Boxlandia: Mitica battaglia dell’IdV

Giovanni_IdvEra il 28 luglio del 2012 quando il compianto Giovanni Antonetti, leader dell’Italia dei Valori in Penisola Sorrentina annunciava in un comunicato stampa che quel giorno era “un giorno storico per la penisola sorrentina, per le sue bellezze naturali e per tutti i cittadini, le associazioni ambientalistiche e le forze politiche che hanno veramente creduto in questa battaglia di legalità”. Boxlandia era finalmente iniziata: la Procura della Repubblica di Torre Annunziata aveva richiesto al Comune di Sorrento gli atti relativi a tutti i parcheggi autorizzati negli ultimi 3 anni. Per Giovanni, o Giògiò come tutti noi lo chiamavamo, era iniziata la fine del partito trasversale del cemento.

Da lui, che vigilava sul territorio come un leone, in difesa dell’ambiente sono partite le azioni a tutela dei nostri agrumeti: sue le iniziative che hanno portato ad interrogazioni parlamentari, regionali e provinciali presentate dai rappresentanti istituzionali dell’IDV. Dal dicembre del 2010 nacque per tutti noi una lotta senza quartiere contro la cementificazione selvaggia della costiera sorrentina e Giogiò fu il nostro ariete sul territorio. Carattere dinamico, quasi rivoluzionario, Giovanni visse per la sua terra, in difesa delle fasce sociali deboli e dell’ambiente. Ieri il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato ad un anno ed otto mesi tutti gli imputati nel processo “boxlandia”: 252 box auto progettati al posto di un agrumeto nel centro di Sorrento che venne sventrato in pochi giorni dopo che i titolari avevano ottenuto un permesso, rivelatosi poi illegittimo, poiché in contrasto coi vigenti strumenti urbanistici. Una sentenza storica che probabilmente rappresenterà un precedente per altri procedimenti analoghi e che farà giurisprudenza. Un trionfo per Giovanni e per chi ha combattuto al suo fianco il malaffare; un trionfo per la sua famiglia, che oggi vorrebbe creare nell’area in cui sorgeva l’agrumeto un parco per bambini ed anziani. Ne esce sconfitto, paradossalmente, il Comune di Sorrento che all’epoca decise di non costituirsi parte civile, facendo nascere nell’opinione pubblica legittimi sospetti.

Antonio Palagiano
Responsabile nazionale laboratorio Sanità