Contro la “tentacolare” ‘Ndrangheta a Perugia: ecco la fiaccolata per dire no al “Nemico”

307x428 fiaccolata“Fiaccolata contro tutte le mafie” il 28 gennaio a partire dalle 20.30. Il luogo scelto è stato Ponte San Giovanni, la “capitale” dei Ponti, dato che è al centro dei maggiori traffici e presenze di presunti appartenenti a clan mafiosi

Dopo gli arresti per ‘ndrangheta a Perugia e i risultati emersi dai vari dossier della Commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose in Umbria, è giunto il momento anche di una risposta dal basso, dai cittadini, per respingere gli assalti mafiosi che, come emerso dalle inchieste, non si limitano più al riciclaggio di denaro. Da qui la decisione dell’Italia dei Valori di organizzare una “Fiaccolata contro tutte le mafie”il 28 gennaio a partire dalle 20.30. Il luogo scelto è stato Ponte San Giovanni, la “capitale” dei Ponti, dato che è al centro dei maggiori traffici e presenze di presunti appartenenti a clan mafiosi.

Si partirà da Piazzale Bellini (Cva). Alla manifestazione sarà presente il segretario nazionale dell’Idv, Ignazio Messina e il testimone di giustizia Valeria Grasso responsabile nazionale del laboratorio IdV contro le mafie, che da anni si batte contro il pizzo e la mafia siciliana. E’ importante che i cittadini diano un segnale di forza per far capire che a Perugia e in Umbria il potere mafioso non passerà. L’ultima inchiesta dei Ros, culminata con 60 arresti per ‘ndrangheta, ha dimostrato come un clan locale legato agli interessi delle famiglie di Cirò Marina voleva imporre il pizzo, non esitava a sparare, picchiare e soprattutto svuotava l’economica di casa nostra, uccidendo aziende importanti ma provate dalla crisi e dalla intimidazione mafiosa. La politica ha dormito, i cittadini speriamo di no e siano tanti il 28 gennaio. Franco Granocchia, conoscitore delle dinamiche sociali e criminali di Ponte san Giovanni, punta sulla fiaccolata anche per lanciare due richieste al Prefetto e alle Forze dell’Ordine: “La mafia, anche a Perugia, alimenta i propri affari con lo sfruttamento della prostituzione e della droga. Il primo fenomeno è molto diffuso negli appartamenti di Ponte San Giovanni e per arginare questa situazione va applicato il metodo dei controlli casa per casa applicato a Fontivegge. Per quanto riguarda la droga è necessario aumentare il numero dei militari a disposizione della caserma di Ponte San Giovanni e delle altre presenti ai Ponti”.

Paolo Brutti

Responsabile Nazionale Laboratorio Politiche Regionali