Referendum 2011

Scarica i materiali dei referendum qui

Referendum: un miracolo popolare. Le firme in Cassazione

Referendum: un miracolo popolare. Le firme in Cassazione

Il Comitato referendario intorno alle 12 di oggi ha depositato presso l’ufficio centrale elettorale della Suprema Corte di Cassazione le firme raccolte per il referendum contro il Porcellum.

Una festa. Palloncini rosa con il disegno di un maialino hanno fatto da cornice ai duecento scatoloni contenenti oltre un milione e duecento mila firme. Alla consegna era presente anche il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro, uno dei principali artefici di questo grande successo di popolo: “Ancora una volta – ha detto – i cittadini hanno anticipato la politica. Lo hanno fatto l’anno scorso con tre referendum che tutti gli altri partiti snobbavano ma il 95% degli elettorali ha fatto sapere che non voleva il nucleare e le leggi ad personam. Oggi dopo una incredibile raccolta di firme fatta in pochi mesi siamo di nuovo qui come cittadini”.

Cosa accadrà ora? Il via libera della Cassazione arriverà entro il 10 dicembre 2011, poi ci sarà il passaggio alla Corte costituzionale, che valuterà l’ammissibilità del referendum. L’ok da parte della Corte costituzionale darà di fatto il via alla campagna referendaria e il voto si terrà la prossima primavera, tra il 15 aprile e il 15 giugno. A meno che, prima, non vengano sciolte le Camere.

“Un miracolo popolare”. Così Andrea Morrone, Presidente del Comitato referendario, ha definito lo straordinario successo della raccolta firme per il referendum contro l’attuale legge elettorale (Porcellum), nel corso di una conferenza stampa tenuta alle 10.30 a Montecitorio, e alla quale hanno partecipato tutti i soggetti che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato senza precedenti: oltre a Morrone, il coordinatore politico Arturo Parisi, Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Mario Segni, il tesoriere del Comitato Mario Barbi, il segretario del Pli, Enzo Palumbo e il segretario dell’ Unione Popolare Maria Di Prato.

1.210.466 (unmilioneduecentodiecimilaquattrocentosessantasei). Questo l’incredibile numero di firme raccolte in meno di due mesi. Un risultato esaltante, il cui merito va indubbiamente a quanti si sono impegnati in prima persona (come i dirigenti, gli attivisti e i volontari dell’Italia dei Valori, che da soli hanno portato a casa quasi mezzo milione di firme), ma anche ai “cittadini italiani che – ha sottolineato Morrone ringraziandoli – sono venuti a cercarci”.

Una cosa mai accaduta, a dimostrazione della voglia di cambiamento che serpeggia nel Paese e della siderale distanza che ormai separa gli elettori dall’attuale maggioranza di governo.

Stop alla raccolta firme: obiettivo raggiunto. Grazie!

Stop alla raccolta firme: obiettivo raggiunto. Grazie!

Un successo! La raccolta firme per i referendum contro l’attuale legge elettorale (Porcellum) e per la legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle Province ha superato ogni aspettativa. Solo l’Italia dei Valori, nonostante lo scetticismo dei più e il bavaglio imposto all’informazione dal governo, ne ha raccolte quasi 500mila. Lo ha annunciato il presidente Idv, Antonio Di Pietro questa mattina a SkyNews24. Da sole basterebbero per andare al referendum, ma ci sono anche quelle raccolte dalle altre forze politiche, in uno sforzo corale che premia l’impegno civile di quanti ci hanno messo la faccia.  

La scommessa è vinta e venerdì 30 settembre le firme verranno depositate presso la Corte di Cassazione. 

Un successo! Ottenuto grazie alla grande mobilitazione del partito, degli esponenti Idv regionali, provinciali e comunali; delle centinaia di attivisti e volontari che in ogni regione d’Italia (in piena stagione vacanziera) hanno piantato banchetti e sensibilizzato i cittadini sui temi della legalità e del rispetto delle norme democratiche; sulla necessità di un cambiamento urgente delle regole del gioco, per ridare voce agli elettori e per far si che siano loro a decidere da chi vogliono essere rappresentati in Parlamento e non, come accade con la legge voluta da Berlusconi, che a deciderlo siano le segreterie dei partiti o, peggio, il ‘califfo’ di turno.

Un successo! Ottenuto grazie, e soprattutto, alla grande sensibilità dimostrata dagli italiani, che già con i referendum vinti a giugno contro il nucleare, l’acqua privatizzata e il legittimo impedimento hanno mandato un avviso di sfratto senza precedenti a chi ha ridotto il loro Paese ad un teatrino animato da saltimbanchi e ballerine; che organizza baccanali mentre fuori il mondo brucia; che approfitta del suo ruolo per trarre vantaggi personali ignorando il grido d’aiuto delle famiglie sempre più in difficoltà; l’urlo di disperazione del mondo imprenditoriale e degli artigiani, strozzati dalla crisi finanziaria e da una burocrazia sorda che tutto pretende e nulla concede.  

