
“La Commissione Cultura della Camera è da settimane senza un Presidente a seguito delle dimissioni dell’On. Valentina Aprea. Vogliamo evitare che inizi il valzer delle poltrone e la pratica della spartizione. Serve aria nuova nella politica e soprattutto scelte chiare” a dichiararlo è l’On. Pierfelice Zazzera (IDV) capogruppo in Commissione che attraverso il suo blog www.pieffezeta.it lancia la proposta di Beppe Giulietti a Presidente di Commissione, quale alternativa alla logica spartitoria dei partiti.
“Noi dell’Italia dei Valori vogliamo un Presidente per la Commissione Cultura che sia indipendente e autorevole, dopo anni di macerie e disastri. Un Presidente lontano dal conflitto di interessi che ammorba il Paese – prosegue il dipietrista – limitando la libertà di informazione e la democrazia. All’antipolitica bisogna rispondere con la buona politica, ecco perché mi permetto di proporre la candidatura alla Presidenza di una Commissione così importante come la Cultura una personalità autorevole come l’On. Beppe Giulietti, del quale apprezzo l’impegno per Articolo 21, per l’indipendenza della RAI, per la libertà dell’informazione e per il rilancio della cultura. La candidatura di Giulietti è una chiara proposta politica di rinnovamento e di cambiamento per la rigenerazione dei partiti e la credibilità delle istituzioni”.



“La seduta odierna del Cda del festival di Roma attesta definitivamente il ‘commissariamento’ dell’evento da parte della politica romana: i passaggi in Consiglio delle proposte, dei bilanci, dei progetti sulla futura edizione sembrano ormai atti puramente burocratici. A detta dei consiglieri, a decidere davvero sarà solo l’assemblea dei soci, cioè la politica. L’ennesimo rinvio delle date del festival, seppur grave, passa in secondo piano rispetto a una gestione così singolare e incongrua della kermesse: evidentemente per il centrodestra la cultura ha una sua legittimazione solo se asservita alle convenienze del potere. I ritardi organizzativi, l’assurda vicenda delle nomine lottizzate, le improvvisazioni e le smentite sulla location del festival, la rinuncia alla sala più grande dell'auditorium e il ricorso obbligato ad una tensostruttura, la pericolosa prossimità con le date del festival di Torino, non sono altro che gli effetti inevitabili delle gravi e indebite pressioni esercitate dalla politica sulla Fondazione. Il festival di Roma sta diventando come quello di Sanremo: il cinema, cioè l’arte, non è più l’obiettivo, non se ne parla nemmeno più. Con la Polverini e Alemanno, il festival è il pretesto per occuparsi di altro”. Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale Cultura di Italia dei Valori.
"La morte di Miriam Mafai ci rattrista profondamente perchè la sua perdita è di quelle che, come diceva il grande timoniere, pesano come una montagna. Eravamo amici da moltissimi anni e mi ha chiamato per farsi spiegare nel dettaglio il Pacs, il matrimonio gay per poterne scrivere a sua volta. Avevamo molti amici e compagni di battaglie in comune come il giornalista dell'Espresso Giovanni Forti (che si era sposato con il suo compagno a New York in sinagoga) di cui ricorre proprio in questi giorni il ventennale della morte. Scriveva in modo brillante e arguto senza essere prolissa e con la massima chiarezza, dono essenziale per il mestiere di giornalista. Soprattutto scriveva in modo netto sul tema che ci sta a cuore: i diritti della persona, i diritti civili, i diritti delle donne. Addio Miriam e grazie per il tuo contributo alla lotta per i diritti civili e per un mondo migliore". Così Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori.
Oggi è un giorno triste, un giorno di lutto per tutti noi. Con la scomparsa di Antonio Tabucchi perdiamo un grande intellettuale e uno scrittore raffinato. Una delle voci più rappresentative della cultura e della letteratura europea. La democrazia è stata il suo faro ed è stato un indulgente analista della società italiana.
Da 'Mani Pulite' alle nuove inchieste della magistratura che coinvolgono politici di destra e di sinistra. Dalla nuova tangentopoli in Lombarda alle indagini in Puglia, Emilia Romagna, Liguria. I reati sono sempre gli stessi: finanziamenti illeciti, falso in bilancio, corruzione. A 20 anni da Mani pulite sembra che tutto sia come allora. Anzi, se qualcosa è cambiato, è cambiato in peggio. 

