Giovedi, 17 Maggio 2012

#3

Di Pietro: governo torni indietro su acquisto auto blu

Email Stampa PDF
Antonio Di Pietro

E’ da mesi che continuiamo a chiedere al governo di spiegare l’acquisto di nuove auto blu. Abbiamo depositato diverse interrogazioni, a mia firma e a firma dell’on. Borghesi, per avere immediati chiarimenti su questa vicenda che è in palese contrasto con il contenimento dei costi della politica e della spesa pubblica.

L’esecutivo, spudoratamente, ha dato una risposta burocratica. E’ assurdo, infatti, che per giustificare una spesa di 10 milioni di euro il governo abbia risposto che ne servono altre perché le auto di servizio non devono superare i 1600 cc di cilindrata. Ma nessuno vieta di continuare ad utilizzare le vecchie macchine fino al loro esaurimento.

E’ uno schiaffo nei confronti degli italiani e uno spreco inutile di risorse pubbliche. In un periodo di crisi come questo, in cui si chiedono sacrifici enormi ai cittadini, è grave che l’esecutivo spenda in un modo così dissennato i soldi degli italiani per i propri comodi. Come al solito, il governo predica bene e razzola male: sin dal primo giorno ha promesso tagli alla casta, agli sprechi, ma ad oggi gli unici a pagare questa crisi sono stati i lavoratori, i pensionati e i giovani.

Il governo faccia un passo indietro nel rispetto delle istituzioni e di quei cittadini che portano sulle spalle tutto il peso delle misure varate da questo esecutivo”.

Oro, case e diamanti. E la politica?

Email Stampa PDF
La redazione IDV

Quel che di stupefacente salta agli occhi seguendo gli scandali che coinvolgono con imparzialità bipartisan i tesorieri dei partiti non è solo quanti soldi questi ultimi si siano allegramente regalati alla faccia della povera gente, ma è anche quanto poco utilmente li adoperino.

Cosa c’è di politicamente o socialmente utile nell’investire i sedicenti “rimborsi” in oro e diamanti, in immobili, in titoli di paesi lontanissimi, nell’adoperarli insomma come farebbe qualsiasi impresa (o qualsiasi famiglia) che i soldi li accumula e li mette da parte, cerca di investirli nella maniera più lucrosa, si sbraccia per farli fruttare, specula e mira a usare la ricchezza per arricchirsi? La risposta è semplicissima: non c’è niente di socialmente utile come non c’è niente di eticamente accettabile.

Noi dell’Italia dei Valori non abbiamo deciso di imboccare un’altra strada solo perché chiediamo da tempi non sospetti di limitare quella folle erogazione di denaro pubblico o perché abbiamo inaugurato controlli puntuali e trasparenti, sul nostro bilancio già da un pezzo, senza bisogno di spaccare capelli in 4 nei vertici notturni di maggioranza. Abbiamo scelto un altro modo di intendere la politica e di fare politica anche perché quei soldi li utilizziamo per far ciò a cui sarebbero originariamente destinati: offrire ai cittadini e agli elettori dei servizi. Organizziamo convegni. Interveniamo ovunque possibile nel sociale. Sviluppiamo le dinamiche di democrazia diretta sia con i referendum che con le leggi di iniziativa popolare.

A questo e solo a questo dovrebbero servire i finanziamenti pubblici. E se solo per questo venissero utilizzati non servirebbe lo sproposito di milioni che la politica spreca da anni e decenni.

La casta taglia gli stipendi: riforma annacquata

Email Stampa PDF
La redazione IDV

La Camera taglia stipendi e rimborsi dei deputati per 700 euro netti mensili. Titoloni dei giornali e infinite discussioni in Tv. In realtà per i parlamentari cambierà poco o nulla.

Lo spiega bene Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IdV alla Camera, in questa intervista al quotidiano Leggo

Si poteva fare di più?
«È una riforma annacquata, ampiamente insufficiente. Bisognava avere più coraggio, si doveva fare di più. Mi pare che la Camera risparmierà qualcosa sul lordo, ma sul netto i parlamentari sentiranno poca differenza».

Si riduce però il sistema dei rimborsi forfettari.
«Ma solo al 50% e non si capisce perché. Inoltre fra le spese che devono essere certificate c’è un po’ di tutto: consulenze, gestione dell’ufficio, convegni e sostegno delle attività politiche. Noi chiedevamo invece che i rimborsi venissero erogati al 100% solo davanti a spese certificate».