Un successo! Ma riappesi i banchetti al chiodo, ora bisognerà percorrere insieme la lunga strada verso la vittoria finale: ridare dignità al Parlamento e alle istituzioni, cambiando finalmente una legge elettorale definita una “porcata” dal suo stesso ideatore, il ministro leghista Roberto Calderoli e vincendo le prossime elezioni. Solo così il Paese potrà tornare ad avere un futuro e il rispetto internazionale che gli spetta.

Un successo nostro, un successo vostro

Un successo nostro, un successo vostro

La battaglia è vinta, il quorum è raggiunto. Al primo quesito (acqua) ha votato il 54,81%% degli aventi diritto, al secondo (acqua) il 54,82%, al terzo (nucleare) il 55,79% e al quarto (legittimo impedimento) il 54,78%. Un vero plebiscito di SI: contro la privatizzazione dell’acqua hanno detto Sì il 95,35% dei votanti e il 95,80% al secondo quesito; contro l’installazioni di centrali nucleari si sono espressi a favore il 94,05% degli elettori; infine, per la l’abrogazione del legittimo impedimento hanno detto Sì il 94,62%.

Grazie a quanti come noi hanno creduto possibile il trionfo della democrazia. Grazie a tutti gli elettori che si sono assunti la responsabilità di decidere per il loro futuro e quello dei loro figli e nipoti. Grazie agli oltre due milioni di italiani che l’anno scorso hanno firmato le nostre proposte referendarie e hanno avviato questo lungo e faticoso cammino. Grazie a quanti, militanti di partito e non, si sono impegnati negli ultimi mesi nella campagna d’informazione e comunicazione.

In un momento come quello che sta vivendo il nostro Paese, in cui spesso i diritti vengono calpestati a vantaggio di scopi utilitaristici, il risultato delle urne di oggi fa ben sperare. Fa credere che ci sia ancora una parte dell’Italia, quella migliore, che si batte per la difesa dei principi sanciti dalla Costituzione e che vuole difendere il proprio territorio e la propria giustizia.

Ora, speriamo che il Governo prenda atto della scelta netta degli italiani e capisca che bisogna cambiar rotta. Oggi ci godiamo questa grande vittoria, una vittoria dell’Italia ancor prima che dell’Italia dei Valori e dei Comitati per l’acqua pubblica. Da domani, però, bisognerà rimboccarsi le maniche e cominciare a disegnare un nuovo orizzonte per il nostro Paese. Come ha detto, visibilmente commosso, il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in conferenza stampa «oggi era necessario che gli italiani confermassero il principio che la legge è uguale per tutti» ed è stato dimostrato che sui temi rilevanti «va rivalutato lo strumento di democrazia diretta» rappresentato dal referendum che è «uno strumento per far sentire la propria voce» e in questo caso l’Italia si è dimostrata, dando questo «risultato straordinario», un «Paese vivo che crede nella Costituzione e che nei momenti democratici importanti vuole fare sentire la sua voce».

Anche un voto può fare la differenza: servono i tuoi 4 SI

Anche un voto può fare la differenza: servono i tuoi 4 SI

Manca poco alla chiusura delle urne, circa un’ora, e non possiamo abbandonare questa battaglia. Ora o mai più. Ci rivolgiamo a coloro che ancora non si sono recati alle urne: non lasciatevi ingannare dalle dichiarazioni fuorvianti di esponenti del governo, come il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che, in barba al silenzio elettorale, ha detto che il quorum è raggiunto. Non ci sono dati ufficiali e nessuno può saperlo. Anche un voto può fare la differenza. I quattro SI di ognuno di noi sono fondamentali

Come sottolinea Stefano Pedica, senatore Idv, «non sappiamo quali notizie in anteprima abbia chi ritiene che il quorum sia stato raggiunto , ma ricordiamo che le urne sono aperte fino alle 15 e per questo invitiamo i cittadini che ancora non lo avessero fatto ad andare a votare». 

