
Da questo coro compunto e giocoso si sono levate le giaculatorie delle Ministre contro i giovani italiani bamboccioni e mammoni, che si girano i pollici in attesa di un lavoro, quello accompagnato dai diritti, che sembra non avere più cittadinanza in Europa, nel mondo e nell'impresa globalizzata alle prese con la crisi: intanto sullo sfondo rumoreggiano all'unisono vecchi e nuovi coristi, pezzi dell'establishment confindustriale e finanziario, quotidiani, opinionisti più o meno abilitati a maneggiare la materia, settori della politica, tutti al seguito dei gesti sapienti del direttore d'orchestra Monti.
Ma perchè le Ministre del Lavoro e dell'Interno non tuonano invece contro le 800.000 dimissioni in bianco nei cassetti di imprenditori senza scrupoli, i 278.000 lavoratori irregolari scoperti nel 2011 ispezionando 244.170 aziende (il 61% delle quali non in regola), la mancanza di servizi di conciliazione che obbligano le madri italiane a lasciare il lavoro a meno che le nonne non ricomincino il proprio dopo la pensione (ammesso che la pensione ce l'abbiano ancora, dopo la riforma Fornero) e abitino vicino alle figlie sfigate e bamboccione?
Intanto un italiano su quattro è sulla soglia di povertà, ma le priorità del Governo sobrio sono altrove: cambiano i Governi, ma la "differenza" ancora una volta non fa la differenza!
Quando la "differenza" non fa... la differenza