Almeno spariscono i vitalizi.
«Anche lì una riforma insufficiente. I cittadini continueranno a pagare per gli ex parlamentari 200 milioni di euro per almeno 20 anni. La riforma del sistema contributivo, così come è stata predisposta, anziché limitarsi a valere sulle quote prelevate ai deputati, prevede un esborso da parte della Camera, pari al triplo di quello versato dai deputati, con un costo ulteriore di 35 milioni l’anno».

C’è anche una rivalutazione Istat.
«E del 100% dell’indice, alla faccia dei lavoratori che guadagnano 1.400 euro al mese e che la rivalutazione se la sono scordata da un pezzo».

La commissione Giovannini scopre l'acqua calda, ora si agisca

Email Stampa PDF
La redazione IDV
 Dopo la pubblicazione del rapporto Giovannini, che indica i parlamentari italiani in cima alla classifica europea per quanto riguarda la retribuzione, noi dell'Italia dei Valori non ci siamo stupiti: sono cose che andiamo dicendo da tempo, una situazione di privilegio che combattiamo con proposte di legge e ordini del giorno in Parlamento da sempre. 

“L’Italia dei Valori - ha ricordato il presidente Antonio Di Pietro - in tempi non sospetti, ha presentato alla Camera una proposta per abolire i vitalizi. Gli unici che hanno votato a favore sono stati i ventidue deputati dell’IdV. Occorre effettuare seri tagli ai costi della politica, partendo dalla riduzione degli stipendi e del numero dei parlamentari, dall’abolizione delle province e dai tanti sprechi rappresentati dagli Enti inutili, per arrivare ad una drastica scure al settore delle armi."
"L’Italia dei Valori continuerà la sua battaglia, anche se in solitudine, e chiede al governo Monti - conclude Di Pietro - di prendere in considerazione le proposte che ha presentato in Parlamento per l’abbattimento dei costi della casta. 

Assurde, per l'IdV, le critiche che si sono levate dall'interno dei palazzi del potere contro i risultati della Commissione.

 giovannini

“Chi oggi contesta i risultati della commissione Giovannini - ironizza Niccolò Rinaldi, capodelegazione IdV al Parlamento europeo - potrebbe accettare di fare a cambio con un parlamentare europeo, oppure, se ha paura di prendere l'aereo, anche con quanto percepisce il sindaco di una grande città, anziché continuare a operare con due pesi e due misure quando si tratta di intervenire per tagliare i propri appannaggi, creando in questo modo la vera antipolitica che travolge la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. 
“Si è addirittura scomodata una Commissione condotta dal presidente dell'Istat – ha aggiunto - per stabilire il segreto di Pulcinella: che i parlamentari italiani sono i più cari d'Europa. Ma a Bruxelles il fatto era risaputo da tempo”. “Peraltro, di studi comparativi ne furono fatti già all'epoca, quando a Bruxelles fu discusso l'attuale Statuto unico del parlamentare europeo che uniformava il trattamento di tutti gli eurodeputati – ha proseguito Rinaldi -: a fare resistenza contro quel provvedimento in vigore dal 2009 furono soprattutto italiani, che erano proprio quelli che abbandonando il regime nazionale ci perdevano di più”. Secondo l'europarlamentare Idv, “la dimostrazione si ebbe alle elezioni del 2009, quando contrariamente alle elezioni precedenti, nessuno degli onorevoli nazionali optò per un posto a Bruxelles, trovando anche il ruolo di consigliere regionale spesso di maggiore soddisfazione economica”.

Equità, se non ora quando? (Video)

Email Stampa PDF
La redazione IDV
La manovra messa a punto dal governo Monti è un'occasione persa. Poteva dare il via a una stagione di maggior rigore sui costi e sui privilegi della politica e sulla lotta all'evasione fiscale; poteva ridare slancio allo sviluppo anche attraverso le liberalizzazioni; poteva rimettere in moto l'occupazione prevedendo sgravi fiscali alle imprese che assumono.

Invece ha fatto la cosa più facile: caricare di maggiori tasse il ceto medio e medio-basso, facendo pagare il grosso della crisi e del risanamento dei conti pubblici a chi i sacrifici li ha sempre fatti, lasciando pressoché indisturbati i grandi capitali e gli evasori fiscali.  
Su questo si è concentrato l'intervento di Antonio Borghesi alla Camera dei Deputati. Il deputato dell'Italia dei valori ha chiesto al governo di correggere il tiro perché sono molti i capitoli di spesa su cui intervenire in modo da gravare meno sulle tasche dei cittadini.

Pagina 1 di 4