Siamo alla resa dei conti: diciamo SI alla democrazia

Siamo alla resa dei conti: diciamo SI alla democrazia

25.209.345. Questo è il numero che può cambiare il corso della storia. Questi sono gli elettori che devono presentarsi oggi alle urne per permettere il raggiungimento del quorum e rendere valida la consultazione referendaria, pari al 50 per cento più uno degli aventi diritto. È una sfida di democrazia: il futuro è nelle mani degli italiani. Spetta a noi decidere se vogliamo avere un Paese sottoposto alla minaccia perenne delle centrali nucleari oppure affidarci per l’approvvigionamento energetico a fonti più avanzate tecnologicamente e più sicure; se è giusto affidare alla gestione dei privati e quindi alle speculazioni del mercato un bene primario come l’acqua, oppure far sì che rimanga a disposizione di tutti; se vogliamo accettare che la legge sia impari, a seconda del ruolo politico dell’imputato, oppure vogliamo, come afferma la Costituzione, che tutti siano davvero uguali davanti a essa.

Ecco, l’Italia dei Valori, ha creduto dal primo momento, sin dall’anno scorso quando ha iniziato la raccolta delle firme, che sia giusto rimettere tutte queste decisioni nelle mani degli italiani, di chi poi ogni giorno si trova a dover affrontare queste questioni. L’Italia dei Valori, insieme ai comitati per l’acqua pubblica, ha dato questa grande opportunità ai cittadini. Ora sarebbe un peccato sprecarla. Basta un piccolo sforzo per compiere un grande gesto di democrazia: quattro SI.

In ogni caso, come dice il presidente Idv, Antonio Di Pietro, “chi andrà a votare, aldilà di cosa sceglierà, dimostrerà di credere nella partecipazione e di non voler più prove elettorali combattute slealmente, cercando di fregare l’altra parte invece che di far valere le proprie ragioni e i propri argomenti”.

Allora tutti alle urne: oggi si vota dalle 7 alle 15. E speriamo di far festa…una grande festa di democrazia!

Viminale, domenica 12 giugno, ore 12. Intanto ci fa ben sperare la prima rilevazione del ministero dell’Interno: l’affluenza ha superato l’11% a mezzogiorno, in tutti gli 8.092 comuni in cui si vota. Nel dettaglio, il dato relativo al primo quesito sull’acqua è dell’11,64. Anche il secondo quesito sull’acqua ha fatto registrare l’11,64 (mancano solo i dati di due comuni in Sardegna). Il nucleare è all’11,63% e il legittimo impedimento è all’11,63. Il prossimo dato sarà quello relativo alle 19.

Viminale, domenica 12 giugno, ore 19. Secondo il ministero dell’Interno il 30,34% degli aventi diritto ha votato il primo quesito (acqua), il 30,35% il secondo (acqua), il 30,32% il terzo (nucleare), il 30,33% il quarto (legittimo impedimento).

Viminale, domenica 12 giugno, ore 22. Secondo gli ultimi dati del Viminale, relativi alle 22, ha votato il 41,1% degli aventi diritto.



Referendum, 4 SI per riprenderci il futuro

Referendum, 4 SI per riprenderci il futuro

Ieri è stata una grande giornata di democrazia e di libertà. Una giornata all’insegna dell’impegno comune per il raggiungimento di quell’obiettivo che, prima di tutti, l’Italia dei valori si è data  per coronare mesi e mesi di battaglie per i referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento che si svolgeranno domani, domenica 12 e lunedì 13 giugno: il quorum.
Passo ineludibile per dire definitivamente no alle centrali atomiche sul nostro territorio, no alla privatizzazione dell’acqua, no al legittimo impedimento.

Un venerdì 10 che ha visto un’ampia mobilitazione per ‘IO VOTO’, l’evento nazionale dei comitati referendari, con manifestazioni a Roma, in piazza del Popolo, e in tutta Italia con più di mille località coinvolte grazie al contributo di artisti, studiosi, personaggi del mondo della cultura e cittadini comuni. Una giornata di festa e di musica per ribadire il diritto democratico di voto sancito dalla nostra Costituzione. Un diritto che è anche un dovere civico.

Una giornata che ha registrato anche un grande successo di partecipazione sul web, con centinaia di migliaia di contatti per la diretta streaming, che in questa occasione, per la prima volta in Italia, è stata effettuata anche sulla pagina Facebook del leader dell’Idv,  Antonio Di Pietro e su quella dell’Italia dei valori. In precedenza lo aveva fatto solo il presidente degli Stati Uniti Barak Obama.

Ma il risultato più grande lo raggiungeremo domenica e lunedì, a patto che tutti i cittadini italiani dicano: “Io voto”.
Il futuro, infatti, non ha un colore politico e il voto, come dice il presidente Di Pietro sul suo blog, “appartiene a tutti coloro che vanno a votare, ed è la loro vittoria. Sia che siano elettori di centrodestra, sia che siano elettori di centrosinistra”.

laboratorio turismo Laboratorio Telecomunicazioni laboratorio Legalità laboratorio Estero laboratorio agricoltura laboratorio scuola