Continua la svendita del patrimonio industriale e dello stato sociale

shutterstock_254745067Questa U.E. che è tenuta insieme solo dalla finanza, cioè dall’euro, sta distruggendo con il rispetto dei trattati e, quindi del patto di stabilità figlio del famigerato fiscal compact, la nostra industria e il nostro stato sociale che per 40 anni, dal dopoguerra, avevamo faticosamente sviluppato con l’impegno dei nostri imprenditori, le rivendicazioni sindacali e le lotte operaie ma anche con la lungimiranza di tanti governi che avevano chiaro cosa ci chiedesse la Costituzione Italiana e la rispettavano. Pochi giorni fa Finmeccanica ha annunciato di aver raggiunto l’accordoper (s)vendere Ansaldo Breda e il 40% di Ansaldo Sts al gruppo giapponese Hitachi e ieri, dopo un lungo e complicato tira e molla, Governo e regioni hanno raggiunto ieri l’intesa (o pre-intesa) sui maxi tagli (lineari) da 5,2 miliardi sui bilanci locali inferti per 4 miliardi dalla legge di stabilità 2015 e di altri 1,2 miliardi ereditati da precedenti manovre in sospeso. Ad essere colpita più pesantemente dai tagli in arrivo sarà la spesa sanitaria, che perde più dell’intero aumento inizialmente previsto dei fondi 2015: 2,35 miliardi in tutto tra regioni ordinarie e speciali, con l’aggiunta di una potatura di altri 285 milioni delle risorse in conto capitale destinate all’edilizia sanitaria. Un colpo da 2,63 miliardi in totale sul bilanci della salute pubblica, il settore politicamente e socialmente più delicato. Quanto predicato da anni oggi è sempre di più sotto gli occhi di tutti e sempre più evidente perché ormai quasi tutti ne sentiamo le “ bruciature” sulla nostra pelle. Chi non ha qualcuno in famiglia che ha perso il lavoro o che ha un lavoro precario, tutti paghiamo sempre di più i servizi pubblici, gli stipendi e salari per chi ha ancora un lavoro lentamente scendono e il potere d’acquisto diminuisce. Questa è la fine che dovevamo fare e che purtroppo solo a pochi era chiara, anzi chiarissima, da quando siamo entrati nella moneta unica. Ma era chiara, anzi chiarissima, anche a chi ha progettato tutto questo 30 e più anni fa perché l’obiettivo non era quello di costituire un vero stato federale ma quello di creare un sistema dove il liberismo puro la facesse da padrone. Ora ci siamo : (s)vendiamo i gioielli di famiglia, svalutiamo il lavoro e tagliamo lo stato sociale per restare competitivi con altri paesi che, con un cambio effettivo più debole, dominano i mercati e accumulano surplus commerciali che poi ci danno in prestito contribuendo così al nostro indebitamento. E se qualcosa non interverrà a fermare questo perfetto ingranaggio liberista saremo sempre più poveri e sempre più vicini alla Grecia. Chiudo solo facendo presente che tutto quello che sta succedendo è totalmente in contrasto con quanto i nostri Padri Costituenti scrissero nel 1947 : proviamo a rileggere la nostra Costituzione, articolo per articolo, e probabilmente capiremo. Alessandro Lelli

Laboratorio Nazionale Economia Idv