
A Palazzo Chigi va in scena il festival dei favori agli amici e agli amici degli amici. Il deputato idV, Francesco Barbato denuncia lo sperpero di denaro pubblico perpetrato attraverso le consulenze affidate a personale esterno. E questo nonostante i 214 dirigenti di seconda fascia, tutti dipendenti pubblici, assunti con regolare concorso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ennesimo esempio di quella casta parassita, arrogante e spendacciona che troppo spesso si annida all'interno delle nostre istituzioni.
Consulenze, denuncia Barbato, assolutamente non necessarie, pagate profumatamente (si parla di una media di circa 200mila euro all’anno), e affidate anche a pensionati d'oro, ex dipendenti che "continuano a stare lì" e a svolgere i più svariati compiti, sponsorizzati dai partiti che sorreggono la maggioranza di governo.
Barbato chiede al presidente del Consiglio, Mario Monti "di cacciare fuori tutti questi 'abusivi' da Palazzo Chigi". Basterebbe questo, dice, per far risparmiare allo Stato quasi la stessa cifra che si otterrebbe riducendo il numero dei parlamentari.
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Basta balle per rinviare i tagli agli stipendi dei parlamentari. Si puó fare giá ora, senza nessuna forzatura. A Cicchitto, infatti, ribadiamo che sará in discussione, in quanto segnalato, il nostro emendamento 2.017 che interviene sul trattamento economico dei parlamentari. E' sufficiente che governo e relatori diano il loro parere favorevole, magari con una ri-formulazione, per ottenere il risultato.
Ma è davvero in dirittura d'arrivo l'abolizione dei vitalizi? In realtà ne sentiamo parlare da tempo e ben venga la delibera approvata ieri dal Consiglio di Presidenza del Senato che ha deciso di abolire questi privilegi.
L'Italia dei Valori è probabilmente l'unico partito che lotta concretamente contro i privilegi della Casta. Concretamente perché propone norme, raccoglie firme per una legge di iniziativa popolare (come per l'abolizione delle Province), promuove progetti di legge come quello presentato dal deputato Idv ed economista, Antonio Borghesi già il 13 maggio 2008, per diminuire il numero dei parlamentari, dei membri del Governo e dei componenti dei consigli e delle giunte regionali. Con la medesima legge, si prevedeva di sopprimere il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Altra sua proposta, contestuale, riguardava la riduzione dei costi della politica, il contenimento della spesa pubblica e la riduzione del debito pubblico.



