tutte le referenze del marchio Stock, sia per la distribuzione sul mercato italiano che internazionale. Si tratta di prodotti apprezzati e molto conosciuti in Italia e nel mondo”. “La chiusura dello stabilimento rischia di generare l’ennesimo dramma sociale per i dipendenti, oltre che l’ennesima delocalizzazione di una società e di marchio italiani - si legge nella lettera al ministro Fornero - Come Italia dei Valori Le chiediamo di convocare urgentemente, insieme al Ministero dello sviluppo economico, un tavolo nazionale con la proprietà della Stock, le organizzazioni sindacali e gli enti locali, per fermare le procedure di licenziamento e avviare un più attento esame di ogni possibile alternativa alla chiusura del sito, la salvaguardia dei livelli occupazionali e un auspicabile rilancio dell'azienda”.

Mozzarella blu. Nuovi episodi in scuola milanese

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La redazione IDV

“È gravissimo quello che è successo nella scuola elementare di via Matteucci a Milano, occorrono assolutamente maggiori controlli e restrizioni nell’agroalimentare. Pensare che oggi alcuni bambini abbiano addirittura mangiato di quei latticini nella mensa scolastica della scuola milanese, prima che le mozzarelle assumessero la pigmentazione blu, ha dell’incredibile! Dove sono i controlli? È necessaria una normativa scrupolosa sulla provenienza dei prodotti”. Lo scrive in una nota l’On. Anita Di Giuseppe, capogruppo IdV in Commissione agricoltura.

“Anche se il Dirigente scolastico della scuola elementare di via Matteucci, è intervenuto tempestivamente facendo ritirare tutte le mozzarelle dalla mensa ed avvisando la ditta fornitrice, resta incredibile il ripetersi dello spiacevole episodio, a pochi mesi dai precedenti sequestri effettuati dalla Questura di Frosinone. Altrettanto preoccupante è la notizia che a seguito della vicenda odierna, la ditta fornitrice, la Milano ristorazioni, abbia ritirato 85mila mozzarelle, destinate alle scuole lombarde e ora nei laboratori delle Asl milanesi per analisi e controlli. Questo vuol dire che potenzialmente migliaia di bambini delle scuole della regione potevano essere vittime di una intossicazione alimentare”, prosegue Di Giuseppe.

“Fortunatamente al momento non si registrano casi di malore da parte dei bambini che hanno mangiato quei latticini, ma la questione non può e non deve essere sottovalutata; intendo fare quanto possibile per sollecitare risposte chiarificatrici a tutela dei consumatori e nell’interesse dei produttori italiani di latticini, pertanto - conclude Di Giuseppe - ho depositato una interrogazione parlamentare, indirizzata al Ministro Catania, sull’allarmante fenomeno di alterazione dei latticini. Credo, a questo punto, sia  improrogabile l'istituzione di un tavolo di crisi, come più volte richiesto, al fine di gestire una situazione che diventa sempre più allarmante”.

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