Biotestamento. Bencini: una legge di civiltà

“È una legge condivisa e sentita, una legge di civiltà che darà un diritto in più a chi ne vuole usufruire. Il codice deontologico di medici e infermieri – spiega la parlamentare – non prevede alcun accanimento terapeutico ma le cure necessarie al benessere del paziente. Anche la Chiesa e il Papa recentemente hanno detto che non è giusto nè etico continuare nelle cure quando è inutile farlo”. “La morte  fa parte del ciclo della vita
e questo provvedimento incide su chi è ancora vivo quando ormai il corpo è solo afflitto da immane sofferenza. Qualcuno parla di ‘eutanasia’, ma voglio ricordare che questa non è parola blasfema. Dove è scritto che bisogna morire dilaniati dal dolore? Bisogna rispettare l’autodeterminazione del paziente e questa legge garantisce libertà e autonomia. Decidere di porre fine alla propria vita è una scelta altamente progressista”. Infine la senatrice Idv ha sottolineato come “questa legge non obbliga a scegliere. Come nel caso della donazione degli organi si può farlo oppure no”.

 Lo ha detto la senatrice Idv, Alessandra Bencini, nel corso del suo intervento in aula dove è in discussione la legge sul Biotestamento.