Le vicende politiche di questa settimana, ed in particolare le tante, troppe, parole dette e scritte in tema di alleanze mi hanno fatto venire in mente un personaggio che con la politica non c’entra niente, Zdenek Zeman.
Un personaggio scomodo e inviso al “potere” del calcio perché vero, mai banale e soprattutto mai piegato alla ragion di stato. Uno che ha denunciato con anni di anticipo scandali come il doping, le cupole che influenzavano arbitri e risultati, e le scommesse. Poiché era un corpo estraneo hanno provato ad isolarlo prima e poi ad espellerlo, non facendolo lavorare per anni.
Dalla sua parte però è sempre rimasta la gente grazie allo spettacolo che il suo lavoro ha sempre saputo offrire. Le piazze dove è stato lo ricordano e lo amano ad anni di distanza, e grazie a questo legame è rientrato prima nel calcio meno importante e poi nel calcio che conta da maestro acclamato a furor di popolo. La vittoria più grande.
In questi giorni vedo molte similitudini tra l’Idv e Zeman. Mentre gli altri chiacchierano noi sudiamo sui gradoni, e i nostri gradoni sono i referendum che ci consentiranno di correre a velocità doppia a difendere i diritti dei lavoratori mentre gli altri faranno melina.
Coerentemente ai nostri principi denunciamo il doping con cui si cerca di alterare la costituzione, e ci sottraiamo con forza alle combine organizzate per spacciare come riforme epocali, leggi che di epocale producono solo danni.
Gli avversari entrano duro, gli arbitri ci fischiano contro qualche rigore clamoroso, qualcuno ci vorrebbe fuori dai giochi e lavora per questo. Noi rimaniamo fedeli ai nostri principi e al nostro credo e ci interessano solo i nostri tifosi e tutti quelli che apprezzano la coerenza e il coraggio. Certi che alla fine il lavoro paga sempre.



